Facciamo due conti in tasca all'e-book
Francesco Poli - 13-02-2009
Dunque facciamo due conticini. Il libro di fisica che io adotto consta di circa 200 pagine (ma ve ne sono di molto più voluminosi) ed il suo prezzo si aggira sui 28 euro. Poniamo che il prossimo anno decida di passare alla versione elettronica. Già esiste una casa editrice che pubblica solo e-book, la Garamond. Per ogni testo si pagano 9.90 euro, indipendentemente dalle pagine. Ma il libro va stampato: è impossibile per chiunque, in particolare per un ragazzo quindicenne, studiare senza un supporto cartaceo, sia perché la lettura da schermo pc è assai gravosa, sia perché operazioni come sottolinerare, annotare a margine o segnare gli esercizi sono strumenti didattici insostituibili. Una cartuccia di inchiostro nero per la mia stampante Hp la pago circa 20 euro e la casa dice che permette di stampare 480 pagine. In proporzione stamparne 200 mi costa dunque 9 euro. Ma il libro abbonda di figure colorate, illustrazioni fotografiche e così via. Non so quantificare esattamente la spesa dell'inchiostro colorato ma diciamo 3 euro. Poi ci vuole la carta. Una risma Fabriano A4, da 500 fogli, viene 5 euro. In proporzione 200 fogli mi costano 2 euro. Fatto questo mi trovo in mano un mazzo di fogli ingestibile se non lo rilego. La più economica delle rilegature, quella cosiddetta "a spirale" non viene meno di 3 euro in copisteria.
E' il momento delle somme:
9,90+9+3+2+3 =26.9 euro
Ho risparmiato ben 1,1 euro. Ma la qualità del prodotto è decisamente inferiore: ho un blocco di carta per fotocopie anziché patinata, ed una rilegatura dozzinale che per esperienza so che tende a sbriciolarsi col tempo. Sono poi andato in giro per comperare la risma di carta e le cartucce e poi sono di nuovo uscito per portare il libro a rilegare in copisteria.

Insomma l'e-book così com'è è solo fumo negli occhi, e finché non verrà distribuito un supporto da lettura elettronico, leggerissimo e davvero portatile, con uno schermo che abbia lo stesso potere riflettente della carta, e che permetta anche di fare annotazioni sopra, è di gran lunga meglio lasciar perdere.

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 Maria Teresa di Palma    - 15-02-2009
1°) le questione delle nuove adozioni meriterebbe un ampio di battito. Innanzitutto utilizzando un linguaggio corretto. Nella circolare non si parla mai di "e-book" che sono un oggetto preciso, consistente in un supporto particolare, che consente appunto la lettura su video, la sottolineatura etc. L'uso del termine e-book è , a mio avviso, una distorsione massmediatica, per pubblicizzare l'iniziativa governativa e darle patente di grande novità tecnologica. La circolare specifica solo quanto già previsto nella L.133/2008, che cioè i libri di testo siano in parte digitalizzati e scaricabili da Internet, con tutte le conseguenze che l'articolo di Poli mette in evidenza.
2°) La questione dei 5/6 anni va ben ponderata in sede di adozioni: i libri di testo sono già in stampa, mentre i regolamenti attuativi della riforma, che dovrebbero riportare nuove indicazioni nazionali e quindi una definizione dei contenuti da insegnare, non sono ancora resi definitivi. Come fare ad adottare un testo per 5/6 anni, se poi magari i contenuti della riforma (al di là di cosa se ne possa pensare) sono diversi da quanto previsto dalla normativa in vigore?
3°) Ultima annotazione: è buffo che al termine dell'articolo di Poli, il banner pubblicitario pubblicizzi come comperare cartucce di inchiostro a prezzi inferiori! ; )

 Giuseppe Calatri    - 15-02-2009
C'è ben poco da aggiungere alle sensatissime riflessioni fatte dall'autore. I nostri grandi ministri si dimostrano solo capaci a sfornare slogan con i quali pretendono di abbindolare i creduloni che gridano contro gli sprechi e balle varie. Invece, chi è stato abituato a fare i conti della "serva", come mi diceva mia mamma, sa che deve fare in modo che i quattro soldi che ha per il mese bastino fino alla fine. Ma questa non è la mentalità che impera tra i nostri altissimi ministri docenti di economia finanziaria, ma non domestica-familiare. Perciò, finché sarà possibile sono dell'idea che ci si debba opporre in tutti i modi a questi menestrelli che fuorviano i reali problemi della scuola e della società con questi slogan da imbonitori.