La quadratura dei conti
Oliver - 01-11-2008
I tagli alla scuola pubblica e all'università servivano al ministro Tremonti per far quadrare i conti, la finanziaria triennale approvata in 9 minuti aveva lo scopo di far credere agli italiani che l'efficientismo del governo era l'asse portante di questa maggioranza, purtroppo per lui i mercati finaziari di tutto il mondo lo hanno ridimensionato, la sua finanziaria dovrà essere rivista e corretta comunque. Quello che lascia basiti è la decisione di distruggere la scuola pubblica a favore di quella privata, tutti sappiamo che a Cagliari "il capo" promise soldi all'altro "capo", non contenti dell'interferenza notevole che mettono in atto con la catechesi e la reperibilità degli insegnanti nelle scuole.
I nove miliardi di euro servivano a Tremonti, la Gelmini poverina sta sullo scranno mettendo in risalto le sue gaffe, non conosce la scuola, purtroppo non può intervenire per ridimensionare questa mostruosità, all'improvviso senza nessuna forzatura il mondo della scuola si è mosso con determinazione dicharandosi lontano dai partiti e dai sindacati venduti e al mass media che tra un morto e l'altro ci disinforma, finalmente gli italiani potranno capire chi li governa. auguri!!!

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 Maristella Curreli    - 01-11-2008
Usando una metafora, si potrebbe affermare che la mano destra non sa cosa fa l’altra e tutte e due strangolano la scuola. Delle due l’una: o Silvio Berlusconi mente sapendo di mentire o non sa quel che fa il governo che presiede. Nell’una e nell’altra ipotesi non è idoneo a ricoprire il suo ruolo e deve dimettersi. Sostiene personalmente - e lascia che i suoi replicanti confermino - che la scuola non subirà tagli, sebbene sia smentito da tre decreti (112, 137 e 154 del 2008) varati dal suo governo. Il primo ed il terzo “nascondono” tagli alla scuola in provvedimenti riguardanti l’economia e la sanità. Inoltre, una parte dei tagli alle risorse e agli organici sono messi nero su bianco nello “Schema di piano programmatico del MIUR di concerto con Ministero dell’Economia e delle Finanze”. Sono tutti provvedimenti restrittivi che penalizzeranno, dapprima, tutti gli studenti ed i docenti precari, con conseguenza sulla qualità dell’offerta formativa e la competitività del Paese. Sono provvedimenti disorganici emanati con decretazione d’urgenza ed in assenza di un serio confronto democratico. Spacciarli per riforma della scuola è falso e artatamente fuorviante.

Prof.ssa. Maristella Curreli presidente nazionale
per il Direttivo C.I.P. - Comitati Insegnanti Precari