Caro giornalista...
Miha - 17-11-2008
Chiunque si dia da fare a vari livelli per spiegare a colleghi o genitori i nefasti effetti delle norme Gelmini si immedesima prima o poi nella biblica battaglia di Davide contro Golia.
Tu stai lì a sbatterti, arringhi, presenti le leggi, spieghi, discuti poi arrivi a casa e con una rapida secchiata di disinformazione un Fede o un Vespa spazzano quello che tanti premurosi Davidini sono riusciti a costruire in una giornata. Si dirà che sono i ben noti limiti della comunicazione di massa amplificati dal vivere in un'Italia che langue al 79° posto insieme al Botswana nella classifica sulla libertà di stampa della Freedom House.

Tralasciamo per pudore la stampa palesemente filogovernativa tipo Giornale o Libero e valutiamo cosa pubblicano sulla scuola giornalisti teoricamente più seri e obiettivi. Opinionist come Ricolfi o Galli della Loggia hanno affrontato le riforme ammarando sempre tra le benevole braccia della trimurti Gelmini-Brunetta-Tremonti.
Ultimamente il formidabile politologo Giovanni Sartori sfoggia tutte le sue competenze per portare acqua alla sponda della Gelmini la quale, leggiamo nell'editoriale del Corriere del 14/11, "nel complesso si è mossa bene". Beh, penserete voi, una che è riuscita in pochi mesi a provocare una compatta onda di protesta dalle materne all'università, che ha causato il più compatto sciopero del comparto da anni e che non si può neppure mostrare a un dibattito pubblico per timore di essere linciata forse non si è mossa poi così bene.
Ma cosa volete saperne? Mica siete stati Albert Schweitzer Professor in the Humanities alla Columbia University mica siete stati nominati Comendador della Ordem do Cruzeiro do Sul dal presidente della Repubblica Federale del Brasile. Lasciate spiegare dal Sartori dunque che dall'alto della sua esperienza nel settore afferma "il ripristino del maestro unico non è una tragedia...se tagli ci debbono essere, questo non è esiziale". Sarà così, però il Politologo non spiega cosa ci sia di veramente esiziale se non lo è l'educazione pubblica in un fase complessa come l'infanzia e come mai i tagli debbano colpire proprio l'unico segmento dello stato italiano che raggiunge risultati positivi a livello internazionale e non lo sperpero che i suoi colleghi Stella e Rizzo hanno così brillantemente illustrato.
Il vero nocciolo del problema, sentenzia arcigno il nostro Comendador, è comunque il dottor Spock. Vedi che non sai niente: è il vulcaniano con le orecchie appuntite che ha rovinato la scuola pubblica. Infatti la serie classica di Star Trek è datata 1966-1969! Tutto torna e i sessantottini si sono camuffati in ogni modo pur di rovinare l'umanità. No, aspetta, ignorantone che non sei altro, Sartori si riferiva allo Spock pediatra che nel 1946, l'anno in cui lui si laureò, pubblicò un celebre testo sul permissivismo pedagogico che avrebbe ammorbato l'intero mondo relazional-didattico.

Però, nella vostra profonda ignoranza, obietterete che i programmi dell'85 non citavano né il venusiano né il pediatra e partivano semplicemente dalla Costituzione italiana e semmai dalle teorie di Gardner e vi permetterete di far notare al saggio politologo che il voto "insufficiente" è sempre esistito nella valutazione scolastica e che anche uno dei sistemi scolastici più selettivi del mondo, quello giapponese, non preveda la bocciatura.
A questo punto quindi vi sarà legittimamente venuto qualche dubbio sul fatto che anche un cervellone che sa tutto sui sistemi politici e Hegel forse dovrebbe avere la modestia di scrivere su quello che conosce e non di sbrodolarsi su argomenti estranei alle sue competenze. Ma ognuno ha il suo carretto da spingere, qualche politico da oliare per continuare a potersi pavoneggiare nelle trasmissioni serali e alla fine qualcosa va scritta. Però dovrebbe un minimo informarsi perchè quando scrive, come nel precedente articolo sul Corriere del 10/11 , all'interno di un cervellotico ragionamento, che "Prima la scuola media si reggeva sull'alleanza genitori-maestri " evidenzia di non sapere neppure la differenza tra maestri e professori.
Si metta comodo Sartori, si goda le sue 84 primavere, vada a pescare e eviti di scrivere su cose che non conosce. Lasci che alti cavino le castagne dal penoso crigiolo Tremontiano ne godrà sia il suo ricco palmares che il mondo della scuola che ha già tanti problemi da risolvere e non abbisogna dei tanti apprendisti stregoni che negli ultimi mesi sproloquiano su argomenti tanto delicati.

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