A proposito delle parole in libertà del sig. Bossi
Cosimo de Nitto - 30-07-2008

Dai quotidiani: "basta al far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord. Un nostro ragazzo è stato bastonato agli esami perché aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo"

A proposito delle parole in libertà del sig. Bossi


Egregio sig. Bossi (dico signore perché non mi pare appropriato rivolgermi a lei come ministro della Repubblica e dello Stato Italiano),
lei non vuole che i figli del nord siano "martoriati" da "gente" che viene dal sud; dico così perché non credo che a lei interessi l'est o l'ovest.
Quando lei parla di "gente" devo arguire che si tratta di docenti, laureati, specializzati, abilitati, insomma con tutte le carte in regola per svolgere il ruolo di insegnanti, secondo le leggi dello Stato Italiano. Magari con un compenso miserabile, magari lontano dalle proprie famiglie e dai propri ambienti, magari con mille problemi da risolvere a cominciare da quello della casa. Insomma precari, mala gente.
Oppure quella "gente" sono docenti che vengono dal sud, e al nord, oltre il lavoro, hanno anche famiglia, casa, vivono, o cercano di vivere, tranquillamente e magari votano anche lei e la Lega Nord. Ma hanno un solo capitale difetto, quello di non venire dal Nord.
Mi pare di capire che, secondo lei, le persone (non la gente) hanno valore in relazione al luogo geografico, anzi al punto cardinale, dal quale vengono, o provengono?. Certo, far parte di un governo in cui con la ministra Gelmini e il ministro Brunetta tuonano ogni giorno merito, merito! deve crearle un qualche imbarazzo, perché essi non sono d'accordo con lei, a quanto pare. A meno che merito e Nord non siano sinonimi. Allora in tal caso non resta che dichiarare apertamente che il merito risiede per natura e per gene solo ed unicamente nella "gente" che viene dal Nord, o è del Nord?. Perché chi viene dal Sud sa solo "bastonare" chi fa le tesine su Cattaneo. Ma io mi chiedo: seguendo la stessa logica la "gente" (sarebbero i docenti) del Nord dovrebbe per caso "bastonare" chi fa le tesine su Garibaldi,O su Benedetto Croce, Salvemini, Labriola, Pirandello, Quasimodo, Verga ecc. ecc...?
Ma sig. Bossi si rende conto delle "pirlate" che dice (mi scusi se mi concedo anch'io un po' di colore)? Non lo ha sfiorato nemmeno un po' il dubbio che magari il "suo" ragazzo che viene dal Nord è stato "bastonato" non per aver trattato di Cattaneo, ma per il merito e il modo in cui ne ha scritto? Ma dove vive, è mai entrato in una scuola per assistere agli esami di Stato? Evidentemente no.
Compito della scuola Italiana non è quello di "bastonare", ma di armarsi di santa pazienza e di spiegare a "gente" tipo il "suo" ragazzo, o tipo lei, come si studia, come si scrive, come si parla, come ci si comporta in società, anzi le critiche che il suo governo per bocca di diversi ministri rivolge alla scuola è proprio quella che non si "bastona" abbastanza. Credo, per esempio, che la ministra Gelmini boccerebbe senza se e senza, ma, senza rimandature e senza recupero, chi non conosce la lingua italiana ed usa in modo improprio termini come martoriare, gente, bastonare.
Lo so, il suo capo Berlusconi e tutto il suo governo in coro diranno, per giustificare le sue "pirlate": Bossi usa un linguaggio colorito, figurato, metaforico.
Un insegnate ribatterebbe: il colore del linguaggio espressivo, le figure, le metafore servono ad aprire la menti, non ad ottunderle, servono a potenziare le possibilità comunicative,(e quindi il rispetto) tra gli uomini, non a chiuderle.
Se poi lo stesso soggetto dice che bisogna bastonare i rom o gli immigrati, allora sorge il ragionevole sospetto che non si tratti di linguaggio colorito o di metafore, ma di violenza espressiva che istiga alla violenza materiale.
Tanti auguri sig. Bossi, a lei, al suo governo, ai suoi sostenitori.

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