In netto dissenso
Docenti dell'ITC Caruso - 28-10-2008
Napoli, 26/10/2008
Salviamo la scuola pubblica

DOCUMENTO DEI DOCENTI
DELL'ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE STATALE
" ENRICO CARUSO" DI NAPOLI


I docenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Caruso di Napoli esprimono un netto dissenso per gli interventi normativi emanati e proposti nel settore scuola ed istruzione di ogni ordine e grado.
Provvedimenti che non scaturiscono da un serio esame dei bisogni della societÓ e dei giovani di oggi ma hanno solo lo scopo di ridurre la spesa nel settore nevralgico dell'istruzione di circa 8 miliardi di euro.
Essi ritengono che una riforma seria ed efficace dovrebbe comportare il coinvolgimento attivo di chi nella scuola vive e opera quotidianamente e con passione: studenti, personale ATA, docenti e dirigenti.
Basta con pseudoriforme a costi zero: vogliamo una scuola rispettata come organo istituzionale di uno stato democratico, adeguatamente finanziata e democraticamente amministrata. Cominciamo con investire pi¨ risorse nella scuola statale, offrendo periodicamente la possibilitÓ di un vero aggiornamento professionale e migliorando le strutture scolastiche.

Per la scuola superiore le conseguenze saranno:
- un numero maggiore di alunni per classe;
- riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore con conseguente aumento della soprannumerarietÓ;
- riduzione degli orari degli istituti tecnici a 32 ore;
- la riduzione degli istituti tecnici a due settori( settore economico e settore tecnologico);
- il taglio delle discipline tecnico professionali sia pratiche che teoriche e dei laboratori:
- la scomparsa di numerosi indirizzi tra cui il ragioniere programmatore;
- la fine immediata di tutte le sperimentazioni,
- la modifica dei profili e dei compiti degli ITP.

Il disegno di legge Aprea, DL 953/2008, inoltre, ridefinisce in modo unilaterale il profilo giuridico del docente e limita gli spazi democratici nella scuola rappresentando l'avvio del processo di privatizzazione.
Il Collegio dei Docenti dell' I.T.C. CARUSO chiede l'immediato ritiro della Legge 133/2008), della pseudoriforma Gelmini (DL 137/2008) e dell'insidiosa controriforma adombrata nel Disegno di legge Aprea.

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