Classe di concorso 7
Ilaria Ricciotti - 15-01-2010
Un altro esempio di negazione

Ho letto che diversi Docenti della 7/A "Arte della fotografia e della grafica pubblicitaria" hanno segnalato a più soggetti istituzionali la "paradossale situazione che si verrebbe a creare se non venissero apportate modifiche al regolamento previsto dal MPI" :

... l'insegnamento delle attuali materie di Disegno Grafico e Progettazione Grafica dell'Istituto Professionale (settore grafico pubblicitario) secondo le nuove classi di concorso sembrerebbero affidate alla A-56 "Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica" ex 23/A, 27/A e 71/A (Disegno e modellazione odontotecnica, Disegno tecnico e artistico, Tecnologie e disegno tecnico) anziché all'attuale classe di abilitazione 7/A "Arte della fotografia e della grafica pubblicitaria" (confluita nella nuova A-03 Audiovisivo); classe di concorso che da sempre e, soprattutto successivamente al Progetto '92 dell'Istruzione Professionale, è materia portante dell'indirizzo di studi Grafico Pubblicitario e Grafico Industriale".

Chiedo pertanto ai lettori di Fuoriregistro, specialmente a sindacalisti, docenti, presidi ed onorevoli che si faccia chiarezza su quanto esposto sopra. Per chi non lo sapesse in diverse realtà scolastiche a tutt'oggi, secondo la logica dei nostri tempi, alcuni di questi docenti di ruolo non sanno quale sarà nel 2011 il loro destino.

Oltre a questa assurda e anacronistica condizione lavorativa, l' eventuale modifica che verrà apportata dal MPI in base alla nuova Riforma scolastica, di certo non garantirà neanche agli studenti l'opportunità di poter optare per una Materia di studio che nelle scelte di indirizzo scolastico fatte sino ad ora dagli stessi è stata molto gettonata.
Tale storia come del resto tante altre che si stanno verificando all'interno dell'Istituzione scolastica , a mio avviso può essere letta sotto tanti punti di vista, primo tra tutti la volontà di risparmiare non per migliorare la qualità della scuola pubblica, ma per renderla sempre più declassata ed impoverita.
Ed allora che vogliamo fare?

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 Alessandro Chiarini    - 17-01-2010
Che cosa fare non saprei dire, ma certo sono d'accordo con te. Lo scopo è chiaramente quello d'impoverire la scuola. E ripeto il tuo invito a sindacalisti e politici: cosa hanno da dire, che pensano di fare?