Per protestare contro un sindacato, basta la disdetta?
Libero Tassella - 14-11-2008
L'obiettivo neanche tanto nascosto del governo Berlusconi č stato quello di dividere il fronte sindacale che giā non brillava per unitarietā d'intenti; si pensi che sul pubblico impiego, nel giorno stesso del grande sciopero unitario della scuola, il 30 ottobre scorso, Bonanni e Angeletti, il primo aveva anche parlato sul palco di Piazza del Popolo, giā si dividevano da Epifani, firmando in serata ( CISL e UIL) l'accordo contrattuale del pubblico impiego, da cui il recente atto d'indirizzo sul contratto scuola con la miseria prevista in termini di aumento e con la riproposta del concorsone per premiare i " meritevoli".
Non deve quindi sorprendere l'incontro recente di palazzo Grazioli di cui oggi si discute.
Bisogna rispondere e protestare contro il comportamento della CISl, č vero, ed č sacrosanto farlo, (poteste e disdette) anche se credo che la cosiddetta rappresentativitā sindacale bisognerebbe presto ridefinirla con una svolta epocale, siamo ormai in un nuovo secolo e i sindacati dovrebbero rinnovarsi nella struttura e persino nel lessico.
Essendo ora la rappresentativitā basata soprattutto sulle deleghe, oltre che sul voto RSU (afferente perō a livelli periferici e non nazionali di contrattazione e di rappresentativitā) bisognerebbe, a mio avviso, procedere con disdette per dissentire da un sindacato, ma molto spesso, le deleghe corrispondono a erogazioni di servizi, essendosi i sindacati trasformati anche in strutture di servizio, in patronati.
Io credo che la rappresentativitā dovrebbe sganciarsi ormai dai servizi (pagati con l'iscrizione) ed essere legata invece a un sistema democratico di scelta libera dei lavoratori, attraverso un voto, come avviene in politica, il sindacato del resto fa politica e condiziona la politica come Angeletti, Bonanni ma anche Epifani dimostrano e sarebbe necessario che per quanto riguarda la rappresentativitā si assoggettasse alle regole della democrazia rappresentativa.

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 C66    - 14-11-2008
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I sindacati, cosė come sono strutturati attualmente, spesso non tengono in conto nč il parere nč tantomeno l'interesse dei loro iscritti; pretendono una delega in bianco ed evitano tante disdette solo grazie al loro ruolo di erogatori di servizi.