Manovra finanziaria e nuove discriminazioni
Rosanna Vittori - 26-08-2008
Il Decreto Legge 112/2008 continua a far vittime man mano che lo si va ad applicare. La Circolare 7/2008 del Dipartimento Funzione Pubblica, ad esempio, ha chiarito che ci sono limitazioni relativamente alla distribuzione del cosiddetto 'salario accessorio' dei lavoratori che si avvalgono dei permessi per l'assistenza di persone con handicap grave. Ad esempio, per il comparto della scuola al quale appartengo, il fondo sottoposto alla contrattazione integrativa, sotto l' altisonante definizione nasconde in definitiva pochi spiccioli, che comunque costituiscono parte integrante delle buste paga del notoriamente non ricco settore della scuola italiana. Cerco di spiegare quello che significa: è con quei pochi soldi che le scuole gestiscono, ad esempio, il funzionamento delle biblioteche scolastiche, i corsi di sostegno durante l'anno, l'assistenza e la vigilanza durante i pasti e una quantità di necessari servizi senza i quali la scuola non funzionerebbe. Dunque, almeno per il comparto della scuola si tratta di poco, ma la gravità non sta tanto nella quantità - e questo rende la cosa ancor più inquietante - bensì nel principio che questa norma introduce: d'ora in poi l'assenza dal lavoro per l'assistenza di persone con handicap grave decurterà sulla busta paga il 'salario accessorio'. Bella discriminazione, no?
Bravo il Ministro che lotta contro i fannulloni! Discriminare quei lavoratori che debbono prendersi cura di persone disabili fa parte di questa lotta? Mi spieghi il ministro che ha dichiarato guerra al malcostume pubblico: non pensa che sottraendo ai dirigenti la responsabilità di intervenire su quei lavoratori che abusassero del loro 'privilegio' di assistere ad un congiunto gravemente disabile, li offende e depotenzia in una delle loro prerogative? Non ci dovrebbero essere i dirigenti a garantire efficienza e motivazione del personale ? Perché chiamarli dirigenti se no? E, ancora: equiparando con questa misura i 'furbi' ai poveri disgraziati, insomma, sparando nel mucchio, non pensa che possa colpire proprio quelli che cercano, malgrado le avversità, di essere sul posto di lavoro e di rendere il massimo? Non pensa di ottenere un livellamento verso il basso in questo modo? O parte dal presupposto che, siccome nel pubblico - e specialmente nella scuola della quale mi pare che questi ministri abbiano un'idea vaga - non c'è quasi niente di buono, è bene affossare anche quel poco che c'è?

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