Da Berlinguer alla Gelmini (e Aprea)
Corrado Mauceri - 21-07-2008
UNA PROGRESSIVA PRIVATIZZAZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO

Quanto prima il Parlamento esaminerà il ddl n.953 presentato dall'On. Aprea (Pdl) "Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educative delle famiglie nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti", che rappresenta il punto di arrivo di un progressivo processo di privatizzazione del sistema scolastico.

Il titolo già indica le tre direttrici del disegno di legge che sono:

a) definitiva destrutturazione del sistema scolastico statale e consolidamento di un sistema di istituzioni scolastiche, preferibilmente trasformate in fondazioni, con una forte caratterizzazione localista;

b) abolizione del primato della scuola statale e diritto di scelta da parte delle famiglie tra scuola pubblica (non più statale) e scuole private e quindi parità piena tra scuole pubbliche e scuole private;

c) aziendalizzazione delle scuole e superamento della unicità della funzione docente.

Il ddl Aprea porta a compimento il processo di un'autonomia parcellizzata delle singole istituzioni scolastiche e si accentua il loro carattere aziendalistico; difatti si prevede la tipica organizzazione aziendale con i consigli di amministrazione nella forma della cogestione ( rappresentata dai genitori, degli insegnanti, degli studenti nelle scuole superiori, degli Enti Locali ed esperti non meglio qualificati) e con un dirigente cui è attribuita la gestione unitaria dell'istituzione e la piena responsabilità dei risultati.
Peraltro il ddl, eliminando ogni residua ambiguità, prevede la trasformazione delle istituzioni scolastiche in fondazioni "con la possibilità di avere partner che ne sostengano l'attività, che partecipino ai suoi organi di governo e che contribuiscano a raggiungere gli obiettivi strategici indicati nel piano dell'offerta formativa".
L'Aprea realizza il disegno che avevano prefigurato alcuni autorevoli esponenti del centro-sinistra (oggi già tutti nel PD) e cioè lo Stato deve dettare le norme generali e non occuparsi della gestione delle scuole che può essere quindi affidata o a fondazioni o ad istituti religiosi.
Il secondo e logico passaggio è che in un sistema scolastico pubblico e non più statale, formato da istituti statali, fondazioni e scuole private paritarie deve essere garantita alla famiglie il diritto di scelta tra le possibili offerte; ovviamente è implicito che a questo punto il divieto costituzionale "senza oneri per lo Stato" non avrà più alcun senso.
L'aziendalizzazione del sistema scolastico comporta infine una più accentuata "privatizzazione " del personale della scuola ed in particolare del personale docente che sarà assunto sulla base di concorsi indetti dalle singole istituzioni in base alle specifiche esigenze, anche localiste e con una parcellizzazione della stessa funzione docente; si prevedono difatti tre diversi livelli; docente iniziale, docente ordinario e docente esperto. Ovviamente ai diversi livelli di carriera corrispondevano anche diversi livelli retributivi.
Questo in sintesi è quanto prevede il ddl Aprea: la fine della scuola della Costituzione; le forze della sinistra, le organizzazioni sindacali e professionali, riusciranno ad evitare tatticismi e difese di ufficio di scelte sbagliate per mobilitare tutti per una scuola statale laica e democratica?
E' necessario sperarlo.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 C66    - 21-07-2008
Direi che sperarlo sia una pia illusione, specialmente dopo aver ricordato come ad avviare questa trasformazione non sia stata certo la destra.
Il centrosinistra non risulta aver sconfessato l'operato di Berlinguer (infilato di nuovo nel settore scuola all'epoca Fioroni) e di Bassanini, e questo per tacer della bicamerale con cui ha messo mano a riforme quantomeno discutibili di quella Costituzione di cui ora dovrebbe ergersi a paladino: credere che l'elettorato si dimentichi di questi "piccoli dettagli" significa credere di poterne insultare impunemente l'intelligenza.

 Carla Andreolini    - 21-07-2008
E' triste riconoscerlo, ma da tempo l'ho riconosciuto ... le cose stano così e tutto è cominciato con il ministro Berlinguer!
E' triste e tremendo nello stesso tempo!
Cecità? Ignoranza? O progetto consapevole , quello di operare nella direzione del cosiddetto NEOLIBERISMO ECONOMICO? Quello di servire su un piatto d'argento l'istruzione ai privati , e alla loro brama di profitti, con la conseguenza di distruggere quel poco che è rimasto di buono nella scuola italiana? Sì perchè qualcosa nonostante le riforme è rimasto, molti insegnanti e dirigenti hanno lavorato per limitare i danni di queste riforme .
Aggiungo che anni fa ho partecipato, per ben a due anni, alla formazione per avviare il progetto qualità EN UNI ISO nella scuola dove lavoro (qualità coerente con il fare della scuola un business ), volevo capire... Poi ho abbandonato tutto; perchè? Già all'inizio avevo provato una certa REPULSIONE di fronte alla parola CLIENTE che sostituiva il termine studente; i formatori e i colleghi mi dicevano: è solo una questione di parole, non formalizzarti, non fermarti di fronte ad una parola che non ti piace!
MA LE PAROLE SONO IMPORTANTI perchè etichettano dei concetti! E il concetto di CLIENTE ha senso in una scuola dove l'istruzione non è un diritto ma una MERCE!
Ripeto, e vorrei URLA RLO, ciò che è scritto nel messaggio di C. Mauceri: le forze della sinistra, le organizzazioni sindacali e professionali, riusciranno ad evitare tatticismi e difese di ufficio di scelte sbagliate per mobilitare tutti per una scuola statale laica e democratica?
Triste ma non rassegnata vi saluto tutti!
saluti Carla A.

 Paolo Fasce    - 05-08-2008
A tutela della Scuola di Tutti, il Comitato Precari Liguri ha prodotto un documento che è stato sottoscritto da più di 1200 persone ed è aperto alle sottoscrizioni di privati e associazioni, gruppi, sindacati...
Trovate tutto a questa pagina:
www.paolomalerba.it/precariamente/