Le ragioni del nostro (e vostro) disagio
Gli insegnanti del liceo-ginnasio statale Caro - 29-10-2008
In quanto direttamente investiti, come docenti, dal ripensamento dell'impianto complessivo del nostro sistema scolastico, avvertiamo la necessità di condividere con le famiglie e con gli studenti del nostro istituto e di altre scuole alcune riflessioni e preoccupazioni, che determinano un nostro deciso atteggiamento critico nei confronti delle proposte avanzate dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nello Schema di piano programmatico.
Tralasciando molte questioni che pure meriterebbero adeguata attenzione, vorremmo dare voce al crescente disagio che sperimentiamo nella nostra attività educativa e didattica. Esso ci appare motivato da alcune fondamentali condizioni:

 classi troppo numerose (29-30 alunni nella quarta ginnasiale e nel primo anno del socio-psico-pedagogico) non consentono al docente di mettere in atto strategie didattiche sufficientemente incisive e penalizzano ogni tentativo di rispetto e valorizzazione delle diversità;

 le attuali risorse non garantiscono la possibilità di un pieno rispetto della scelta di indirizzo compiuta dagli studenti e dalle loro famiglie (sperimentazione PNI, nel caso del liceo classico; indirizzi Arte - Musica nel caso del liceo socio-psico-pedagogico);

 fondi sempre più limitati impediscono spesso l'acquisto del necessario materiale scolastico;

 il personale tecnico, numericamente insufficiente, non è in grado di garantire un adeguato e qualificato supporto allo svolgimento dell'attività didattica.


In tale contesto ci preoccupa che lo Schema di piano programmatico del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di concerto con il Ministro delle Finanze dia l'avvio a un ulteriore e preoccupante peggioramento delle condizioni di lavoro del personale della scuola e, di conseguenza, della qualità del sistema d'istruzione, considerato che:

 a seguito di interventi finalizzati al razionale ed efficace utilizzo delle risorse, che mirano ad incrementare di un punto il rapporto alunni/docenti si avranno classi sempre più numerose;

 la revisione dei quadri orario causerà dall'a.s. 2009/2010 la sospensione di tutte le sperimentazioni;

 il riassetto della spesa pubblica, che viene considerato dal Piano programmatico come prioritario rispetto all'ammodernamento e allo sviluppo, prevede un generale e cospicuo ridimensionamento delle risorse;

 la qualità dell'insegnamento rischia di essere pesantemente penalizzata dal previsto superamento delle attività di co-docenza e dal contenimento delle attività in compresenza tra docenti di teoria e insegnanti tecnico-pratici di laboratorio.


Confermiamo pertanto, oltre ogni singola appartenenza politica e sindacale, il nostro unanime e forte dissenso rispetto alle direttive portanti del Piano programmatico, poiché siamo certi che un indiscriminato taglio delle risorse non può rappresentare una risposta adeguata alle urgenti necessità di modernizzazione e riqualificazione del sistema scolastico e poiché siamo onestamente orientati ad offrire un serio e adeguato servizio agli alunni e alle loro famiglie.
Crediamo che la scuola sia lo strumento con il quale uno stato civile ha il dovere di garantire a tutti i suoi cittadini il diritto all'istruzione e non un settore improduttivo su cui operare indiscriminati tagli di spesa, senza alcun riguardo per la qualità dell'insegnamento.

Gli insegnanti del liceo-ginnasio statale "A. Caro"
Fermo (Ascoli Piceno)


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