Non c'Ŕ etica nel consumismo
Laura Alberico - 13-02-2010
Una vita povera quella in cui si consuma tutto, soprattutto i sentimenti e le emozioni. Si consumano parole velate di moralitÓ e pregiudizio, di comprensione e immedesimazione per confondere ed anestetizzare veritÓ e debolezze di una societÓ al limite del collasso. Opinionisti in prima fila a confondere le acque, a spiegare i dubbi dell'animo con benevolenza ed empatia, ad indicare le strade possibili per risorgere dalla condizione di perdente.

I mass-media ci spiegano la vita come sostituti di genitori assenti e preoccupati solo di schivare il senso di colpa di non essere presenti quando Ŕ necessario e fondamentale per restituire il senso del dovere e della liceitÓ, il significato valoriale dei sentimenti, quel bagaglio trascurato e impolverato che spesso non si riesce a collocare perchŔ con il tempo Ŕ diventato un serbatoio contaminato da influenze di imbonitori pi¨ o meno occulti.

Non c'Ŕ etica nel consumismo soprattutto se il corpo e la mente diventano nemici e antagonisti, se il pensiero creativo non riesce pi¨ a decollare ed arricchirsi di creativitÓ ed entusiasmo sostenendo e difendendo una scelta di vita che abbia un fine ed un significato.
La droga non Ŕ la panacea di tutti i mali ma la schiavit¨ che incatena e opprime rendendo la libertÓ un miraggio lontano e indefinito. Siamo ricchi senza saperlo e non c'Ŕ nessun consigliere capace di indicarci il rimedio per adoperare nel modo migliore la vita, senza consumarla.

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