Berlusconi: la capanna dello zio Tom
Giuseppe Aragno - 22-11-2008
Riccardo Villari, neopresidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza, Berlusconi l'ha votato e ripudiato, Veltroni reclutato e licenziato, il Quirinale l'ha ignorato e ci fa i conti, i vertici della Repubblica l'hanno blandito, ammonito e censurato. Occorre dirselo con estrema franchezza: Villari non è un cialtrone e, se lo fosse, come sostengono ormai da destra a manca pupi, pupari e velinari della maggiominoranza, sarebbe onestamente in buona compagnia. Villari è semplicemente figlio naturale dello sfascio materiale, dell'indigenza culturale e della povertà morale di una classe dirigente incapace di mettere in moto persino il marchingegno primordiale sul quale ha costruito le proprie fortune: il gioco delle parti, la lottizzazione, la spartizione, lo scambio a basso costo. La verità è che si recita a soggetto: non uno straccio di regola, non un principio etico, non un canovaccio che dia senso alla rappresentazione.
Forte coi deboli e debole coi forti, il governo Berlusconi gioca a tutto campo la sua partita per l'imbarbarimento del Paese: di qui torna a proporre la scuola come ghetto e le famigerate "classi ponte", di là parte all'assalto dei lavoratori. Passa in Senato un emendamento all'art. 2112 del codice civile che cancella la tutela del lavoro e applica a tutte le aziende in crisi lo sconcio imposto ai dipendenti dell'Alitalia: i lavoratori "ceduti" ad altra società - la parola stessa, quel "ceduti", è un sanguinoso oltraggio - ridotti a carne da macello, non conservano l'inquadramento contrattuale e il livello salariale precedenti. Dopo decenni di bla bla sui diritti acquisiti, salta così anche il concetto, tutt'altro che comunista e rivoluzionario, di Ėmile Durkheim, per il quale "il salario degli operai non dipende soltanto dal rapporto tra l'offerta e la domanda, ma anche da certe concezioni morali; esso cresce e diminuisce secondo l'idea che ci facciamo del benessere minimo che un essere umano può rivendicare, cioè, in definitiva, secondo l'idea che ci facciamo della persona umana" [1].
Il governo Berlusconi, che, in quanto a persona umana, ha un'idea ripresa dalla capanna dello zio Tom, punta a perpetuare le discriminazioni sociali e razziali. In discussione sono i beni comuni, la libertà individuale e sociale, la cittadinanza e i diritti acquisti, dallo studio al lavoro. In discussione soprattutto sono la crisi e chi dovrà pagarla. Il governo si muove per delega: comanda il capitale e a pagare è il lavoro.
"Noi la crisi non la paghiamo" hanno urlato per settimane i nostri ragazzi nelle vie e nelle piazze occupate come le università. Più il governo l'oscura, più l'Onda cresce, contrasta, lotta e fa paura. Certo, c'è chi dall'esterno gioca a nascondino e lancia il sasso moderato dell'autoriforma, mentre nasconde la mano che va tirando il freno. Ma il dado è tratto e la parola d'ordine è corsa di bocca in bocca: "generalizzare la lotta". Da solo non ce la fa nessuno e non servirebbe perdersi dietro questioni di parrocchia, ma è evidente: precari mandati al macero, lavoratori calpestati e studenti che rivendicano il diritto a un futuro sono il Paese che si solleva. Una inarrestabile valanga. Questo è l'Onda: una valanga che precipita sulla cecità di Berlusconi, Villari e Veltroni. Non ci manca la forza. Tutt'altro. Forse, "il più grande scoglio che dobbiamo evitare non è già il fervore dello zelo, ma piuttosto [...] il timore del nostro stesso coraggio" [2].
Tendiamo più che possiamo la molla del nostro sdegno. Tendiamola ancora e mostriamo al governo di Genova la nostra determinazione.

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1] Stefania Mariani (a cura di), Durkheim. Dizionario delle idee. La sociologia tra riflessione metodologica e impegno etico-politico, Editori Riuniti, Roma, 1998, p. 36.
2] Maximilien Robespierre, Sui principi di morale politica che debbono guidare la Convenzione Nazionale nell'Amministrazione interna della Repubblica, 5-2-1794, in Maximilien Robespierre, Oevres Complètes, X, Discours (cinquiéme partie: 27 Juillet 1793-27 Juilliet 1794), a cura di M. Bouloiseau e A. Soboud, PUF, Paris, 1967, p. 354.

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 Patrizia Rapanà    - 23-11-2008
Sdegno. Hai ragione. Una sensazione che cresce e si fa sempre più diffusa. Lasciamo che proceda ancora così, questo governo inqualificabile, e teniamo alta la tensione. Dio acceca chi è destinato a perdere e questi ormai hanno perso da tempo la luce della ragione.