Il ministro Gelmini bocciata in Storia ed Educazione Civica ...
Stefano Lonzar - 09-07-2008
E' fonte di grave preoccupazione e sdegno la decisione avanzata dal ministro Maroni di identificare le persone appartenenti alla popolazione Rom e Sinti, presente in Italia, anche attraverso la rilevazione delle impronte digitali ai bambini. Un'odiosa pratica avviata a Napoli, dove sono già una cinquantina i Rom minorenni (ma tutti over 14) identificati attraverso le impronte digitali, a Milano, dove ne sono stati controllati 165, e che dal 10 luglio prenderà avvio anche a Roma; un'azione indegna, di un paese civile come l'Italia, che sta a testimoniare del lento ma progressivo affermarsi, nella politica dell'attuale Governo, di una cultura xenofoba e di discriminazione razziale.
Come operatori della scuola pubblica, di quella scuola che dagli anni '60 in poi si è venuta connotando come luogo di accoglienza, di integrazione, di affermazione delle diversità nella solidarietà, ci saremmo aspettati, come minimo, un atteggiamento diverso da parte del Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, una presa di distanze, il desiderio di discutere misure inique ed assurde quali prendere le impronte a dei bambini... ma ciò non è accaduto!
Forse il ministro (insieme ai sodali di governo) non ricorda che proprio settanta anni fa, in Italia, le obbrobriose leggi razziali presero avvio da una semplice identificazione di massa dei cittadini ebrei e che anche allora, come oggi, la motivazione addotta per avviare le procedure di schedatura su base etnica e religiosa fu quella di "tutelare" la minoranza in questione?
Forse il ministro (insieme ai sodali di governo) pensa che siano stati aboliti gli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione, lì dove si riconoscono e si garantiscono i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia come comunità e si riconosce pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali?
In un paese quotidianamente ferito da enormi sacche di illegalità organizzata come camorra, n'drangheta, sacra corona unita e mafia, offeso da una casta di burocrati politico-sindacali attenti più ai loro interessi che non a quelli della comunità, obnubilato da una pericolosa latitanza di dibattito, discussione e pensiero critico; in un paese dove di giorno in giorno aumenta il prezzo dei beni di prima necessità, la precarietà dell'impiego e l'insicurezza sul lavoro si fanno sempre più manifesti, si smantellano progressivamente i diritti acquisiti alla salute, al lavoro, alla pensione, alla casa, la priorità sembra essere quella di schedare Rom e Sinti, anche perché tale soluzione risulta la più facile da adottare e da fornire, come effetto placebo e propaganda, agli egoismi individuali e alle paure indotte nella nostra attuale società !

Queste proposte trattano la questione nomadi come un'emergenza, quando, invece, (e chi opera in settori strategici come la scuola lo sa bene) è ancor più necessario sviluppare a livello nazionale una politica di integrazione ed inclusione per i bambini ROM (e non solo Rom) che garantisca loro, di frequentare la scuola, di vivere in condizioni dignitose, di essere rispettati in quanto esseri umani. E' gravissimo che ad essere al centro di questa odiosa campagna siano bambini ai quali, anziché dignità e garanzia di una vita migliore, le istituzioni riserverebbero la schedatura preventiva, trattandoli da criminali solo perché appartenenti ad una etnia già emarginata dai più, negando loro il dovuto rispetto (ancora) garantito dalla Costituzione.

Per le suddette ragioni l'UNIcobas Scuola partecipa al SIT-IN del 10 LUGLIO '08 h. 9.30 davanti alla PREFETTURA di Roma P.zza SS. APOSTOLI, tappa fondamentale e necessaria per la costruzione insieme della grande manifestazione nazionale antirazzista che si terrà sempre a Roma il 4 ottobre 2008.

NO ALLE IMPRONTE DIGITALI
A FAVORE DELLE IMPRONTE SOLIDALI


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