L'apparire e l'essere del precario, appunti di mobilitazione e di lotta
Libero Tassella - 02-01-2009

Sono tante le iniziative per rendere visibile chi non lo è, il precario della scuola.

Si rincorrono le iniziative o meglio le proposte, dalle minimaliste a quelle politicamente più evolute, dalle classiche a quelle più originali, passando per l'organizzazione, l'autorganizzazione, con modelli ora politicamente elaborati ora con modalità più semplici e fors'anche più immediate.

E' anche vero che ora, rispetto ai mesi scorsi, siamo in una situazione di riflusso, soprattutto dopo l'incontro di Palazzo Chigi dell'11 dicembre scorso, concertato tra governo e sindacati; in ogni caso in ogni scuola, dove ci sia anche un solo precario, sarà bene attivare ogni forma di testimonianza e di protesta e curare la rete di collegamenti delle iniziative e la loro propaganda sulla rete.

Ora io credo che il problema sia innanzitutto quello di rendersi visibile, ma di una visibilità attiva, politica; quindi quella che potremmo chiamare " avanguardia", politicamente più motivata, attiva e cosciente, a mio avviso, dovrà assumersi l'onere di realizzare azioni eclatanti, ovviamente per fare tutto ciò c'è bisogno di una consapevolezza politica che non è possibile pensare diffusa, anche in relazione alla caratteristiche del precariato. Ma queste azioni servono, come sapete, a svegliare la coscienza e a riattivare la mobilitazione.

Successivamente o contemporaneamente io penso che i sindacati ma anche i partiti di opposizione parlamentare ed extra, ma penso anche alle tante associazioni, penso al popolo dei forum debbano pensare, non a uno sciopero, ma a una o più manifestazioni di domenica , che coinvolgano le città d'Italia e rendano visibile il problema, la cui soluzione è nell'assunzione su tutti i posti vacanti e nel ritiro dei tagli.

Infine, cari colleghi precari, avete nelle mani un'arma "letale" e significativa che dovete cominciare ad usare, lo so che è difficilissimo perchè questo implica un percorso tutto da costruire, da dopo il primo quadrimestre, programmare non di bloccare l'anno scolastico 2008/2009 ma di farlo finire nel caos, come non si era mai visto: basta, arrivati al giorno prima degli scrutini, licenziarsi in massa e iniziare o le occupazioni delle scuole, o manifestazioni a gettito continuo, con lo slogan prima che mi licenzi tu, ti licenzio io.


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 nada    - 14-01-2009
..condivido il fatto della visibilità...
ma è molto difficile chiedere di licenziarsi...sai la maggior parte di noi va credo come tutti per pagare le bollette e comperare il pane...
..lo so che manifestare vuol dire anche mangiare il pane domani...
io ho proposto come collaboratrice di incrociare le braccia per una settimana...ma capisco...che è dura ..tutti sperano di non essere loro il prossimo anno a non lavorare...si perchè il berlusca ha detto il vero ..non licenzierà nessuno...semplicemente non assumerà...
..comunque sarebbe interessante che sul cartellino identificativo ci fosse anche la definizione...precaria/o...
nada