Privacy e soldi
Francesco Masala - 21-07-2008
C'era una volta una scuola nella quale tutti i lavoratori guadagnavano solo quello che diceva il CCNL, i docenti parlavano tra di loro, si scambiavano idee e iniziative, e ogni studente aveva la sua pagella e all'affissione dei quadri tutti sapevano i risultati propri e dei compagni. Era troppo semplice? Adesso abbiamo una scuola nella quale i lavoratori guadagnano, grazie al fondo d'istituto, progetti, IFTS, e chi più ne ha più ne metta, cifre diverse. Risultato che vedo, è sempre più difficile parlare fra colleghi, c'è chi guadagna il 10, il 20, il 30,il 40% in più dello stipendio contrattuale, per attività che chiamano aggiuntive, ma sempre più spesso sono sostitutive delle ore d'insegnamento, o, nella migliore delle ipotesi, dell'impegno legato alle ore d'insegnamento. In più questi colleghi, anche per (volute?) ambiguità contrattuali, si appigliano alla privacy, per cui è sempre più difficile capire quanto prende un collega e per quali motivi, pur essendo soldi pubblici, e per ottenere questa trasparenza occorre passare dai tribunali, quando il Ds sostiene la privacy, forse sarà questa la semplificazione. Ma la privacy sta facendo sempre più danni fra gli studenti, da qualche anno non si possono sapere pubblicamente i voti dei respinti, poi neanche quelli degli studenti con debiti, poi i voti degli ammessi e non ammessi all'esame di stato, adesso non si può sapere pubblicamente il voto dei diplomati, temo che a breve non potrò in classe dire i voti delle verifiche agli studenti, se non a ciascuno il suo. Eppure questa pubblicità dei numeri è parte integrante, secondo me, del processo di crescita e responsabilizzazione degli studenti, oltre che fattore di democrazia e conoscenza.
Non vorrei esagerare o fare mitologia, ma 15-20 anni fa la scuola era un luogo di confronto e collaborazione, adesso sta sempre più diventando un luogo dove si stanno creando autistici e soggetti autoreferenziali, sia tra lavoratori che tra studenti. Abbiamo migliorato?

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 C66    - 25-07-2008
Abbiamo peggiorato, e sarebbe ora di affermarlo con forza e con chiarezza; fino a 15 - 20 anni anni fa la scuola, al riparo da logiche clientelari e carrieristiche, rappresentava il luogo di lavoro ideale per chi aveva ideali ed aspirazioni diverse da quelle degli yuppies sgomitanti, ora è tutto un proliferare di furberie, servilismi, meschinità d'infima lega e i risultati si vedono, sia nella preparazione degli che nel loro senso civico medio: si educa con l'esempio e l'esempio che dà la scuola di oggi è quello del meretricio intellettuale eretto a sistema.