Bloccala, chiedilo al tuo Senatore
Libero Tassella - 16-10-2008
Maestro unico: chiedilo al tuo Senatore!

Il Capo dello Stato, pressato dalle richieste di insegnanti e cittadini, che gli chiedevano di non firmare la legge Gelmini sul "maestro unico", ha risposto che un tale atto non rientra nelle sue prerogative costituzionali. A questo punto, gli unici che possono fermare la conversione in legge del decreto sono i senatori, quegli stessi senatori che nello scorso aprile abbiamo contribuito, con il nostro voto, a far eleggere. E allora perché non chiedere direttamente a loro di bloccare un provvedimento che la stragrande maggioranza degli italiani aborrisce?
Se volete inviare la richiesta al "vostro" senatore, è sufficiente cliccare da questa pagina sul suo indirizzo di posta elettronica. Se volete, potete anche inviare la richiesta a tutti i senatori della vostra regione, bastano solo pochi minuti e non costa nulla. Infine, i più pazienti, possono inviare la richiesta a tutti i senatori della Repubblica. Più saranno le e-mail inviate e più riusciremo a turbare le loro coscienze, oltre che naturalmente, le loro future aspettative elettorali.


Da Professione insegnante.it ecco il testo:


Esimio Senatore,
chi Le scrive è un elettore del Suo collegio. Come certo saprà è in discussione al Senato la conversione in legge del D.L. 137 del 1 settembre 2008 che, tra le altre cose, prevede quanto segue: "le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali".
Considerato che tale aspetto del Decreto, sbagliato nel merito, risulta inviso oltre che al sottoscritto, anche alla stragrande maggioranza degli italiani, La prego di porre in atto tutto quanto in Suo potere per bloccarne la conversione in legge.
Pur consapevole del fatto che i parlamentari della Repubblica agiscono senza vincolo di mandato, mi auguro che voglia tenere nella dovuta considerazione l'accorata istanza di un Suo elettore.
Certo di un Suo cortese interessamento, Le faccio i miei migliori auguri di buon lavoro.



Ed ecco le istruzioni necessarie all'invio.



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Scuola e democrazia    - 18-10-2008
IMPORTANTISSIMO: QUIRINALE, SI PUO' FARE

Dal fronte scuola e democrazia. E-mail n°. 8 del 16 ottobre 2008.

La risposta che cercavamo al quesito relativo al potere del Presidente della Repubblica. Lo può fare è previsto dall'art. 74 della Costituzione.

BOMBARDIAMO DI E-MAIL IL QUIRINALE. DI SEGUITO IL TESTO REDATTOP DA LIBERO TASSELLA CHE POTREMO UTILIZZARE APPONENDO LA NOSTRA FIRMA.
FORZA E CORAGGIO SARANNO GIORNI INTENSISSIMI. MA CE LA POSSIAMO FARE!!!

Testo della Lettera da inviare

Egregio signor Presidente,
ci scusiamo di tediarla ancora ma la risposta alla valanga di email che abbiamo inviato non ci convince. La nostra Costituzione recita :
- "Art. 74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la
legge, questa deve essere promulgata."
- "Art. 87. Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere.. Autorizza la presentazione alle Camere dei
disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti"
- "Art. 91. Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune."
Quest'anno è stato festeggiato il 60° anniversario della nostra splendida Carta Costituzionale, temiamo fortemente che di questo passo toccherà a Lei commemorarne la morte.
E' di oggi la notizia delle classi ghetto per stranieri, proprio in Italia dove da decenni si sono chiuse le scuole e le classi speciali per garantire l'integrazione dei diversamente abili.
I decreti prodotti da questo Governo e passati in Parlamento a colpi di fiducia (forse anche tra le loro fila qualcuno percepisce un pericolo per diritti costituzionali inalienabili) hanno prodotto leggi che sono marcatamente in contrasto con la Costituzione.
Ed allora siamo andati a rileggerla la Costituzione, noi poveri ignoranti docenti, cittadini, studenti, nonni, lavoratori che percepiamo questo grave attacco e che DOBBIAMO CHIEDERE a Lei, garante per tutti noi, di proteggerla e di assicurare che se si ritiene di doverla cambiare si proceda come previsto per legge Costituzionale.
L'articolo 9 recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica." Ed invece che promuovere lo sviluppo e la ricerca si sta facendo un sabotaggio a questi due fondamentali di una civiltà evoluta come dovrebbe essere la nostra.
L'articolo 33 recita "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti
stabiliti dalle leggi dello Stato.".
L'articolo 34 recita "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse
di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso."
A colpi di tagli alle risorse si sta riformando la scuola dello Stato infischiandosene delle legittime procedure; addirittura in un decreto sulla sanità si inserisce un articolo, per nulla pertinente, sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche invadendo le competenze delle Regioni e
violando, ancora una volta, il TITOLO V della Costituzione.
Se vogliamo ironizzare la sanità è correttamente chiamata in causa: la scuola massacrata va in ospedale!!!!!
Ancora una volta vogliamo ricordare Calamandrei che Lei certamente conosce meglio e più di noi e che aveva già capito tutto nel 1950, allora venivamo fuori dal fascismo oggi pericolosamente ci stiamo rientrando!!!!

La salutiamo con 3 piccole citazioni

TINA ANSELMI
"Dobbiamo rivendicare il diritto di esserci, perché la democrazia è un cammino difficile, ma non ci sono alternative a questa strada della libertà e della solidarietà".

ANTONIO GRAMSCI
"La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri".

"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita."

Con stima e fiducia

 clab    - 19-10-2008
Per l'appello ai senatori proporrei un testo mirato non solo all'argomento del maestro unico, ma al decreto in generale tipo il seguente.
Esimio Senatore,
chi Le scrive e' un elettore del Suo collegio. Come certo sapra' e' in discussione al Senato la conversione in legge del D.L. 137 del 1 settembre 2008. Credo che tale decreto non contenga nulla di utile per migliorare la scuola, ma solo risparmi di spesa ai danni dell'istruzione pubblica, smantellando anche le parti migliori di quell'istituzione attraverso la quale possono essere garantiti i diritti essenziali all'istruzione e la rimozione di alcuni di quegli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
La prego di porre in atto tutto quanto in Suo potere per bloccarne la conversione in legge. Pur consapevole del fatto che i parlamentari della Repubblica agiscono senza vincolo di mandato, mi auguro che voglia tenere nella dovuta considerazione l'accorata istanza di un Suo elettore. Certo di un Suo cortese interessamento, Le faccio i miei migliori auguri di buon lavoro.