La Gelmini al Galileo Ferraris di Napoli
Gianni Amodeo - 29-09-2008
Ok, Ok, la Ministra della pubblica Istruzione è arrivata improvvisamente nella scuola dove insegno.
Stranamente non sono rimasto sorpreso. Stavo in laboratorio con la mia quarta a programmare il lavoro da fare durante quest'anno scolastico, quando arriva un collega che mi dice che c'è la Gelmini in aula magna. Incredulo, lascio per un momento la classe al mio collega, in buone mani, e vedo una graziosa signora che discorre più che amabilmente, con varie persone, che, mi è stato accennato, stavano lì per una riunione inerente un progetto, uno dei tanti. Anche qualche altro collega era presente, ma tutti con l'aria annoiata e leggermente infastidita. A nessuno è venuta la voglia di cantarcele.

La mia scuola è una scuola come tante: fatta di persone buone e cattive, di attrezzature ottime ma anche di grosse carenze, Ha una popolazione scolastica che non è solo Scampia, ma si allarga a tutta l'area nord di Napoli. Una valutazione scientifica dei flussi scolastici non la conosco ma posso dire che non è mai stata fatta. Probabilmente la dispersione massima si ha alle medie se non alle elementari, nel senso che le frange di estrema marginalità si fermano molto prima di arrivare da noi. Quindi poca turbolenza sociale. In più la nostra scuola è grande e progettata come tale, non un condominio riadattato. La sua posizione strategica è stata negli anni, quelli di centro sinistra, di sinistra, di centro destra e cosi via, motivo di particolare riguardo da parte delle istituzioni. La sua dimensione strutturale, inoltre, ha consentito forme autorganizzative in parte indipendenti dalle capacità manageriali, anche se devo ammettere che ci sono state variazioni di approccio tra i (pochi) dirigenti avvicendatisi in questi anni. Attualmente ha un dirigente che devo riconoscere onestamente, cerca di fare il suo lavoro, imperfetto, criticabile quanto vogliamo, ma chi non fa non sbaglia. Si potrebbe tuttalpiù dire che manca un serio contraddittorio come RSU, Collegio eccetera, che potrebbe portatre ulteriore ricchezza.
Il nostro Dirigente è ANP, quindi non "nemico" dell'attuale compagine governativa. A chi chiede se sia stato il dirigente a chiamarla, oppure se era stato preavvisato, eccetrera, dico che è ininfluente.
Morale: visita amica in luogo amico. Quindi inutile. Sprecata, Non una visita, ma una gita fuori porta. Fatta anche in orario tardo e quando ancora l'anno scolastico sta in fase di rodaggio.

I problemi della scuola rimangono tutti, a prescindere. A prescindere da Mariastella che sembra l'uomo sbagliato nel posto sbagliato, che bada a farsi vedere in situazioni amiche, presenzialista ma non presente, perchè presente vuol dire esistere e confrontarsi sulla realtà.
E', anche fisicamente, una figura accessoria, superflua, solo un'immagine: il vero ministro è un altro. Oggi l'Italia ha solo tre ministri, gli altri stanno lì per atto di presenza, contano come il due di picche. Povera Mariastella! Comunque ognuno ha il suo prezzo.

Finanziamenti quasi allo zero; zero importanza sia dal basso che da parte dei nostri governanti. Insegnanti che non insegnano, non formano, ma sopravvivono nella trincea che ognuno di essi si scava in anni ed anni di lavoro. Dirigenti che non dirigono, ma gestiscono gli affari correnti ,spesso costretti a ruoli impropri. Studenti che non studiano.
Ma il bello ed il paradossale è che sopravvive, Sempre a prescindere da una Gelmini, ma anche di un Berlinguer, di un'ombra come la Garavaglia.

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