Manovra finanziaria
Rosanna Vittori - 29-07-2008
E' ANDATA PERSINO PEGGIO DEL PREVISTO!

Lo scorso giugno, dopo un'intervista del Sole 24 Ore al neo ministro dell'istruzione, era scattato l'allarme:

TAGLI ALLA SCUOLA: A RISCHIO L'INTEGRAZIONE?

Titolavano alcuni giornali e siti specializzati.

La Gelmini, dichiarava che la manovra avrebbe previsto la riduzione di 70 mila cattedre e 40 mila posti di personale Ata, con un risparmio stimato di circa 3,2 miliardi di euro.
Ebbene, non è andata così.

La manovra finanziaria approvata con decreto blindato (con voto di fiducia!), furbescamente titolato "per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" prevede tagli alla scuola nel triennio 2009-2012 che raggiungono circa gli 8 milioni di euro. Un'enormità!
"La scuola - spiegò a giugno il ministro al quotidiano di Confindustria - è prima di tutto un servizio, di cui dobbiamo abituarci a misurare i costi, i benefici, la qualità, il grado di soddisfazione degli utenti e di coloro che vi lavorano.
Il ministro ignora alcune cose (se venisse dal mondo della scuola, magari se ne renderebbe conto). La scuola, prima di tutto, non può essere considerata semplicemente un servizio: è un'istituzione di primaria importanza in ogni paese che non abbia deciso di condannarsi al declino culturale ed economico. Servizi solo gli asili nido: anch'essi di sacrosanta importanza, ma c'è una notevole differenza.
Tagli ce li aspettavamo, ma un po' meno scriteriati. Ci saremmo aspettati una riforma del ministero, tanto per cominciare, una riduzione delle spese (tante!) destinate a mantenere una struttura centralistica ed iperbolicamente burocratizzata come quella del ministero dell'istruzione (il più elefantiaco in Europa) a vantaggio delle scuole diffuse sul territorio, cioè della cosiddetta autonomia. Non era per il federalismo la maggioranza che ci governa?
E invece con chi se la prende, dopo aver vistosamente tagliato agli enti locali (quindi anche una buona parte della spesa che questi enti sostengono per i servizi connessi alla scuola)?
Con i più deboli del sistema. Infatti, avremo classi sovraffollate dove disabili e stranieri saranno al massimo 'badati' (in barba al sacrosanto diritto allo studio ) da un personale insufficiente, per un numero di ore inadeguato e - ancora una volta - senza alcun obbligo di fare formazione (la quale ha un costo...e il ministro evidentemente non la ritiene importante). Avremo, poi, tagli a progetti che hanno dato qualità alle scuole, hanno offerto tempo (ad esempio il tempo pieno!) ulteriore allo studio, al recupero dei debiti e al sostegno degli studenti in maggiore difficoltà di apprendimento. Avremo una ripresa del ricco e clandestino mercato delle ripetizioni private. Si intavedono, poi, antichi spauracchi per i genitori dei disabili: "signora, venga a riprendersi suo figlio...l'insegnante di sostegno è malata e non ci sono supplenti".
Sciocca Italia che taglia sul futuro e sulla conoscenza.... Triste Italia che dimentica i più deboli...

Fonte: Camera dei Deputati


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