Salviamo il salvabile
Omero Sala - 30-01-2009
Ai colleghi (dirigenti e docenti) che non vogliono essere più realisti del re in occasione delle prossime iscrizioni alla scuola primaria.

L'hanno capito anche i sassi che la restaurazione del maestro unico della controriforma Gelmini serve, con effetti deleteri, a risparmiare. Per limitare i danni della legge, in attesa di cancellarla prima che produca effetti irreversibili, non si può far altro che smussarne gli spigoli e ridimensionarne l'attuazione.
Questo non è difficile nelle scuole che hanno un'alta affluenza di alunni in mensa o nelle scuole in cui la scelta delle 30 ore è maggioritaria (1): qui, le ragioni pedagogiche (fondamentali ma impotenti di fronte alla scure tremontiana) trovano alleanza nelle ragioni pragmatiche (e incontenibili) delle mamme che lavorano e che hanno il problema concreto di "sistemare" i figli.
Queste scuole non devono né rinunciare alla loro identità consolidata, nè smantellare gli assetti organizzativi che rispondono alle esigenze delle famiglie: le leggi e le disposizioni (non ancora abrogate) sulla Autonomia scolastica consentono loro di formulare un piano dell'offerta formativa che soddisfi le richieste dell'utenza e sia coerente con la fisionomia che ogni scuola vuole darsi.
Per salvare il salvabile è comunque necessario muoversi SUBITO con estrema circospezione, cominciando a curare con particolare attenzione le ISCRIZIONI da cui poi, a catena, deriveranno tutti gli altri atti amministrativi, organizzativi e gestionali (2) che potranno o affossare la "nostra" scuola o consentirne la sopravvivenza in attesa di tempi migliori.

Un ruolo decisivo in questo senso è assegnato a tre soggetti: - al dirigente, che è tale solo se si assume la responsabilità di governare e non si limita ad essere il terminale esecutivo ... dell'esecutivo; - agli organi collegiali, che devono salvaguardare l'autonomia progettuale della scuola, la funzionalità del servizio, la congruenza dell'assetto organizzativo con le finalità educative e gli obiettivi istruzionali e la soddisfazione delle esigenze degli utenti (alunni e genitori); - all'Amministrazione Comunale che, essendo chiamata a garantire il diritto allo studio mediante erogazione di danaro e servizi, può e deve entrare nel merito sugli aspetti caratterizzanti dell'organizzazione scolastica, in particolare sulla fondamentale questione del "tempo scuola" e della articolazione degli orari. (3)

I tre soggetti devono:
- concordare le modalità di "un'accorta, puntuale e mirata opera di informazione, sensibilizzazione e orientamento nei confronti delle famiglie, degli studenti ... " (c. m. 4 del 15 gennaio 2009);
- raccogliere, se non lo si è fatto in precedenza, tutti gli elementi di informazione utili per evitare che l'offerta prospettata nella fase delle iscrizioni sia divaricante rispetto alle attese e alle esigenze;
- predisporre insieme un modulo che contenga informazioni chiare ed esaustive rispetto alle opzioni possibili, in modo da favorire scelte motivate, consapevoli, rispondenti alle esigenze educative degli alunni e a quelle organizzative della famiglia.

E cosa possono fare, in concreto, le scuole in cui la scelta delle 30 ore è maggioritaria ed hanno un'alta affluenza di alunni in mensa per salvarsi e salvare la loro specificità, se non altro per dare continuità ad un modello consolidato che funziona ed è gradito agli utenti?

1. Si tratta delle maggior parte delle scuole collocate nelle zone urbane o suburbane e nei centri della provincia dove è diffuso il lavoro femminile.

2.. L'Amministrazione scolastica e le scuole riserveranno particolare cura alle operazioni di iscrizione, considerato che da esse dipendono la esatta definizione delle consistenze di organico e l'adozione dei modelli organizzativi e operativi del sistema scolastico, la programmazione e la destinazione delle risorse umane nonché la predisposizione della delicata fase dell'accoglienza (c. m. 4 del 15 gennaio 2009).

3. Le iscrizioni, oltre ad impegnare le istituzioni scolastiche ... chiamano in causa, in maniera sempre più ampia e partecipata, altri livelli istituzionali, soggetti ed organi a vario titolo competenti e interessati. Valga, al riguardo, il riferimento agli Enti Locali che, proprio in relazione alle iscrizioni, debbono farsi carico di una molteplicità di interventi quali la messa a disposizione di locali, dotazioni e strumenti didattici, l'erogazione di servizi intesi a garantire la piena e generalizzata fruizione del diritto allo studio, il concorso nelle attività di orientamento e la gestione di importanti aspetti dell'educazione degli adulti (c. m. 4 citata).

Per mantenere i modelli organizzativi esistenti e garantire la funzionalità del sistema, rispettando nello stesso tempo (sia pure obtorto collo) le direttive ministeriali, consentendo ai genitori anche l'opzione per le 24 ore esplicitamente prevista dalla legge, è assolutamente necessario evitare di istituire classi a 24 ore.
In nome dell'autonomia, della efficienza e del buonsenso.
La ricetta è semplice e quasi ovvia.
Nel modulo per le iscrizioni si propone ai genitori le opzioni previste dalla c. m. 4 del 15 gennaio:

- tempo normale: senza mensa (28 - 30 ore) / con mensa (32 - 34 ore)
- tempo corto: 24 ore, senza rientri pomeridiani

Quindi:

1. Se il numero degli alunni iscritti consente l'istituzione di una sola classe, il problema è risolto: si fa una classe mista (con alunni che ferquentano 24 ore e alunni che frequentano 28, 30, 34, 36 ore....) e si richiede il numero di insegnanti necessario per la copertura totale dell'orario;
2. Se il numero degli iscritti consente l'istituzione di due o più classi, si formano comunque due o più classi miste: la composizione di classi fatta sulla base delle scelte orarie dei genitori infatti non può che produrre classi numericamente squilibrate (per il divario fra le opzioni) o classi comunque disomogenee (per sesso, per livelli, per comportamento, ...), inaccettabili le une e le altre in quanto non garantiscono la funzionalità e portano danno a tutti, anche a quelli che scelgono le 24 ore.
In questo modo l'opzione "governativa" diventa una variabile ininfluente.
Nelle classi che verranno formate - bilanciate dal punto di vista numerico e omogenee nella loro composizione - potranno essere inseriti (o sparpagliati) quei pochi alunni che opteranno per le 24 ore (che non possono, soprattutto se residuali, condizionare l'assetto di tutta una scuola): a questi sarà concesso di frequentare solo le lezioni antimeridiane, senza la possibilità (ovviamente) di fermarsi in mensa. (4). La loro assenza di pomeriggio consentirà agli insegnanti di svolgere in gruppi meno affollati le attività previste nei due pomeriggi di rientro.(5). Il meccanismo ha ragione di essere e funziona anche se le scelte per le 24 ore fossero numerosissime, più di quelle per le 28 o 30 ore!
Le classi a 24 ore possono essere formate, in definitiva, solo in caso di unanimità per la scuola corta!
Sarebbe opportuno porre anche, a chi scegli le 24 ore, una drastica condizione di ... irreversibilità, (che non deve sembrare un condizionamento o un ricatto): chi sceglie le 24 ore dovrà mantenere inalterata la sua opzione per il quinquennio.(6).
La scelta del tempo corto infatti, lo sappiano i genitori, penalizza l'organico (riduce il numero degli insegnanti) e, coi tempi che corrono, sono sicuramente ben accette e accolte dal ministro le contrazioni di personale ma diventeranno sostanzialmente impossibili e verranno respinte le richieste di incremento.

In attesa che esplodano le contraddizioni di una riforma insensata e che maturino tempi migliori.



Note

(1). Si tratta delle maggior parte delle scuole collocate nelle zone urbane o suburbane e nei centri della provincia dove è diffuso il lavoro femminile.

(2) L'Amministrazione scolastica e le scuole riserveranno particolare cura alle operazioni di iscrizione, considerato che da esse dipendono la esatta definizione delle consistenze di organico e l'adozione dei modelli organizzativi e operativi del sistema scolastico, la programmazione e la destinazione delle risorse umane nonché la predisposizione della delicata fase dell'accoglienza (c. m. 4 del 15 gennaio 2009).

(3) Le iscrizioni, oltre ad impegnare le istituzioni scolastiche ... chiamano in causa, in maniera sempre più ampia e partecipata, altri livelli istituzionali, soggetti ed organi a vario titolo competenti e interessati. Valga, al riguardo, il riferimento agli Enti Locali che, proprio in relazione alle iscrizioni, debbono farsi carico di una molteplicità di interventi quali la messa a disposizione di locali, dotazioni e strumenti didattici, l'erogazione di servizi intesi a garantire la piena e generalizzata fruizione del diritto allo studio, il concorso nelle attività di orientamento e la gestione di importanti aspetti dell'educazione degli adulti (c. m. 4 citata).

(4) All'atto dell'iscrizione alle classi prime i genitori esprimono le proprie preferenze in ordine di priorità rispetto alle possibili articolazioni di orario (cfr Modello B allegato a titolo indicativo). Sulla base di tali preferenze, le istituzioni scolastiche organizzano, per le classi prime, le attività didattiche con un tempo scuola di 24 o di 27 ore settimanali e, se i servizi e le consistenze di organico lo consentono, con il tempo scuola arricchito (sino a 30 ore), o con il tempo pieno (40 ore) (c. m. 4 citata).

(5) Sarebbe opportuno, nelle assemblee per le iscrizioni, comunicare ai genitori (e prima ancora alle maestre della scuola dell'infanzia) l'elenco di queste attività, illustrarne i contenuti e gli obiettivi, presentarle - come sono nella realtà - appetibili le caratteristiche "creative", ...

6 Questo fa presupporre il ministro quando parla di "classi a 24 ore" (e si sa che il cambio di classe non sempre è possibile!) e quando fa trapelare una certa rigidità affermando che gli alunni sono tenuti alla frequenza per l'intero orario settimanale previsto per la classe cui sono assegnati.



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