breve di cronaca
Sugli insegnanti di sostegno non c'è nessuna idea
Superabile - 01-07-2008
Il commento di Letizia De Torre, ex sottosegretario alla Pubblica Istruzione: "Quei tagli sono odiosi, ma non è questione di tagli. Si tratta di capire quali sono le reali intenzioni del nuovo governo a proposito della scuola pubblica e in particolare quali sono le politiche che saranno realizzate nel campo della scuola dell'inclusione degli alunni disabili"


ROMA - "Quei tagli sono odiosi, ma non è solo una questione di tagli. Si tratta di capire quali sono le reali intenzioni del nuovo governo a proposito della scuola pubblica e in particolare quali sono le politiche che saranno realizzate nel campo della scuola dell'inclusione degli alunni disabili. Un modello che tutti ci invidiano nel mondo rischia di andare in frantumi ". E' questo il giudizio di Letizia De Torre (Pd), ex sottosegretaria alla Pubblica Istruzione e ora membro nella Commissione cultura della Camera a proposito dei tagli annunciati dal ministro Gelmini. Tutto il sistema scolatisco pubblico viene rimesso in discussione, ma per quanto riguarda la disabilità gli effetti delle politiche annunciate possono essere ancora più gravi. "Noi avevamo avviato un grande lavoro di razionalizzazione - spiega Letizia De Torre - perché è vero che ci sono regioni che hanno tanti insegnanti di sostegno e regioni che sono in sofferenza. I corpo insegnanti viene impiegato male e la nostra analisi nel Libro Bianco (che ora il ministro Gelmini mi pare utilizzi come base) era precisa e dettagliata. Ma un conto è la razionalizzazione delle risorse, un conto sono i tagli indiscriminati che rischiano di mettere in ginocchio tutto il sistema. Anche per gli insegnanti di sostegno non c'è nessuna idea. Invece di valorizzare le esperienze e modificare le distorsioni (ci sono stati casi di insegnanti di sostegno utilizzati come docenti di italiano per i bambini immigrati), si taglierà nel mucchio. Eppure il nostro modello di scuola integrata è studiato e invidiato in tutto il mondo".

L'ex sottosegretario ricorda che il governo precedente aveva già realizzato una parte del lavoro di razionalizzazione degli sprechi e delle inefficienze. Dopo il tavolo di lavoro, si era arrivati alla Conferenza unificata Stato-Regioni che aveva preso degli impegni precisi nell'ambito della scuola e della scuola dell'inclusione in particolare. "Avevamo preso l'impegno di verificare la situazione regione per regione e provincia per provincia - dice De Torre - si trattava di verificare il rapporto reale tra alunni disabili e insegnanti di sostegno per coprire i tanti buchi che magari ci sono e sfoltire laddove si poteva riscontrare un eccesso. Ma con il nostro lavoro l'Italia era tornata ad essere un esempio di eccellenza nel campo della scuola dell'inclusione. Ora c'è il rischio serio che si smobiliti tutto e che le distorsioni,. invece di essere corrette e superate, vengano accentuate, in particolare tra regione e regione".

Paolo Andruccioli

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