Un'altra buca dalla Gelmini
Miha - 18-10-2008
Ieri sera la ministra avrebbe dovuto intervenire ad un convegno a Carpi al quale aveva dato la propria adesione. Naturalmente non c'era ed è strano che una personalità pubblica che afferma di non capire le ragioni di chi sciopera rifiuti sistematicamente ogni occasione di confronto. Che abbia la coda di paglia?
Ecco il volantino che abbiamo distribuito all'ingresso.

Qualche domanda che avremmo voluto fare alla ministra Gelmini.

La scorsa settimana il World Econonomic Forum di Ginevra ha pubblicato la classifica della competitività mondiale, elaborata su 134 paesi tenendo conto delle caratteristiche strutturali delle loro economie. Non stupisce che l'Italia sia scivolata di altre tre posizioni piazzandosi al 49°posto dietro Porto Rico o la Tailandia: colpisce invece che questa ricerca salvi del nostro paese solo la scuola obbligatoria e la sanità. Che senso ha, o signora Ministra, il tagliare fondi ad uno dei pochi settori che ancora funzionano nella pubblica amministrazione?

Il suo collega Tremonti afferma che "non possiamo permetterci il lusso di una scuola primaria così costosa". Nel bilancio dello Stato compaiono uscite per circa 450 miliardi di euro: siamo sicuri che gli 8 miliardi e mezzo di tagli alla scuola siano così necessari? Leggendo, ad esempio, il best seller "La casta" ci sembra che di sprechi in Italia ce ne siano molti altri. Non sarebbe stato meglio iniziare da altri buchi neri della nostra spesa pubblica e da settori meno nevralgici?

Perchè se il fine della manovra era quello di "responsabilizzare e recuperare motivazioni, valorizzare il merito, coinvolgere e rendere partecipi nelle scelte" di tali misure non c'è traccia?
Perchè nelle varie leggi presentate si parla solo di tagli e di razionalizzazione mentre la valorizzazione è rimandata al 2012? Non sarebbe stato più logico e credibile presentare contemporaneamente le due proposte di legge?

Come mai non c'è nessun pedagogista che appoggia l'impostazione didattica delle sue riforme? Chi sostiene, con cognizione di causa, la necessità di un maestro unico nelle primarie? Quale insegnante ha oggi le competenze per poter insegnare dieci materie con la specializzazione adeguata alla cultura moderna e con le situazioni di disagio presenti nella nostra società? Come è possibile ottenere più cultura investendo meno?

Perchè uno dei padri della nostra Costituzione, Piero Calamandrei, scriveva già nel 1950 :" Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle..."

Già, perchè?

Nell'attesa di una sua gentile risposta voglia gradire i nostri più cordiali saluti.

ScuolaFutura-Carpi

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 Paolo Vecchio    - 19-10-2008
Non risponde perché non sa che dire, ma le cose non vanno come sperava. La manifestazione del 17 è stata un grande successo: circa 400.0000 manifestanti, tra studenti, docenti, genitori, lavoratori dell'Alitalia, rappresentanze di metalmeccanici e ricercatori universitari e dell'ENEA e i mass media, per quanto aserviti non hanno potuto tacere. Ora bisogna premere sui sidacati confederali che non hanno più marginio per nicchiare. Lo sciopero del 30 ottobre dovranno organizzarlo seriamente, se non vorranno perdere la faccia.
La Gelmini tende a ridimensionare, sostiene che si è trattato di una manifestazione ideologica di una miniranza e racconta a che ha creato solo fastidi al traffico cittadino. Non può dire altro, ma sta perdendo l'iniziale baldanza. Il successo della manifestazione è stato tale che, anche lei lo capisce, avrebbe dovuto ritirare il decreto. La partita non è finita. E' necessario continuare a partecipare, informare e lottare. Voglio sottolineare il lavoro informativo che sta facendo Fuoriregistro e approfitto dello spazio che garantisce per invitare chi legge a fare pressione sui sindacati confederali. Sulla rete gira questo testo da inviare alle tre confederazioni:
"Il 17 a Roma eravamo in 400.000. Il 30 a Roma dovremo essere minimo il doppio. Fronte unitario per Università, , Ricerca ed Istruzione"
Gli indirizzi mail e i link ai sindacati sono i seguenti:

1. CGIL Scuola organizzazione@flcgil.it
2. CISL Scuola http://www.cislscuola.it/scrivi
3. UIL Scuola http://www.uil.it/uilscuola/mail/email.htm

 oliver    - 21-10-2008
La non riforma è determinata solo dalla voglia di tagliare, per la destra la scuola pubblica è un peso insopportabile, se pensiamo che vorrebbero determinare classi diverse senza rendersi conto che lo stare assieme tra italiani e stranieri determina dei tempi di approccio alla lingua velocissimi. Siamo messi bene con il nostro grande M.......o, che di scuola non ha nessuna idea, quello il peggio è in tutta quella massa informe che si è entusiasmata del grembiulino e di altre sciocchezze e che li ha votati.