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Impronte digitali ai bambini rom
Roberto Malini - 29-08-2009
Il Consiglio di Stato approva la politica delle impronte digitali ai bambini Rom e delle Stelle di Davide

Roma, 27 agosto 2009. Il Consiglio di Stato, contrapponendosi alla sentenza emessa lo scorso 1 luglio dal TAR del Lazio, ha ammesso l'identificazione dei minori - oltre che degli adulti - che vivono nei campi Rom autorizzati, anche attraverso rilievo delle impronte digitali e fotosegnalazione. Il Tribunale amministrativo del Lazio aveva parzialmente accolto (sentenza n. 06352/2009) il ricorso presentato dall'European Roma Rights Center contro il D.P.C.M. del 21.05.2008 e le relative ordinanze in materia di dichiarazione dello stato di emergenza riguardo agli insediamenti di comunità nomadi in diverse regioni italiane, nonché in relazione ai regolamenti adottati dai Prefetti di Roma e Milano per la gestione dei villaggi attrezzati per le comunità nomadi nella Regione Lazio e nel territorio del Comune di Milano. Il Consiglio di Stato è organo di governo, il cui presidente è nominato dal primo ministro e questa sua decisione era scontata, almeno secondo gli attivisti. Essa tuttavia servirà alle Istituzioni intolleranti per attuare l'aspetto più odioso delle già disumane politiche discriminatorie, un aspetto a lungo perseguito, nonostante la stigmatizzazione del Consiglio d'Europa, dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e di tutte le principali organizzazioni umanitarie. Ricordiamo che il 5 agosto scorso lo steso Consiglio di Stato aveva ritenuta ammissibile l'identificazione dei Rom che vivono nei campi con un "badge" specifico, equivalente alla Stella di David che connotava gli ebrei nei ghetti e nei campi di concentramento nazisti.

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