I numeri di Gelmini
Francesco Masala - 13-09-2008
Nel 2006 Marchionne, a.d. della Fiat, diceva che "...il costo del lavoro rappresenta il 7-8 per cento (di tutti i costi) e dunque è inutile picchiare su chi sta alla linea di montaggio pensando di risolvere i problemi..." (1). Oggi la signora Gelmini dice che "quando la spesa per il personale assorbe il 96,98% del bilancio, significa che la scuola italiana rischia di non avere più gli strumenti per modernizzarsi" (2), pensando (forse?) che occorre diminuire i dipendenti, o farli lavorare di più, cioè, usando le parole di Marchionne, picchiare i dipendenti per risolvere i problemi.
Sentiamo da qualche collega che il 97% è troppo, immaginiamoci cosa pensa chi non è nella scuola.
Peccato che si ometta di dire che il settore scuola fa parte del terziario, nel quale la parte immateriale, il lavoro, è preponderante, non è come nell'industria, in cui ci sono materie prime, macchinari, marketing, rete di vendita, spese per trasporti, ecc. Nel bilancio di ogni scuola mancano l'ammortamento e le spese di manutenzione degli edifici scolastici, che sono di proprietà delle amministrazioni locali, comuni e province, mancano i libri degli studenti, che vengono comprati dalle famiglie a spese proprie, tranne i casi di qualche borsa di studio pagata dai comuni, mancano le spese di trasporto dei lavoratori della scuola, che sono a carico loro, anche se fanno 100 o 150 km. al giorno. Fra le spese non di personale nei bilanci delle scuole ci sono la carta per le fotocopie, una piccola parte delle spese per progetti, qualche computer, le cartucce per le stampanti, i detersivi e poco altro; anche il fondo d'istituto è composto da soldi che vanno nelle tasche di lavoratori della scuola. Se domani venissero licenziati la metà dei dipendenti, quelli sopravissuti inciderebbero per il 94% circa del totale dei costi. Mi sembra quindi che siano parole senza fondamento quelle del ministro, se non si tiene conto della struttura dei costi delle scuole.
Ma è forse sulla scia della cultura matematica del signor Berlusconi, che disse, nel 2001, "...gli sbarchi di clandestini sono diminuiti del 247 per cento..."(3), che la signora Gelmini cita numeri senza contestualizzarli, sapendo che gli italiani non hanno grande confidenza con i numeri.

(1)http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/economia/fiat-8/intervista-marchionne/intervista-marchionne.html

(2) http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=4929

(3) http://www.controcorrentesatirica.com/articolo5.php

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Michele Tabano    - 14-09-2008
Danno i numeri, è vero. Noi però glieli facciamo dare. Ma ci vogliamo rendere conto del fatto che da anni degli incompetenti stanno distruggendo quel che di buono c'è nel nostro Paese, stanno negando un futuro ai nostri figli, e noi li lasciamo fare? Ci rendiamo conto che gente come Bossi, Borghezio e una illustre sconosciuta come Maria Stella Gelmini, fa il bello e il cattivo tempo, fa a gara a chi le spara più grosse e si permette di offenderci, e noi lasciamo che facciano? Ma che aspettiamo? Quando ci decideremo a dire basta e a ribellarc?

 Edoardo    - 14-09-2008
Questa merita d'essere stampata ed affissa in aula docenti!

 Un insegnante    - 14-09-2008
Sapevate che la ministra Gelmini ha stanziato 10.000.000 di euro perchè un gruppo di ricercatori vada ad abitare nel Polo Sud (con il pretesto di fare ricerche) per mantenere alto il buon nome dell'Italia? Così si fa: affossiamo la scuola, tagliamo il personale scolastico, manteniamo stipendi di 12.000-20.000 euro per gli onorevoli e saremo tutti felici e contenti.