Ci stanno strangolando, non lasciamoci distrarre ...
Francesco Mele - 14-03-2009
LA VERA EMERGENZA DELLA SCUOLA STATALE ITALIANA


Mi scrive Monica (docente di scuola d'infanzia):

...sì, la mancata sostituzione degli insegnanti assenti è diventata la vera emergenza della scuola! Oltretutto è data per scontata, e la segreteria non si preoccupa nemmeno più di comunicarlo e di verificare le condizioni organizzative. L'altro giorno ho incontrato Annalisa delle Pascoli, era sconvolta perché ha dovuto fare lezione (lezione si fa per dire ... ) con 34 bambini!!. Noi della scuola dell'infanzia dobbiamo suddividere i bambini a dormire, accatastandoli come polli ... Mi pare evidente che questa non è più scuola e che a rimetterci siano prima di tutto gli alunni. Ma anche noi insegnanti come siamo tutelati? Se succede qc. (ad es. un infortunio di un bambino), e non sono rispettate le norme sulla sicurezza o il rapporto numerico alunni/insegnante, a cosa andiamo incontro? L'assicurazione come si comporterà? Abbiamo chiesto al nostro Dirigente di farci una comunicazione scritta (una sorta di ordine di servizio) visto che superavamo il tetto massimo dei 28 bambini per sezione. Lui non l'ha fatto, ha risposto che in una situazione di emergenza è consentito, l'importante è verificare che siano libere le uscite di sicurezza! Capisco che i Dirigenti siano anche loro vittime della situazione, però non è giusto che tutta la responsabilità ricada sugli insegnanti. Vorrei capire meglio, anche da un punto di vista legale, a cosa si va incontro. Qualcuno sa dirmi qualcosa in più?
Ovviamente condivido che tutto ciò deve essere reso pubblico, anzi urlato a gran voce! così come pure il fatto che il normale funzionamento della scuola si basa ormai esclusivamente sul contributo volontario dei genitori. Quindi pieno sostegno al neonato "Coordinamento provinciale dei Consigli d'Istituto e dei Comitati genitori", grazie Francesco!

Risponde Salvatore (docente di scuola elementare):

Cara Monica,
da parte dei docenti l'azione amministrativa da dispiegare è semplicissima. Dovete produrre "ATTO DI RIMOSTRANZA" scritto alla disposizione, anche se verbale, del dirigente.
Le situazioni d'emergenza richiamate dal DS, devono essere documentate, perchè rientrano in fattispecie ben definite.
Vedrai che per sostituzioni ordinarie non lo scriverà mai in un ordine scritto...


Ho riportato queste due reazioni alla mia segnalazione sulla carenza di fondi alle scuole statali, per rimarcare un'emergenza che sta sfuggendo a molti. Il problema dei fondi in generale e del fondo supplenze in particolare è la vera linea del Piave su cui occorre concentrare tutta la nostra capacità di resistenza, prima che sia troppo tardi. Altro che tempo pieno, moduli e compresenze: rischiano di essere un diversivo per fuggire indisturbati col malloppo.

Far sparire del tutto il fondo per il funzionamento generale delle scuole, vuol dire l'anticamera della privatizzazione della scuola statale, perfettamente in linea con quanto previsto dal ddl Aprea. Non far pervenire alle scuole oltre 2 miliardi di euro già assegnati e promessi negli anni precedenti e, ciò che è più grave, già spesi dalle scuole, vuol dire strangolare le scuole come il più spietato degli usurai. Ridurre dell'80-90% i fondi per le supplenze vuol dire costringere le scuole al degrado del servizio nell'assolvimento di un diritto costituzionale che viene come minimo ridotto, se non pesantemente negato, e questo ha come effetto di far cadere pressoché a zero la fiducia dei cittadini nella scuola statale per realizzare quanto Calamandrei paventava più di 50 anni fa:

"Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

Strangolare la scuola statale pare in effetti essere il vero obiettivo della banda Tremonti-Brunetta-Gelmini che agiscono di concerto e si fermeranno solo dopo la completa asfissia.

A meno che qualcuno non riesca ad impedirglielo...

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Gemma Gentile    - 15-03-2009
Caro Francesco, tutto verissimo e capisco bene i tuoi sentimenti!

Mi chiedo però: esiste un disegno di legge in Parlamento che sistematizzerà sul piano giuridico la privatizzazione, cioè il disegno di legge Aprea; perché non lo si combatte apertamente fin da ora? Aspettiamo che diventi legge, per poi chiedere, in difensiva, la sua abrogazione?
Gli altri provvedimenti (leggi 169/08, 133/08, ecc.) furono approvati come decreti durante le vacanze. Con l'Aprea non è così: è da luglio scorso che conosciamo il testo e non possiamo illuderci che subisca modificazioni importanti in meglio. La nostra mancata reazione può diventare un segno di debolezza fatale, un silenzio davvero assordante. Tu stesso accenni alla legge Aprea, ma credo che quest'argomento debba essere al centro della nostra azione insieme agli altri temi di lotta.

Finora, con i tagli che giustamente combattiamo e col maestro unico avremo da subito una scuola in difficoltà didattica e fortemente povera, una scuola cioè debole che apre il fianco al privato, ma essa conserva ancora i connotati della scuola della Costituzione, per quanto sfregiata dal carattere aziendalistico assunto con l'autonomia e ridotta sul lastrico. La legge Aprea cambierà invece completamente i connotati alla scuola e ben poco potremo fare noi insegnanti, privati di libertà, avvelenati dalla concorrenza "meritocratica" , senza rappresentanze sindacali, sostituite da associazioni corporative. La scuola della Costituzione rischia di diventare un fumoso ricordo.

Le parole di Calamandrei, che tu citi, appaiono profetiche, ma non si tratta di una profezia "visionaria" , quanto piuttosto "realistica" : lui sapeva infatti benissimo che, senza epurazione, il potere nella pubblica amministrazione e in molti punti chiave delle istituzioni era ancora gestito dagli uomini del ventennio. Sapeva che la splendida Costituzione aveva gambe molto macilente per poter camminare agevolmente. Il "Padre costituente" azionista aveva messo in guardia contro i tentativi (che riteneva realisticamente probabili) di snaturamento del testo costituzionale e di uno scivolamento futuro verso la privatizzazione della scuola. La globalizzazione e il liberismo ne hanno creato le condizioni e accelerato il processo.

Ci siamo ricordati delle parole rilasciate da Calamandrei per tutti noi, a futura memoria. Che facciamo però per combattere non solo le leggi che creano le condizioni di impoverimento della scuola dello Stato, ma anche contro la legge che porta in sé l'obiettivo vero che si vuole conseguire? Combattere questo è difficoltoso, ma ha il vantaggio di unificare tutti gli ordini di scuola da subito, tutto l'arco della conoscenza e la stessa cittadinanza, se riceve la dovuta controinformazione. Ritengo che dobbiamo combattere la legge Aprea in campo aperto.

Come Forum Insegnanti abbiamo lanciato un appello. Va firmato in massa, come segnale politico. Tuttavia, se non si comincia a metter su al più presto una campagna generalizzata, il governo interpreterà il quasi silenzio come "debolezza-assenso" . I tempi sono davvero difficili e mi rivolgo a tutti. Riflettiamo su una cosa: ciò che possiamo fare oggi, non è detto che ci sarà consentito domani, se non reagiamo subito!

Il link dell'Appello è: http://www.foruminsegnanti.it/appello2009/

P.S. - La banda è Tremonti-Brunetta- Gelmini-Aprea ;-)

 Francesco Mele    - 16-03-2009
Sono d'accordo con te Gemma,
sono mesi e mesi che quando intervengo in qualunque contesto in cui si parla di scuola, anche a costo di uscire fuori tema, cito il ddl Aprea come la madre di tutti i disastri che gravano sulla scuola. Purtroppo nella maggior parte dei casi o la gente non ne sa nulla o se anche si stupisce di quanto gli racconto poi dimentica perchè "minaccia potenziale non spaventa".

Nel mio intervento, però, parlo non di minaccia potenziale, ma di disastro reale e tangibile che è ormai nella quotidianità delle nostre scuole, e anche questo pare non fare notizia, anche a questo sembriamo assuefatti.

Non voglio togliere nulla alla grande prova di presenza che hanno fatto i genitori e tutti coloro che si sono impegnati nella campagna Segreterie Buona Scuola (me compreso). Ma che senso ha il trionfalismo di un pronunciamento così diffuso se poi le scuole non hanno un ghello per sopravvivere?

Che senso ha andare a chiedere alla Gelmini di rispettare le richieste delle famiglie senza fare alcun cenno al fatto che come usurai stanno riducendo alla fame le scuole?

Prima ancora che con quali organici, con quali fondi le scuole potranno sopravvivere?

Con quali fondi si potranno sostituire i docenti e il personale assente?

Quando la Moratti qualche anno fa ridusse del 30% il fondo delle supplenze si levò un coro di proteste, ora che Gelmontietta lo ha ridotto ulteriormente dell'80-90% non mi sembra di sentire grandi reazioni e si continua sulla propria strada come se questo non esistesse, mah ...

ciao

francesco