breve di cronaca
Non credete a tutti quelli che hanno paura
Il Manifesto - 06-11-2008
Loro non credono che tu sia uno scolaro del mondo insieme ad altri scolari del mondo. Loro non credono che tu sia la madre o il padre di uno scolaro del mondo insieme ad altre madri e padri di altri scolari e insieme a tutti gli scolari senza padri e senza madri dell'universo mondo. Loro non credono che tu sia studente del mondo insieme ad altri studenti. Loro non credono che tu voglia studiare il mondo per conoscerlo e per viverlo. Loro non credono che tu voglia una scuola buona per la scienza e per la conoscenza. Loro non credono che tu non voglia il potere.
Loro credono soltanto nel potere del denaro e per il denaro e credono soltanto nel denaro per il potere. Loro credono che chi non lotta per il potere e per il denaro sia molto più pericoloso di chi lotta per il potere e per il denaro: loro hanno ragione, la loro ragione. Loro dicono «chi lotta contro di noi, ma non lotta per il potere e il denaro, ha in mente un mondo senza il potere del denaro e senza il denaro per il potere e questo è assurdo, è inaccettabile ed è pericoloso per noi e la nostra civiltà. Non possiamo né combatterlo. Dobbiamo abbatterlo». Loro hanno ragione, la ragione della loro civiltà.
Nel nome della loro ragione e della loro civiltà, loro rubano, corrompono, inquinano l'uomo e la natura, affamano, ammalano, ammazzano, distruggono, e spesso dicono Gott mit uns e hanno ragione: il loro dio è con loro, è come loro, perché loro se lo sono fatto a propria immagine e somiglianza.
Loro hanno paura della vostra allegria, della vostra voglia di vivere, della vostra libertà e della vostra fraternità e della vostra uguaglianza. Loro hanno paura del vostro fare politica senza essere partito e senza partiti. Loro hanno paura perché siete la classe che non c'è il partito che non c'è la bandiera che non c'è il denaro che non c'è il potere che non c'è la giustizia che non c'è l'uguaglianza che non c'è la fratellanza che non c'è la caritas che non c'è la democrazia che non c'è. Ieri hanno avuto paura di Siddharta il Buddha e di Gesù Cristo il Nazareno e di Mahatma Gandhi e di quel contadino di Melissa che disse «io il potere lo vedo abolito». Oggi hanno paura di voi.
Domani avranno paura della loro paura: già nei loro occhi c'è la fissità opaca del potere e della morte, già i loro sorrisi sono tirati e stretti e gelidi, come quelli di Pinochet, dei generali argentini, dei colonnelli greci, di Licio Gelli. Domani diventeranno violenti e assassini come tutti i potenti e i dittatori della storia. Dobbiamo saperlo. Ma noi non avremo paura. We are not afraid.

Ivan Della Mea
il Manifesto, 4.11.2008



Tags: denaro, Gelli, partito, paura, Pinochet, potere, scolaro, scuola, studente


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