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La Sicurezza investe la cultura individuale e collettiva
Giocondo Talamonti - 25-10-2008
L'entitÓ del fenomeno legato alle vittime del lavoro continua a preoccupare le Istituzioni e i cittadini. I leggeri progressi fatti in tal senso testimoniano la necessitÓ di insistere nella repressione delle trasgressioni alle leggi che regolano la sicurezza nel lavoro, attraverso pi¨ assidui controlli presso i luoghi di lavoro.
Tuttavia, appare chiaro che manca ancora molto per raggiungere livelli accettabili di infortuni e di decessi in un Paese che si dichiara civile e moderno.
E' evidente che il problema investe il concetto di cultura individuale e collettiva di sicurezza. Tale formazione nasce dalla scuola, si matura nell'espletamento del lavoro, si arricchisce con l'esperienza, ma soprattutto trae ragione dalla valutazione personale che ognuno di noi mantiene nei confronti del pericolo e dell'esposizione al rischio. Il fenomeno investe tutte le Istituzioni nessuna esclusa, le quali devono sentirsi impegnate a cercare una soluzione comune, senza escludere interventi mirati, suggeriti dall'esperienza maturata in uno specifico campo. Di fronte allo stillicidio intollerabile di infortuni mortali sul lavoro e dinanzi ad una vera emergenza nazionale che tormenta il Paese servono misure immediate, concrete, visibili. Le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza sul lavoro vengano colpite con durezza e determinazione. Ogni vita umana persa sul lavoro Ŕ una sconfitta della civiltÓ.
E' ora di intervenire. La solidarietÓ alle famiglie colpite da terribili lutti di incidenti sul lavoro non Ŕ pi¨ sufficiente.

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