I leader politici hanno indicato il da farsi
Elisa Di Guida - 06-11-2008
Se gli studenti sono troppi e troppo pacifici, occorre provvedere. Dapprima, mandando loro contro un manipolo di provocatori e di mazzieri. Poi, spostando le responsabilità da destra a sinistra. Infine, zittendoli con le sirene delle ambulanze e dei cellulari della polizia. Cossiga docet.

Se l'informazione non mistifica la realtà, non esalta il governo ed i suoi componenti ma si limita a riferire fatti concreti, meglio adottare il modello Berlusconi. Basta etichettarla come disinformazione e propaganda della sinistra. Anzi no. Meglio oscurarla o censurla.

Così, la quotidiana rassegna stampa del Ministero dell'istruzione è di colpo "dimagrita": da 20-30 pagine a 10 ed anche meno. Il sito trascura i giornali indipendenti e privilegia quelli dipendenti dalla destra o dalla famiglia. Nella rubrica delle lettere sgrana un rosario di improbabili missive di "devoti" della Gelmini o fustigatori dei prof sobillatori. Per contro, l'ultimo Espresso e la Repubblica di ieri risultano censurati. Sul primo, si confutavano le tesi del governo sulla scuola. Sul secondo, una testimone diretta sosteneva che i servizi dei tg avevano raccontato un'altra verità, travisando i fatti di Piazza Navona. Provate, infine, a navigare nei cosiddetti siti specializzati: compariranno i sondaggi sul gradimento della riforma Gelmini. Le opzioni? Favorevole o contrario, of course. Ma se digitare contrario, vedrete il vostro voto - miracolo, miracolo - sommarsi a quelli favorevoli. Se siete favorevole, invece, il problema non si pone proprio. Chissà se sono questi i rilevamenti cui fa riferimento il governo per misurare il suo "miracoloso" consenso. Il secolo breve si è chiuso ma la nostra storia sembra ripetersi. Parafrasando Woody Allen verrebbe da dire: Benito è morto, Stalin pure e neanche la democrazia si sente tanto bene...

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