In difesa del tempo scuola a 40 ore e della pluralità docente
Michelina Sirianni - 18-10-2008
Doppia docenza nella Scuola Primaria

La "Riforma" della Scuola promossa dall'attuale Governo e presentata dal Ministro della P. I . dott.ssa Mariastella Gelmini come Piano programmatico per gli interventi di razionalizzazione del sistema di Istruzione secondo l'art. 64 della legge 133/2008, ha suscitato, nel mondo degli operatori, sgomento, perplessità, sfiducia, disorientamento e tanta tanta preoccupazione. Ciò perché il Piano non tratta solo di ritorno al maestro unico nella Primaria e la riduzione degli orari di lavoro, ma investe anche altri aspetti con forte ricaduta sugli assetti ordinamentali ed organizzativi del sistema educativo, Scuola dell'Infanzia compresa.
È su questa premessa che noi Docenti dell'Istituto Comprensivo "G. da Fiore" di Carlopoli fondiamo la nostra disapprovazione e la ufficializziamo attraverso l'organo del Collegio dei Docenti di oggi Martedì 7 ottobre 2008, per indirizzarla al Ministro della P. I., e alle OOSS, convinti di promuovere una giusta riflessione: quella desiderata e sperata da noi docenti, consapevoli che la Scuola è un luogo di crescita e di promozione umana civile e culturale, realizzabile in ampi margini di tempo-scuola e con il contributo professionale di una pluralità di Docenti sempre ben disposta a confrontarsi secondo il criterio dell'interdisciplinarietà, per favorire ambienti di crescita culturale e sociale nei confronti dei soggetti in educazione.
In questa ottica è nata la "Scuola a tempo pieno" negli anni ottanta; in questa ottica è nato poi il "tempo prolungato" nella Scuola Media.
In questa ottica i nuovi programmi del 1985 della Scuola Elementare, con alta finalità pedagogica e specifica attenzione alle attività di valenza scientifica, promuovevano quelle laboratoriali accanto alle curriculari.
In questa ottica è stata pensata e realizzata la struttura modulare con la legge 148 del 1990 con la formula 3 docenti su 2 classi per le Scuole dove non esisteva il tempo pieno. È, infine, in questa ottica la Circolare n. 116 del 22 Marzo/96, definendo gli ambiti disciplinari, riconfermava l'importanza di più docenti nel mondo della Scuola elementare oggi definita Primaria.
Grazie a questo modello ordinamentale (modulo e/o tempo pieno), la Scuola Primaria si qualifica per il suo clima collaborativo, per la condivisione delle scelte, per la progettazione attenta alle esigenze dei singoli, per la capacità di accogliere bambini con bisogni educativi speciali (disabili, rom, migranti, svantaggiati e di altro genere). Maestri e maestre hanno duramente lavorato per raggiungere proficui risultati e far fronte a classi sempre più impegnate, più colorate, più eterogenee, esercitando una vera e propria pedagogia sociale, rivolgendo la loro azione non solo agli alunni, ma anche ai loro genitori. Infatti, recentemente, sulla struttura oraria dei tempi scuola "pieni", sia nella Scuola Primaria sia nella Secondaria di 1° grado si sono potute realizzare le attività programmate con i Fondi Strutturali (PON e POR" finanziati con FSE e FESR) e la Scuola, specialmente negli Istituti Comprensivi, con le loro azioni formative verticalizzate, si è aperta positivamente al territorio coinvolgendo le famiglie non solo nei percorsi formativi dei loro figli, ma anche in specifiche attività che le ha viste impegnate direttamente e assiduamente.
Così come si sta verificando nel nostro Istituto, dove, dotati di adeguate infrastrutture tecnologiche, stiamo realizzando da quattro anni le suddette attività, riuscendo a radicare la Scuola quale istituzione di promozione culturale e sociale in un contesto di forte deprivazione e isolamento di area interna montana.
È indispensabile a tal proposito annotare che la Scuola italiana e in particolare il segmento della Scuola Primaria, in virtù proprio dei progetti strutturati e realizzati grazie al tempo pieno si è qualificata al secondo posto in ambito europeo e al sesto in ambito mondiale.
Con il ritorno al maestro unico certamente la progettualità sarà limitata, per non dire annullata completamente.
Inoltre,con la riduzione degli orari nell'Infanzia, nella Scuola Primaria, e nella Secondaria di primo e secondo grado, e ancor più con il ritorno al "maestro unico" nella Scuola Primaria, il Governo vuole solo un ritorno al passato, insensibile alle esigenze del presente che si traducono in forte e sentita richiesta di qualificazione: qualificazione sempre più ampia, non solo nel campo umano e sociale, ma anche in quello scientifico e tecnologico.
L'"unicità docente" bandita e sostituita dalla "pluralità docente", in quanto voluta da una necessità di formazione sociale nuova, non può risorgere magari pensando alla "maestrina dalla penna rossa" di un tempo che fu.
Temiamo che solo per una forte esigenza di tagli si vogliano contrabbandare confusamente nostalgie e intenzioni pedagogiche non corrette, stravolgendo il sistema della nostra istruzione pubblica, partendo malamente con il rovinare proprio il Segmento che meglio si sta collocando nelle indagini e "graduatorie", come viene detto dai nostri stessi governanti
Per queste motivazioni vogliamo e ci auguriamo che il mondo della Scuola continui ad evolversi ma con riforme utili e ragionate, motivate condivise.


Carlopoli, 7 ottobre 2008

Docenti Istituto Comprensivo "G. da Fiore"
Carlopoli (Cz)

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