Come protestare alle superiori?
Damiano Cavallin - 22-11-2008

COME POSSONO I DOCENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI
EPRIMERE IL LORO DISSENSO RISPETTO ALLA L.133?


La legge 133, essendo associata alla finanziaria, è modificabile dal parlamento fino a Dicembre. Alcuni parlamentari della stessa maggioranza hanno chiesto di rivederla, almeno in parte. Se intendiamo fare pressione affinché ciò avvenga è necessario trovare nuove strategie, diverse dallo sciopero tradizionale, che ha perso, ormai, gran parte della sua efficacia.
Tra le modalità di protesta innovative, già attivate in molti istituti superiori, ricordiamo:

1. Adottare dei libri di testo "alternativi" non contemplati dalle case editrici scolastiche. Si tratta di una modalità di protesta che non solo incide fortemente sul tessuto economico, esercitando quindi una forte pressione sulle industrie e sul governo, ma che incontra anche, in molti casi, la piena adesione e il consenso di studenti e famiglie, in quanto abbatte il costo complessivo dei testi scolastici. Attualmente non è possibile non adottare alcun libro di testo e servirsi, ad esempio, di dispense e fotocopie prodotte dal docente stesso. E' possibile tuttavia:
- Adottare testi dal costo irrisorio (da 1 a 3 euro). Alcuni colleghi di fisica proponevano, ad esempio, l'adozione del "manabile"; per filosofia potrebbe essere adottata, nell'intero triennio, un'antologia molto economia (come ad esempio quella curata da Severino per la Rizzoli); lo stesso dicasi per molte altre discipline.
- Adottare un "classico". Invece del manuale, i docenti di italiano o di letteratura straniera potrebbero adottare un "classico", uno di quei testi che comunque gli studenti dovrebbero comprare nel corso dell'anno.
- Adottare la Costituzione. In alternativa, tutte le materie (oppure anche solo alcune) potrebbero adottare un unico testo comune, ad esempio una copia della costituzione; operando in questo modo otterremmo, in indirettamente, la sostanziale cancellazione delle adozioni dei libri di testo.
- Adottare un testo già in possesso della classe. Lo stesso effetto, cioè la sostanziale cancellazione dei libri di testo, può essere ottenuto adottando un libro che la classe già possiede, magari perché acquistato proprio l'anno precedente.
Una precisazione importante: qualora un docente ritenesse comunque essenziale per la sua disciplina l'utilizzo del libro di testo tradizionale, non riuscendo a sostituirlo con dispense o altro materiale, potrebbe comunque partecipare alla protesta, salvo poi chiedere ai ragazzi, all'inizio del prossimo anno scolastico, di acquistare i testi scolastici strettamente necessari. Dal momento che molti docenti utilizzano poco i testi scolastici o possono tranquillamente farne a meno, questa operazione produrrebbe in ogni caso una forte riduzione di spesa per le famiglie; potrebbe essere dunque già concordata, in sede di consiglio di classe, con i rappresentanti di genitori e studenti. Poiché lo scopo di questa protesta non è semplicemente colpire le case editrici ma fare pressione sul governo, perché essa risulti efficace è necessario inviare entro la fine di Novembre a tutti i rappresentati editoriali, nelle loro sedi locali e nazionali, un messaggio a nome dei docenti dell'istituto simile al seguente: "Al fine di evidenziare il proprio disagio nell'operare all'interno di una scuola che mira esclusivamente all'essenzializzazione dei saperi, i docenti dell'istituto * si impegnano sin da ora non adottare più testi prodotti dalla vostra casa editrice, finché non verranno cancellati i tagli alla scuola superiore previsti dalla Legge 133/08". In alternativa, ogni docente che condivide questa iniziativa potrebbe inviare ai rappresentanti lo stesso messaggio sostituendo la parte centrale con: "...il docente * s'impegna sin da ora a..."
2. Organizzare incontri con i genitori e la cittadinanza in orario pomeridiano o serale al fine di spiegare gli effetti della "riforma". Si tratta di un'iniziativa già avviata in molte altre scuole; potrebbe configurarsi, a livello giuridico, o come attività di approfondimento, oppure, se questo non fosse possibile, come assemblea congiunta di docenti e genitori oppure come consiglio d'istituto aperto.
3. Organizzare iniziative culturali come "lezioni all'aperto" per rendere pubblico il valore formativo della scuola e la professionalità dei docenti che vi operano.
4. Inviare numerose lettere e cartoline in busta chiusa al ministero dell'istruzione (MIUR, Viale Trastevere, 76/A - 00153 ROMA) con scritto: "W la scuola - Contro la legge 133"

Altri istituti hanno deciso, inoltre, di:
5. Bloccare tutti i progetti relativi all'ampliamento dell'offerta formativa
6. Bloccare i viaggi d'istruzione e le uscite
7. Bloccare i corsi di recupero e gli "sportelli"
Queste ultime azioni mirano ad ottenere visibilità mediatica mostrando al contempo quali saranno gli effetti prodotti sui servizi scolastici da un consistente taglio nel numero dei docenti. Si tratta però di iniziative "delicate" perché, invece di raccogliere ulteriore consenso, rischiano, se non sono condivise da tutti, di irritare studenti e famiglie. Anche in questo caso, se si sospendono ad esempio le gite, sarebbe opportuno inviare prima possibile a tutti i fornitori e alle agenzie di viaggio un messaggio simile a quello predisposto per gli editori, perchè si muovano anch'essi facendo pressione sul governo affinchè i tagli della 133 alla scuola superiore vengano eliminati.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Paolo Gallana    - 25-11-2008
Condivido la protesta, ma io propongo che questa consista nel lavorare per migliorare la qualità della scuola non nel danneggiare i ragazzi riducendo l'offerta scolastica. Protestare riducendo la qualità della scuola comporta agire nella stessa direzione di chi vuole smantellare la scuola pubblica. E' utile, necessario e doveroso non adottare libri di testo inutili ma è controproducente alla protesta bloccare tutti i progetti relativi all'ampliamento dell'offerta formativa, bloccare i viaggi d'istruzione e le uscite (quando queste hanno valore didattico e non sono gite o vacanze aggiuntive), soprattutto bloccare i corsi di recupero e gli "sportelli".
La protesta deve essere rivolta contro chi vuole il degrado della scuola pubblica e deve avere ha come obiettivo quello di creare le condizioni per costruire una scuola di qualità.