Despotismo sui malati...macabro trionfo
Claudia Fanti - 19-03-2009
Sarà dura ma, come tutti i despoti, alla fine parecchi di loro saranno fagocitati da se stessi e dalla loro sicumera. Brunetta tronfio del suo "successo" con le percentuali di assenze in calo non si rende conto del rancore che suscita nel personale, il quale va al lavoro con la febbre, con le gambe rotte e la schiena a pezzi, tacendo anche su malattie infettive, pur di non perdere quei pochi euro di penalizzazione, quei pochi euro che sono un po' di pane in più nella dieta...
Bel successo per un ministro. Lui mostra tutto il suo malanimo nei confronti del personale della scuola che educa, ma la scuola che risparmia sulle reali malattie, lo odia...E l'odio non serve nè a lui nè alla costruzione di un dialogo proficuo tra politica e scuola.
interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Piccì    - 20-03-2009
Da aggiungere l'aumento delle richieste di ferie in corso di periodo di lezioni, su cui non si hanno dati.

 Pier Luigi Lunerti    - 22-03-2009
Cara Maestra Claudia
L'indignazione del personale della scuola nei confronti di Brunetta, sta si nel fatto che ha punito chi si ammala senza colpa (pur sapendo che esistono anche tra gli insegnanti alcuni ammalati immaginari), ma soprattutto perché non ha applicato la stessa legge per i suoi colleghi parlamentari assenteisti che hanno fatto ammalare la nostra democrazia.

 V. Ventimiglia    - 22-03-2009
Bellissimo articolo, complimenti. Condividiamo in molti

 Cosimo De Nitto    - 23-03-2009
D'accordo Claudia,
il "merito" di Brunetta è stato, fra l'altro, quello di aver introdotto una tra le più odiose e disumane discriminazioni. Quella tra chi la malattia potrà permettersela, e chi no.
Nemmeno di fronte alla malattia e alle disgrazie si potrà essere uguali.
Secondo Brunetta con quei pochi e miserabili euro lucrati sulla pelle dei più disgraziati si salva l'economia della nazione; con una piccola tassa una tantum sui ricchi non si risolve niente.
E' lo strabismo di questa classe dirigente. L'occhio buono guarda in alto nella scala sociale, quello truce, dispotico, beffardo guarda in basso.