La Talpa scava la montagna controriformista e scopre che...
Vittorio Delmoro - 29-08-2002
MAESTRI TUTOR E MAESTRI LABOR
ovvero
COME MORATTI SI SCATENA LA GUERRA DA SE

Quarta puntata

Le 3 puntate precedenti sono uscite il 19, 22 e 26 agosto


Voi ricordate il concorsone berlingueriano, vero? E ricordate la fine fatta dal ministro e, un anno dopo, da tutto il governo di centrosinistra…

Eppure le intenzioni berlingueriane apparivano buone (almeno a me, a guardarle dal suo onesto punto di vista) : bisogna pagare di più i docenti, ma siccome i soldi non bastano per tutti, cominciamo col pagarne di più almeno il 20 per cento, in attesa di tempi economici migliori, a partire da quelli che hanno lavorato di più per migliorare la scuola pubblica, che si sono dati da fare per dare corpo all’autonomia, che si sono mostrati più disponibili all’innovazione e ai nuovi compiti che ne derivano; in maggioranza docenti di sinistra, ma non solo; una specie di ricompensa, insomma e per di più del tutto meritata.

Peccato che la lodevole intenzione sia inciampata nel concorsone, che nel tentativo di inventare una procedura selettiva il più possibile obiettiva, per evitare critiche di partigianeria, abbia finito col tirarsi addosso i fulmini di tutti. Sappiamo com’è andata a finire!



Ma che ti fa ora Moratti? Si lascia convincere dall’invenzione bertagnesca del tutor e la sposa in pieno, senza pensare alle conseguenze. Senonché la nostra amica talpa rossa, infiltrata nella Commissione delle INDICAZIONI e RACCOMANDAZIONI, insediata col compito di dare attuazione all’idea del tutor, scava sotto la montagna controriformista un buco così grande che solo Moratti ancora non vede.

Infatti il documento della scuola elementare si chiude con una serie di tabelle con cui la Commissione vuole dimostrare all’utenza l’esemplarità della messa in atto della Controriforma; ed è qui che la talpa innesca la miccia più micidiale di tutte le altre : gli orari!

Ma andiamo con ordine.



PUNTO PRIMO : la scuola elementare avrà maestri TUTOR e maestri LABOR; i maestri tutor interverranno in una classe con orario quasi totale o prevalente; i maestri labor interverranno in almeno due classi con orario residuale. Ai maestri tutor saranno affidate le discipline più importanti (italiano, matematica, storia, geografia, scienze, …), i maestri labor si prenderanno invece cura dei sei laboratori previsti, all’interno dei quali potranno svolgere le attività residue (ginnastica, immagine, musica, tecnologia, recupero, …).

Cominciate ad intravedere gli effetti di questa separazione tra insegnanti importanti (per gli alunni, per i genitori, per il dirigente, per lo stato) e insegnanti di supporto? Cominciate a sentire il rumore dei primi crolli?



PUNTO SECONDO : se scorrete quelle tabelle orarie che compendiano il documento delle INDICAZIONI e RACCOMANDAZIONI, troverete ad esempio gli orari di servizio :

- scuola a tempo pieno con 5 classi : insegnanti A-B-C-D-E (tutor) 4 mattinate e un pomeriggio; insegnanti F-G-H-I-L (labor) prevalentemente il pomeriggio (fino a 4), più due o tre rientri al mattino, con orari a volte continuativi (6 ore), a volte spezzati (primo mattino e secondo pomeriggio).

Tutto questo in una situazione in cui si litiga per il giorno libero e si prendono le misure al centimetro perché nessuno risulti differente e penalizzato!

Chi farà accettare agli uni e agli altri (più agli altri) orari così differenziati? Qui il crollo sarà devastante e ineluttabile.



PUNTO TERZO : l’insegnante tutor assumerà anche la direzione della classe, sotto ogni punto di vista; compilerà il Piano Personalizzato di Studio di ogni alunno, aggiornerà il Portaolio delle Competenze, condurrà gli incontri coi colleghi, parlerà (da solo) con i genitori, col dirigente, con l’extrascuola. L’insegnante labor seguirà le indicazioni del tutor, fornirà qualche informazione e qualche documento sugli alunni e … basta!

Chi vorrà fare il tutor e chi il labor?

A parità di stipendio, immagino moltissime scelte per il labor e poche per il tutor; ma le necessità propendono per la percentuale contraria; ad esempio in un tempo pieno il 50%, in un tempo normale anche il 70/80%.

Ecco che allora si rende indispensabile incentivare la scelta per il tutor con un aumento di stipendio che vada a compensare gli indubbi maggiori oneri e responsabilità. E qui casca l’asino morattiano, che non è più nemmeno capace di fare i conti. Come trovare infatti i soldi per pagare di più un 60/80% di maestri elementari?

Ricordate Berlinguer caduto sul 20%?

Ma se anche si trovassero i soldi (i miracoli berlusconiani), come verrebbero scelti i tutor (ora sì disponibili ad accettare il ruolo)? Attraverso domanda individuale? Attraverso la scelta del dirigente? Attraverso criteri oggettivi (il concorsone)?

La risposta a ciascuna di queste domande conduce inesorabilmente alla guerra, non tra docenti, ma dei docenti contro Moratti.



E per finire, appuntamento alla prossima ed ultima puntata : LE NOVITA’ CHE NON INNOVANO.




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