Informare e comunicare ...
Claudia Fanti - 03-11-2008
... per battere il grande comunicatore sul "nostro" terreno

Carissime/i,
sono così contenta di leggere in rete e sui quotidiani tutto ciò che si va dicendo ora...finita la luna di miele tra popolo e potere, finita.
Si respira un'aria nuova. Si vede proprio in diretta che quei giovani che la scuola ha formato non sono bamboccioni, non sono bamboccini...e, soprattutto, hanno la forza delle idee, a cui molte di noi hanno dato la vita lavorativa. Sono felice di notare che la gente C'E'. E sono stracontenta che i padroni del vapore abbiano una grande paura dei sondaggi di oggi. Bene, qualcosa si è mosso eccome: cominciano ad affiorare dalla palude le persone vere che sono interessate ai valori più che agli interessi. I salotti televisivi, le parole dei soliti noti e famosi sono state sommerse dalla creatività. Ormai fa ridere ascoltare le consuete frasi fatte di personaggi in voga nei teatrini tv. Sanno di stantio, di ammuffito. E sono contenta che molte di noi, abbiano bandito la "timidezza" da esposizione, abbiano abbandonato i fornelli e gli stracci della polvere, per viaggiare in paesi e paesini allo scopo di INFORMARE altre donne, altri figli, altri babbi, altre mamme, su cosa li attende. Siamo maestre, mamme, nonne, bisnonne, invisibili, ma con una testa e uno spirito antichi: quelli di chi difende la prole e il futuro.
Ora, dopo la trasformazione del decreto in legge dello Stato, siamo preoccupate di cosa accadrà e non sappiamo bene quale direzione prendere, ma la storia non si ferma, la gente non si ferma e dimostra al mondo della politica tutta che si deve cambiare approccio con il territorio, che bisogna farsi presenza attiva, che bisogna schiodarsi dalle sedie, che non bastano più i comizi, le riunioni di partito, i congressi. E soprattutto dimostra che ne ha francamente abbastanza dei litigi all'interno dei partiti e delle coalizioni politiche mentre tutto va a rotoli!
Abbiamo tenuto in mano fiaccole, abbiamo fatto maratone, abbiamo ballato e cantato, fatto lezioni all'aperto, dormito nelle scuole, raccolto migliaia di firme...ora dobbiamo informare informare informare ancora su cosa accadrà nella quotidianità...come si potrebbe fare? E' la scuola che raccoglie in sé il territorio tutto, tutte le generazioni, tutte le tipologie di attività lavorative, è la scuola il nostro bene, il nostro futuro e quello dei cuccioli, quindi è lì davanti che dobbiamo muoverci, fisicamente davanti...si può pensare a un gazebo permanente in cui a turno si fa informazione su economia, valutazione, modalità modificate di fare scuola con gli alunni, diminuzione del tempo, diminuzione del sapere e via dicendo...credo che si dovrebbe cominciare dal territorio e il territorio è il mondo vivo intorno alla scuola...
Da lì poi sicuramente nascerebbero proposte per fronteggiare, nei collegi e nei consigli di circolo, il piano di attuazione della legge e la legge stessa. Cosa ne dite? Abbiamo avuto sportelli per tutto, perché non fare uno "sportello" di attiva e "serena informazione" costante?
Un' ultima nota. Avrete letto sicuramente l'articolo che qui sotto incollo. Il Cavaliere cerca di fermare l'onda dopo che ha invaso le piazze. Riflettiamo sul significato che può avere tale "pausa di riflessione" governativa. Intanto la scuola dei "piccoli" ha già la sua bella legge! Permettetemi di dire "le donne, le maestre e le mamme, ancora una volta, soprattutto le donne, hanno la loro bella legge che non le rispetta e spetta ancora una volta a loro contribuire al risanamento economico (circa 8 miliardi di euro) delle tasche altrui! Che Paese!

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Pier Luigi Lunerti    - 10-11-2008
Cara Maestra Claudia

Sono d’accordo con lei ora a Scuola dobbiamo informare, informare, informare. Dobbiamo supplire una informazione asservita al padrone del vapore o nella migliore delle ipotesi assente. Molte famiglie non sanno cosa è successo con il decreto Gelmini. Non sanno cosa succederà realmente nella scuola dell’infanzia, cosa significa il ritorno al maestro unico e la reale portata dei tagli di orario alla scuola secondaria di primo grado. Molti addirittura pensano che verranno colpiti solamente i fannulloni della scuola e sono contenti. Solo una informazione capillare e battente, genitore per genitore può far comprendere il disegno anticostituzionale che porterà alla distruzione della scuola pubblica e ad una nuova generazione non più fatta di cittadini pensanti ma da flessibili consumatori.
Grazie per quello che scrive
Pier Luigi Lunerti

 claudia fanti    - 14-11-2008
Grazie di cuore a lei.
Buon lavoro!
Claudia Fanti