Pacchetto sicurezza e scuola
I care ancora.it - 21-03-2009
Riceviamo e pubblichiamo. Red

Dal Centro di Documentazione Laboratorio per una Educazione Interculturale, Bologna

Cari colleghi e colleghe,

siamo di fronte all'ennesimo attacco alla scuola dell'accoglienza e dell'inclusione.

Abbiamo appreso che nel cosiddetto "Pacchetto Sicurezza" gli insegnanti, così come i medici e in quanto pubblici ufficiali, sono tenuti (nel "non debbono ma possono" si cela una mistificazione) a denunciare i propri allievi/e irregolari.

Tutto il mondo della scuola sa che dal 1994 una Circolare Ministeriale prevedeva l'obbligo scolastico per tutti i minori presenti sul territorio italiano, ribadendo il concetto che il diritto all'istruzione e il benessere psicofisico del minore (in quanto minore) è sempre anteposto a qualsivoglia considerazione di carattere giuridico (status della famiglia).

Siamo convinti che la richiesta rivolta agli insegnanti lede non solo il diritto primario di ogni bambino/a, ragazzo/a, all'istruzione ma è fortemente lesiva della dignità dei docenti, della loro professionalità e del loro ruolo educativo.

Da ultimo, possiamo ricordare che, se è la sicurezza che sta a cuore ai nostri concittadini prima dell'uguaglianza sostanziale dei diritti umani, famiglie allontanate dai servizi sociali e sanitari e bambini esclusi dalle scuole, nell'inevitabile degrado che ne consegue, costituiscono per la società un potenziale rischio, una sorta di bomba ad orologeria della cui deflagrazione tutti pagheremo le conseguenze.

L'invito è quello di cercare una via d'uscita comune e non escludente. Sulla scia anche di quanto hanno già risposto i medici, il CD/LEI- Centro di Documentazione Laboratorio per un'Educazione Interculturale del Comune di Bologna- propone agli insegnanti di rispondere a questa ingerenza indebita attraverso tutte le modalità possibili, iniziando da cartelli plurilingue (che faremo tradurre in pochi giorni e che vi invieremo) da affiggere sui portoni e negli atri delle scuole e da far arrivare alle famiglie dove si ribadisce che:

· la scuola non denuncia

· che gli insegnanti rispondono alla loro coscienza di educatori · che l'obbedienza non è più una virtù (Don Milani)

Vi segnaliamo anche come modello di "cartello plurilingue" quello predisposto da Medici senza frontiere, dalla Società italiana di medicina delle migrazioni, dall'Associazione Studi giuridici sull'immigrazione, dall'Osservatorio italiano sulla salute globale disponibile al seguente indirizzo http://www.occhioclinico.it/cms/node/1230


www.icareancora.it

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 oliver    - 27-03-2009
Desidererei scrivere ai nostri governanti tutto quello che ho in testa a proposito dell'obbligatorietà della denuncia, mi riservo di farlo in altre sedi perchè so che nessuno prenderebbe in considerazione le mie osservazioni.
Vorrei evidenziare che la scuola è l'unico contenitore che esercita in modo corretto l'accoglienza e la crescita culturale dei ragazzi che arrivano da altri paesi e l'unica struttura che riesce a determinare intesa e amicizia vera a dispetto di tutte quelle madri plagiate e piagnone che rivendicano il non contatto tra i ragazzi spesso disinformate e messe nella condizione di vivere questo problema con la voglia della pulizia etnica.
Sono stato in gita scolastica sulla costa amalfitana con due classi piene di alunni e alunne provenienti da diverse parti del mondo, ho avuto per l'ennesima volta la possibilità di poter constatare la grande intesa che in tre anni si è determinata tra loro diventando amici veri oserei dire fraterni. Per cortesia, lasciate fuori la scuola dai vostri giochini poco chiari e forse inutili.