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Umbria: fondo non autosufficienza pietra dello scandalo
Francesco Conti - 30-01-2010
Alla cortese attenzione della redazione.
A vostra cortesia e discrezione vi pregherei di pubblicare questo contributo.
Le famiglie come la mia che ospitano persone non autosufficienti sono stanche e sfinite dalle vessazioni di una classe dirigente arroccata e legata alle proprie clientele.
Non abbiamo ausili ne strumenti, l'unico aiuto che avevamo ,l'assegno di cura, ci è stato tolto.
F.C.


UMBRIA FONDO NON AUTOSUFFICIENZA PIETRA DELLO SCANDALO!

A DETTA DELL'ASSESSORE ALLA SANITA' ROSI SONO STATI I SINDACATI A VOLER ELIMINARE L'ASSEGNO DI CURA PER I DISABILI GRAVI E NON AUTOSUFFICIENTI.

E' assolutamente vergognoso, c'e' voluto il question time in consiglio regionale per scoprire chi ha voluto l'eliminazione dell' assegno di cura in Umbria, la triade dei sindacati con qualche sospetto in piu' nei confronti della Cisl.
Altrimenti non si comprende la veemenza e l'enfasi con la quale il segretario generale della Cisl Umbria Ulderico Sbarra difende quel guscio vuoto del fondo regionale per la non autosufficienza, guscio vuoto che al momento non ha prodotto alcun risultato e difficilmente porterà vantaggi .
L'assegno di cura è in uso in tutta Italia tranne che Umbria,Toscana Campania e Calabria.
La vera assistenza domiciliare la si fa con una badante qualificata,soprattutto se si hanno i soldi per pagarsela ,ecco a cosa serve l'assegno di cura!
Negli ospizi gestiti dalle cooperative o da alcuni privati la cura dei non autosufficienti costa alla Regione Umbria molto di piu' e come la cronaca spesso riporta i poveri anziani vengono picchiati e maltrattati. Presto, ma non ci conterei troppo, il fondo per la non autosufficienza verra reso operativo: dopo anni di riunioni, convegni, incontri, tavoli di concertazione, seminari e manifestazioni con associazioni di categoria la montagna ha partorito il topolino. Quattro centesimi di stanziamenti, nulla a che vedere con le cifre indicate da Damiano Stufara, assessore alle politiche sociali; bene che vada meno di 4 milioni di euro per il 2010 (a detta di un navigato funzionario dell' assessorato alla sanità) contro i 114 milioni in 3 o 4 anni (a seconda dei comunicati stampa) indicati dal giovane assessore.
Il giochino è presto fatto: per gonfiare ad arte le cifre si sono ricompresi nel fondo regionale per la non autosufficienza anche i soldi dell'ADI.
Avete presente quando vi operano in day surgery, poi vi mandano a casa dopo un giorno ?
L' infermiere che viene a medicarvi o togliere i punti al vostro domicilio svolge un servizio erogato in regime di assistenza domiciliare integrata, ADI appunto.
Cosa c'entra con i servizi e i contributi economici da erogare ai disabili, agli anziani non autosufficienti e ai loro congiunti che se ne prendono cura?
In gran parte la partita della non autosufficienza si gioca in capitoli di spesa con cifre ben più consistenti e a noi sconosciute, poiché nulla deve andare alle famiglie che ospitano i poveri anziani malati.
In alcuni casi le Regioni e gli Enti Locali pagano per le rette dei disabili ospitati nelle residenze fino a 9000, ripeto 9000 euro al mese!
Quello che sta accadendo in Umbria e Toscana è assolutamente vergognoso.
Mentre le famiglie con persone non autosufficienti affrontano quotidianamente difficoltà e privazioni, i dirigenti di alcune delle cooperative che gestiscono le varie forme di residenzialità vanno in giro con auto di lusso.
I lavoratori delle cooperative paradossalmente ricevono stipendi da fame! 700-800 euro al mese.
Se le famiglie, come accade in tutta Italia, ricevono gli assegni di cura, possono loro in autonomia avvalersi dell'aiuto di un collaboratore.
La giunta regionale dell'Umbria governata dal centro sinistra ha eliminato l'assegno di cura in uso dal 2001 introducendo l'assegno di sollievo, fino a 50, ripeto 50 euro al mese !!
"Sembra una promozione di una compagnia telefonica".
Si può accedere a questo considerevole beneficio purchè non si abbia un ISEE che supera i 5000 euro e a completa ed arbitraria discrezione In dell'assistente sociale, che poverina con gli esigui fondi a disposizione poco potrà !
Ma c'e' sempre una soluzione!
Per le famiglie in difficoltà che non possono pagare una badante si aprono le porte delle residenze più o meno assistite. Per relegare i propri cari in questi posti i costi a questo punto non sono più un problema!
Non ci sono i soldi per gli assegni di cura ma per integrare le rette degli ospizi SI !!
L'importo medio di un assegno di cura alle famiglie in Italia si aggira intorno ai 500 euro con punte di 1900 in Trentino, l'integrazione delle rette delle residenze comporta esborsi mensili, che solo per la parte di pertinenza dello Stato, vanno ben oltre i 1500 euro al mese, fino ad arrivare in alcuni casi a 9000 euro al mese.
La Toscana ha escluso completamente l'assegno di cura tra gli strumenti previsti dal fondo regionale per la non autosufficienza.
La cronaca quotidiana riporta casi di maltrattamenti ed abbandono di poveri anziani e disabili in strutture non idonee o senza riscaldamento, l'episodio di VAGLIA vicino a Firenze insegna.
Decine di anziani al freddo con temperature esterne fino a -5.
Non piu' tardi del 18 gennaio scorso a Tarano vicino a Rieti e' stata sequestrata una casa di riposo dove gli anziani venivano legati a delle brandine sistemate in un sotto tetto, malnutriti e curati con farmaci scaduti.
In Calabria sono letteralmente "spariti" degli anziani da una casa di riposo gestita dalla curia.

Quanto dovremo attendere prima di ottenere la censura o almeno la condanna morale dei nostri cari amministratori e sindacalisti per scelte così inopportune e disumane ?

Tags: Umbria, assegno di cura, non autosufficienti


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 Enrico Carniel    - 04-02-2010
SEMBRA INCREDIBILE!
Noi paghiamo le tessere e questi ci tolgono cose così essenziali come l’assegno di cura!
La sinistra dell'Umbria deve riflettere molto attentamente......


 Franco S.    - 09-02-2010
E' una vergogna !
Anche in Toscana deve essere
introdotto l'assegno di cura.
La Regione risparmierebbe e noi (che non abbiamo grosse possibilita' economiche)possiamo prenderci cura dei nostri cari in casa.
E' forse una colpa fare gli operai o gli impiegati e non avere i soldi a sufficienza per pagare una badante?
In Veneto l'assegno di cura mensile per i non autosufficienti arriva fino a 550 euro, in Puglia 500, in Emilia Romagna anche 600 euro al mese.
L'assegno di cura offre il doppio vantaggio di contenere la spesa sanitaria e mantenere nel proprio contesto di vita i nostri cari non autosufficienti.

 Rita    - 15-02-2010
MA VOI LA STORIA DELL'ASSEGNO DI CURA LA CONOSCETE? Sono 2000 in Umbria le persone non autosufficienti assistite nelle rsa per una spesa complessiva della Regione di oltre 40 milioni di euro ! Con la stessa cifra ,riservata dalla Regione all’ integrazione delle rette delle rsa , si potrebbero erogare ben 8000 assegni di cura . Nemmeno e’ giusto fare come la Toscana, la quale subordina l’erogazione dei contributi all’assunzione di una badante. Di fatto le famiglie più povere non potranno avvalersi del contributo stesso, se non si hanno i mezzi per pagare l’intero stipendio di una collaboratrice familiare poco cambia con 300 euro al mese in più. La conseguenza? Proprio le famiglie a basso reddito saranno costrette a far richiudere i propri cari o i figli gravemente disabili nelle varie forme di istituti. L'Umbria ha fatto di peggio ha eliminato direttamente l'assegno di cura, poca pochissima assistenza domiciliare e in più da dopo le elezioni (guarda caso) chi ha un Isee che supera i 7000 euro dovra contribuire alle spese per quelle 2-3 ore di assistenza settimanali che ora vengono erogate.

 Mara R.    - 03-03-2010
L’assegno di cura non comporta necessariamente l'abbandono dell'assistenza domiciliare ad opera di personale delle cooperative , anzi il loro ruolo è ancora più qualificante; cerificare la qualità dell'assistenza erogata nel nucleo familiare. Il fulcro del problema è la spaventosa quantità di denaro che ingoiano le strutture di ricovero permanente.
RSA ,ospizi, cadi riposo, case famiglia…. Milioni di euro altrimenti indirizzabili ai servizi di assistenza domiciliare e assegni di cura!
Tutta Italia fa così! Anche l’Emilia rossa!
Questi individui con le loro clientele (gente fruttata per 800 euro al mese ) porteranno il centro-sinistra umbro alla disfatta e nel contempo ci fanno vergognare di frontte a tutta l'Italia!


 Mara Rovo    - 31-10-2010
Vista l'inchiesta sanità e corruzione (sanitopoli Umbra), in atto in Umbria da un mese circa, forse l'attesa è finita !

 SMarini    - 18-11-2010
LA REGIONE UMBRIA CONTINUA A PRENDERE IN GIRO LE FAMIGLIE CHE OSPITANO PERSONE NON AUOTOSUFFICIENTI .
IL COMUNE DI PERUGIA OFFRE "GENEROSAMENTE" FINO A 50 EURO AL MESE PER COPRIRE I CONTRIBUTI DI UN 'ASSISTENTE DOMICILIARE (BADANTE).
SIAMO AL RIDICOLO, LO SCORSO ANNO LA REGIONE HA SPESO, SOLO PER INTEGRARE LE RETTE DELLE RESIDENZE PROTETTE, FINO A 50 MILIONI DI EURO, PER I SERVIZI "ASSISTENZIALI" GESTITI DALLE COOPERTATIVE CENTINAIA DI MILIONI, MA ANCORA LE FAMIGLIE DI DISABILI ED ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI NON HANNO RICEVUTO NESSUN SOSTEGNO ECONOMICO, SOLO TANTE RESIDENZE SANITARIE (GABBIE DORATE COSTOSISSIME) DOVE FAMIGLIE SEMPRE PIU' IN DIFFICOLTA' NEL GESTIRE L'ASSISTENZA, SONO COSTRETTE A COLLOCARE I LORO CARI DIVERSAMENTE ABILI.
PREME RICORDARE CHE, NONOSTANTE CENTINAIA DI MILIONI RISERVATI ALLE COOPERATIVE SOCIALI, LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI CHE RISIEDONO IN UMBRIA NON RICEVONO PIU' DI 2-3 ORE A SETTIMANA DI ASSISTENZA DOMICILAIRE!
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 ALFIO B.    - 30-11-2010
UMBRIA: stanno partendo i contributi per la regolarizzazione delle badanti, bisogna far domanda ai comuni di appartenenza, non più di 30-40 euro al mese, in un unica soluzione così fa più effetto !
Agli amministratori della mia Regione voglio dire:
VERGOGNATEVI !

 SERENA M.    - 08-12-2010
Gentili amici
vi prego pubblicate questo video di denuncia sulla condizioni dei disabili gravi in Umbria senza adeguata assistenza domiciliare, ne contributi per pagare la badanti, né assegni di cura per sostenere l'assistenza in famiglia quest' uomo ha esauruto tutti i suoi risparmi per pagare l'assistenza e le medicine alla povera moglie ,presto dovrà vendere anche la casa ,questagente non ha ancora ricevuto nessun aiuto , In tutta Italia le famiglie che si occupano della cura di un disabile grave sono sostenute dalle regioni ,per maggiore sensibilità e perchè
finanziariamente più conveniente ,nelle strutture residenziali la cura di questi poveri disgraziati costerebbe molto di più ,fino a 10.000 euro almese In Umbria quei contributi pubblici fanno gola a chi gestisce le residenze sanitarie ,ecco perchè non vengono erogati gli assegni di cura alle famiglie, l'importo di un assegno di cura (PREVISTI DALLE LEGGE NAZ.328 /2000)è nettamente inferiore ai contributi riservati alle RSA ,IN MEDIA CIRCA 400-700 EURO ma sufficiente ad integrare le pensioni ed indennità dello stato .Con queste piccole cifre si riesce a raggiungere l'obbiettivo dell'assistenza in famiglia senza sradicare dagli abituali contesti di vita questi poveri martiri e in più lo STATO E LE REGIONI più avvedute RISPARMIANO MILIARDI DI EURO di denaro dei contribuenti .
Vi prego pubblicatelo anche su facebook e fatelo girare

youtube tratto da YOU TUBE TITOLO

CULT- RETE SOLE- MALATI DI SLA

grazie di cuore per l'attenzione e la sensibilità

SERENA

 Stefano R.    - 20-12-2010
SAPETE QUAL’E’ LA COSA PIU’ INSOPPORTABILE ?
OLTRE ALLA TOTALE MANCANZA DI ASSISTENZA ,NIENTE ASSISTENZA INDIRETTA ,NIENTE ASSEGNI DI CURA ,NIENTE BUONI PER REGOLARIZZARE LE BADANTI, LA FACCIA TOSTA DEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI UMBRI CHE NON FANNO ALTRO CHE PARLARE DEL LIVELLO E DELLA QUALITA’ DELLA SANITA’ UMBRA !
E’ FACILE TENERE I CONTI IN ORDINE SE NON SI DA IL DOVUTO AI CITTADINI .
VOGLIAMO PARLARE DEI PREMI ED INCENTIVI ?
IN PRATICA MENO DANNO AI MALATI E PIU’ VENGONO “PREMIATI” A FINE ANNO !
SU STIPENDI ANNUI DI 90-130.000 EURO UN TERZO E’ RAPPRESENTATO DAGLI INCENTIVI !


 Enrico C.    - 05-05-2011
Terrore, angoscia e disperazione ,tutto questo in una struttura riabilitativa Umbra dove per un certo periodo di tempo si sono compiuti esperiementi su inermi pazienti non autosufficienti, mente Il Consigliere Massimo Buconi, esponente del centrosinistra che governa l’Umbria, fa approvare leggi che aumentano i contributi pubblici a questi nuovi “lager” i gestori non trovano di meglio da fare che darsi alla “ricerca scientifica”, usando come cavie, ignari poveri malati già non autosufficienti.
Dopo la somministrazione, a loro insaputa, dell’intruglio non meglio identificato si verificavano malori, svenimenti, a causa di queste pratiche illecite e disaumane si sarebbero prodotti danni permanenti ….
http://www.letteraviola.it/?p=619