A proposito della schedatura dei bambini ROM ...
Carla - 24-07-2008
Ci sono cose che vengono prima di altre. Per questo spostiamo qui le parole di ferma protesta che Carla ci ha inviato qualche giorno fa. Parole cui ne sono seguite altre, tutte connotate dalla stessa repulsione morale che condividiamo appieno.
Ogni giorno saranno le prime parole che ogni cittadino o cittadina potrà leggere, e a cui potrà far seguire l'espressione del proprio disgusto per scelte che mirano a calpestare diritti e senza raccontare in modo convincente perchè.
Ci interessa molto la sicurezza, ma vorremmo capire di chi e per chi. Chiediamo troppo? Red



Oggi ho sentito, e letto, che il leghista Maroni intende schedare i bambini ROM, ma lui dice , non si tratta di una schedatura bensì di un CENSIMENTO!

Vorrei ricordare che le leggi razziali - razziste del 1938 sono state precedute da un censimento degli italiani di religione ebraica ...

Mamma mia, ma in che Italia stiamo vivendo!

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Silvia    - 27-06-2008
Siamo tutti Rom, facciamo come re Cristiano di DANIMARCA: lui e il suo popolo si misero la stella gialla in favore degli Ebrei, contro Hiler e qualsiasi tipo di persecuzione razziale nazifascista

 da A.n.e.d.    - 28-06-2008
…e allora prendete anche le nostre impronte





Oggetto: Comunicato in merito al disegno di legge sulla schedatura dei Rom e Sinti





L’A.n.e.d. (
Associazione nazionale ex deportati
) di Roma esprime la più sentita riprovazione per il disegno di legge,che prevede la schedatura dei Rom e Sinti presenti sul territorio italiano, tramite la rilevazione delle impronte digitali come in uso per i criminali. Il provvedimento è particolarmente odioso e inaccettabile, perché rivolto anche ai bambini e a tutti i minori che, finora, anche se privi di documenti, hanno potuto frequentare la scuola pubblica del nostro paese. Il progetto di schedatura è, oltretutto, in totale contrasto con la Convenzione Internazionale per i Diritti del Fanciullo promulgata nel 1989 dall’O.N.U. e ratificata dallo Stato italiano.



Tale provvedimento richiama procedure di schedatura razzista utilizzate dai regimi nazifascisti durante il secolo scorso, per costruire archivi che miravano alla individuazione, emarginazione, concentrazione e conseguente deportazione di ogni minoranza e diversità.



Nel caso che questo provvedimento venisse approvato, l’intero Consiglio direttivo dell’Aned di Roma, chiede di essere schedato insieme ai Rom.





Aldo Pavia (Presidente)

Vera Michelin- Salomon (Vicepresidente)

Maurizio Ascoli

Stefano Batori

Sara Contardi

Grazia Di Veroli

Pupa Garribba

Eugenio Iafrate

Erminia Licitri

Rosa Melodia Scicchitano

Mirella Stanzione

Piero Terracina

Antonella Tiburzi

Claudia Zaccai


 Adalberto Ricci    - 29-06-2008
Una cosa è certa, se davvero questo orrore accadesse non possiamo stare solo a protestare. Occorre - secondo me - scendere in piazza chiedendo pubblicamente che vengano prese le impronte a tutti i cittadini. Si tratta di una provocazione? Non lo so, cominciamo ad organizzare questa richiesta, raccogliendo firme e manifestando, poi si vedrà

 da Articolo 21    - 29-06-2008
Se questo è un bimbo! (Un Governo nemico dei bambini…)

di Tania Passa

Immaginate la scena….. avete accanto a voi Enrichetto e Francesco , improvvisamente due dell’esercito mandato in strada da La Russa ve li strappano via, perchè sono figli di due vostri amici Rom e gli prendono quindi forzatamente le manine per spingere le dita piene di colori sul tampone per l’inchiostro.
Tutta la vita Enrichetto e Francesco lo ricorderanno e tutto questo perché la destra al Governo voleva far sentire più sicuri gli italiani.
Pochi giorni fa’ il Governo con il decreto sicurezza all’art.2 introduceva una disposizione che concentrerà la competenza dei moltissimi procedimenti contro la pedofilia on line nelle già intasatissime procure antimafia.
Oggi il Ministro Maroni fa’ sapere al Paese che si prenderanno le impronte ai bimbi rom.
Ma l’Italia dalle mille risorse ha sempre uno Stato nello Stato , infatti nelle stesse ore il prefetto di Roma Carlo Mosca, commissario governativo per i nomadi per il Lazio, fa sapere che nel censimento che sara' fatto nei campi della Capitale, non fara' prendere le impronte digitali ai bambini rom. E' quanto il rappresentante del governo nella capitale ha detto oggi davanti ad un gruppo di studenti della facolta' di giurisprudenza dell'universita' Roma Tre in una lezione su 'I cittadini e il prefetto'.
'Cosi' come non si prendono le impronte digitali per il passaporto ai minori italiani cosi' non si vede il motivo per cui bisogna farlo con i bambini rom', ha detto il prefetto rispondendo ad un giornalista che, al termine dell'incontro, si e' alzato in piedi nell'aula e gli ha fatto una domanda sulla schedatura ai bambini rom.
Intanto nella Napoli tanto criticata per l’immondizia un gruppo di persone composto da una decina di attivisti del 'comitato antirazzista' ha esposto uno striscione di protesta sotto Palazzo Reale in occasione della visita del presidente Giorgio Napolitano. 'Leggi razzista - schedatura etnica: presidente, perche' non fai niente?', era scritto sullo striscione.
'E' stata un'iniziativa contro la volonta' di procedere alla schedatura etnica di migliaia di cittadini e bambinirom. Una forma di razzismo istituzionale in un decreto incostituzionale anche per il 'reato di immigrazione' e 'l'aggravante di clandestinita', che rompe l'uguaglianza di fronte alla legge. Da qui la nostra protesta/appello al presidente della Repubblica .

Se qualcuno di voi ha letto “ se questo è un uomo” sappia che le atrocità raccontate valevano anche per i Rom che insieme a disabili e omosessuali furono perseguitati, uccisi e umiliati con gli ebrei.
Verrebbe da dire “a volte tornano”

 claudia fanti    - 29-06-2008
Segnalo questo articolo di Alessandro Robecchi.

Roma , 29/06/2008
I delinquenti fuori e i bambini dentro
--------------------------------------------------------------------------------
di Alessandro Robecchi - Il Manifesto


Il Manifesto - domenica 29 giugno 2008

I delinquenti fuori e i bambini dentro

di Alessandro Robecchi

Riassumiamo. Da anni ci frantumano gli zebedei che i delinquenti sono liberi mentre le brave persone sono chiuse in casa terrorizzate. Da anni e anni non c'è sera che ogni telegiornale non ci ripeta questa solfa. Così abbiamo visto i paladini della tolleranza zero vincere le elezioni in carrozza e qualche manigoldo di sinistra prendersela con i lavavetri o i venditori di borsette false. Eleganti direttori di giornali sono andati in tivù a dire: eh, la paura percepita! Poi tornavano ai loro giornali a lavorare alacremente per farne percepire di più. Un fortunato libro sulla «casta» ha denunciato schifosi privilegi tirando anch'esso la volata al nuovo governo law & order, che come prima decisione rende impunibili i più alti vertici della casta.
Tra la gente, nei discorsi di tutti i giorni, alcune fantasiose varianti sul tema sicurezza: e se la violentata era tua sorella? Se la vecchietta scippata era tua madre? Se il pirata della strada investiva tuo figlio? A coronamento di cotanta propaganda, la proposta del governo presieduto dall'editore di quegli stessi telegionali che hanno disseminato paura a piene mani, è di bloccare i processi per tutti i reati punibili con meno di dieci anni avvenuti prima del giugno 2002.
Dunque se la violentata era tua sorella, la scippata tua madre e l'investito tuo figlio - ma prima del giugno 2002 - la certezza della pena puoi infilartela in quel posto tipo l'ombrello di Altan. Per il solo fatto che il capo del governo ha un processo in corso, migliaia di delinquenti rischiano di farla franca. Solo sei mesi fa avremmo visto titoloni roboanti in tutti i tg del regno, scandalo, raccapriccio, dove andremo a finire, che vergogna, la gente ha paura e i delinquenti sono impuniti! Conduttori con gli occhi fuori dalle orbite, indignati speciali, strali e anatemi. Oggi la certezza della pena non tira più. E non c'è stupratore, rapinatore o scippatore - ante 2002 - che non si trovi d'accordo con il governo della tolleranza zero. Ma i bambini rom possono lasciare qui le impronte, grazie. Sapete, è per la sicurezza.




 ilaria ricciotti    - 29-06-2008
Mi preoccupa moltissimo questo xenofobo provvedimento, ma mi preoccupa altrettanto moltissimo il fatto che in giro la gente non ne parli e non lo percepisca come un gravissimo attacco ad un'etnia ed ai diritti universali dell'uomo. Difatti non sento uscire dalla bocca della gente, almeno qui dove vivo, che la schedatura dei bambini rom sia da rigettare al mittente. Anche se con un enorme rammarico, spero che ciò avvenga soltanto da me. Eppure vivo in un paese di centro sinistra!

 claudia fanti    - 29-06-2008
E ancora segnalo un articolo di Marco Revelli

Manifesto: Retoriche del disumano 29-06-2008 Marco Revelli
Dunque, le cose stanno così.
C'è un piccolo numero di persone, quelle che stanno in alto, più in alto di tutti, dichiarate per legge al di sopra di ogni giudizio. Investite, in quanto tali, per ciò che sono non per ciò che possono aver fatto, del privilegio dell'impunità. E ce ne sono altre, più numerose, ma razzialmente delimitate, separate dai buoni cittadini da un confine etnico - quelle che stanno in basso, più in basso di tutti, considerate invece, per legge, in quanto tali, per ciò che sono, non per ciò che possono aver fatto, colpevoli. Almeno potenzialmente. Pre-giudicate.
Alle prime non si guarderà mai in tasca, anche se fossero colte, per un accesso di cleptomania, in furto flagrante; alle seconde si prendono fin da bambini le impronte digitali, le si fotografano, perquisiscono, spostano, schedano e controllano senza limiti, come appunto con i delinquenti abituali, o per natura.
Questa è oggi, sotto il profilo giuridico e politico, l'Italia. In un solo consiglio dei ministri i due estremi che definiscono i nuovi confini sociali e morali della costituzione materiale della «terza repubblica» sono stati mostrati a tutti, come in un'istantanea.
In pochi mesi, in nome dell'ammodernamento e dell'innovazione nell'arte del governo, abbiamo abbattuto ad uno ad uno alcuni dei pilastri fondamentali della modernità, a cominciare dall'universalismo dei diritti. Dal principio dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Dal carattere personale della responsabilità giuridica. L'immagine che offre oggi il Paese è quella di un ritorno brutale, rapido, in buona misura inconsapevole, ma devastante, alle logiche di una società di caste: universi sociali separati e gerarchicamente sovrapposti. Signori, e servi. Eletti, e paria. Uomini, e topi.
È un'immagine inguardabile. Dovrebbe produrre un moto istintivo di disgusto, repulsione, vergogna, in chiunque si sia formato nell'orizzonte di valori di una sia pur debole e moderata democrazia. Invece non è così. Inutile nascondercelo: lo scandalo è tale solo per pochi. Tace miseramente - miserabilmente - quell'ombra di opposizione che non rinuncia a credersi e a fingersi governo senza più esserlo. Tacciono pressoché tutti gli opinion leaders (quelli che magari si commuovono per Obama, ma lasciano correre sulla schedatura del popolo rom). Con poche, nobili per questo, ma limitatissime eccezioni. Tace, e in qualche misura acconsente, anche quell'opinione pubblica fino a ieri considerabile «di sinistra», socialmente sensibile, «politicamente corretta»... Tace, magari soffre, ma tace. Per varie ragioni.
Perché questo ritorno in buona misura irrazionale al pre-moderno, all'imbarbarimento dello stato di natura, è argomentato con ragioni «pragmatiche», tecniche, efficientistiche, in qualche misura a loro volta «moderne»: perché «serve». Perché «funziona». Perché bisogna «fare».
Maroni non è Goebbels (non ne possiede né il fanatismo né la cultura): non tratta i rom come untermenschen - sottouomini - per ragioni «genetiche», ma per ragioni «pratiche».
Non perché sono razzialmente «inferiori», ma perché razzialmente disturbano i suoi elettori. La nuova segregazione razziale ha il volto dell'imprenditore brianzolo dai metodi spicci ma efficaci, non più quello dell'ideologo berlinese della razza ariana. E d'altra parte in un universo sociale sempre più complesso e indecifrabile, pagano le semplificazioni estreme: la logica atroce del «capro espiatorio».
Ma soprattutto la proposta indecente che viene dall'alto trova consenso nella società che sta in mezzo - nel grande ventre molle di quelli che cercano faticosamente di restare a galla nella crisi che cresce senza affondare sotto la soglia di povertà - perché in tempi di deprivazione le «retoriche del disumano» hanno un devastante potenziale di contagio. Chiamo con questo nome le forme del discorso che negano un tratto comune di umanità a una parte dell'umanità. Che con espedienti retorici pongono un pezzo di umanità al di fuori dell'umanità. Che appunto, in forma diretta o indiretta, tracciano un confine tra uomini e non-uomini, producendo un dispositivo di esclusione e segregazione. Che separano le persone da trattare «come persone» e quelle da trattare «come cose». E in alcune circostanze è drammaticamente gratificante, o comunque rassicurante - per chi è sempre più incerto sulla propria identità e sulla propria condizione sociale, per chi teme di «scendere» o di «cadere» -, essere riconosciuti «come persone» per differenza da chi tale non è. Godere del privilegio di appartenere alla categoria degli «uomini» per differenza da altri, da questa esclusa. Si troverà sempre un imprenditore politico spregiudicato, pronto a quotare alla propria borsa questa risorsa velenosa, ma potente. Questo acido sociale, che scioglie il timore sul proprio futuro in rancore e in consenso.
Questo accade oggi in Italia. La deprivazione economica e sociale che colpisce una fascia crescente di popolazione, si converte in deprivazione morale, in un quadro sociale ed economico che vede diventare sempre più intoccabile chi sta in alto (sempre meno redistribuibili le grandi ricchezze), e sotto la spinta di una retorica politica non più contrastata. Di un ordine patologico del discorso che non trova più anticorpi, perché le culture democratiche di fine novecento si sono consumate, nell'agire sconsiderato di un ceto politico a sua volta impegnato prevalentemente a salvare se stesso dal naufragio. Per chi non ci sta, si apre un periodo di sofferenza e responsabilità. Di secessione culturale. Una condizione da esuli in patria. Da apolidi. Per questo la tentazione di mettersi in coda, davanti alle Prefetture, per pretendere che siano rilevate anche a noi le impronte digitali, è grande. Non tanto per solidarietà. Ma perché siamo noi più che loro - i quali in grande misura sono cittadini italiani a tutti gli effetti e risiedono stabilmente sul territorio da decenni - i veri nomadi.

 ilaria ricciotti    - 29-06-2008
Da un sondaggio del "Corriere della sera" risulta che il 61% della gente ha votato a favore del provvedimento.
Anche se il dato non rappresenta milioni di italiani è comunque un dato allarmante.
Se all'estero dicono che stiamo diventando xenofobi, a mio avviso è vero.
Questa non è più l'Italia di tanti anni fa.

 claudia fanti    - 29-06-2008
Contributo inserito il 27/06/2008 in Proteo Fare Sapere


Le impronte di Maroni

“Non è una schedatura etnica, bensì un censimento che servirà a garantire a chi ha il diritto di restare nei campi,di farlo in condizioni dignitose ”ha dichiarato Maroni.
“Verrebbe da proporgli, per rispettare il diritto all’uguaglianza di tutti i bambini, di schedare allo stesso modo tutti i bambini italiani,anche perché il 37% dei rom sono italiani ” ha replicato Unicef Italia
E se all’inizio del nuovo anno scolastico facessimo trovare nelle scuole tutti i bambini con indosso una maglietta che riproduce una impronta digitale,cosa succederebbe?
Interverrebbe l’esercito per passare al vaglio un polpastrello alla volta di ogni bambino ? E Sara, che si ciuccia il pollice da sei anni, sarebbe considerata resistente alla legge, visto che il suo comportamento potrebbe essere giudicato un tentativo “infantile” di sottrarsi ai controlli?
“C’è un razzismo latente nella cultura italiana, dovuto purtroppo ad un’insufficienza culturale ”ha detto Amoz Luzzatto che ha provato, da bambino, cosa vuol dire essere segnato a dito.
Ma adesso che il razzismo non è più tanto latente sarebbe ora di rendere palese anche l’antirazzismo che c’è nella cultura italiana. Passare dalle parole ai fatti. Dimostrare in modo plateale e di massa che non si è d’accordo. Gesti semplici fatti dalla gente semplice (i capi politici o gli intellettuali famosi sono tutti al mare o tacciono).
Penso, ad esempio, a tante mamme e papà che in una pubblica piazza prendono le impronte ai loro bambini e le mandano ai prefetti smaniosi di esercitare la carica di commissario straordinario all’emergenza nomadi.
Per le leggi speciali del ’38 abbiamo dato la colpa ai tedeschi, questa volta a chi daremo la colpa a Sarkozy? O alla direttiva UE sull’immigrazione?
Ai bambini rom, come a tutti i bambini, basterebbe garantirgli le migliori condizioni per frequentare con successo la scuola. L’attuale governo sta prendendo impegni a questo proposito per il prossimo triennio; nelle 80 pagine del DPEF promette di eliminare 150.000 insegnanti dalle scuole pubbliche, con un risparmio di 8 miliardi di euro. Allora sì che sarà facile, in classi o sezioni da 28/30 bambini,costringere i genitori rom ad aggiungere i loro figli per non perdere la patria potestà! Chi non è d’accordo si faccia avanti, lo faccia sapere nel modo più clamoroso che la dignità di cittadino gli suggerisce. Altrimenti è inutile ripetere “giù le mani dalla Costituzione!” non passa giorno che qualcuno dei suoi principi venga messo sotto i piedi, se davvero ci teniamo ancora a questa carta vecchia di 60 anni, dobbiamo farci sentire. Altrimenti come dice il poeta: ”Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto più nessuno a protestare.”

Arturo Ghinelli

 Irene Baule    - 02-07-2008
Sì, va bene, purché poi non siamo noi i primi a storcere il naso quando li assegnano alla nostra classe, quando ci chiedono qualcosa di più che uno sguardo pietoso...

Da più di 20 anni siamo AMICI di una famiglia Rom, e vi assicuro che nel bene e nel male queste persone ci sono sempre state vicine, più dei nostri stessi parenti...

La vera amicizia e la vera condivisione è quando ci si sente pari, ma davvero pari... se no, e lo dico con dispiacere, Maroni può essere consderato criminale ma almeno non è ipocrita

Irene da Alghero

 Doriana Goracci    - 03-07-2008
Mi rendo conto che è poca cosa ma anche questa goccia può servire...vi invio la petizione che mi è appena arrivata dal sito
http://www.habitants.org, in fondo il link per firmare, inoltrate per favore...
Doriana

_________________

*With the support of the International Alliance of Inhabitants*
http://eng.habitants.org

*PETITION* -- *PETICIÓN -- PETIZIONE**


*Italiano*


*NO alla schedatura etnica dei Rom, con o senza impronte digitali
*
Il ministro dell'interno italiano, il leghista Roberto Maroni, ha
annunciato recentemente la sua intenzione di procedere con il rilievo delle impronte digitali dei Rom che si trovano in Italia, compresi i bambini. Con deplorevole cinismo, giustifica questa misura discriminatoria con la necessità di proteggere i minori!

Firmate la petizione contro la schedatura etnica dei Rom e impedite il ritorno della peste bruna !

**********************************************************
*
http://www.petitiononline.com/08041971/petition.html

 da Asca.it    - 03-07-2008
ROM: MARONI, LUGLIO E AGOSTO CENSIMENTO. DA SETTEMBRE SCOLARIZZAZIONE

(ASCA) - Roma, 2 lug - ''Il programma di scolarizzazione e' in studio con il ministro della Pubblica Istruzione.

Utilizziamo luglio e agosto per l'identificazione e dopo il programma di scolarizzazione''. Cosi' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo al Question Time alla Camera sugli orientamenti del Governo in relazione ai mezzi di identificazione dei minori rom e alle misure a tutela dei minori che vivono nei campi nomadi. ''Si tratta di un'ordinanza di protezione civile firmata dal presidente del Consiglio il 30 maggio scorso. Le polemiche degli ultimi giorni sono infondate e strumentali. Non c'e' nessuna violazione delle norme europee e delle carte dei diritti dei minori, c'e' invece la necessita' di procedere all'identificazione di chi vive negli oltre 700 campin nomadi abudisivi in italia per dare identita' soprattutto ai minori.

Non c'e' nessuna schedatura, ma un censimento che identifichi i minori. Il suggerimento di procedere a un programma di scolarizzazione e' una norma gia' contenuta nell'ordinanza, dove oltre al monitariggio dei campi si prevede la realizzazione dei primi interventi per garantire i livelli minimi delle condizioni sociali e sanitarie nei campi, interventi per favorire l'inserimento e l'integrazione sociale, il monitaroggio di iniziative per favorire la scolarizzazione e l'avviamento professionale. Mi pare che l'iniziativa del Governo sia lodevole e vuole da una parte porre fine all'indecenza e dall'altra parte favorire la sicurezza dei cittadini italiani e dei minori che vivono nei campi''.


 Carla    - 12-07-2008
Da quando ho dichiarato la mia indignazione tramite fuoriregistro, molti hanno scritto CONTRO le iniziative del governo nei confronti dei ROM.
E' CONFORTANTE!

Tra i tanti articoli letti vorrei segnalare quello di PIERO IGNAZI ( 17 luglio - l'espresso)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2032904
ruvido, realistico, ma...
saluti Carla

 Pierangelo Indolfi    - 24-07-2008
Razzismo, dal manifesto alle impronte rom

l'Unità online 19.7.2008

Abbiamo letto e riletto tante volte, in questi decenni resi liberi dalla distruzione del fascismo e razzismo, dal sangue dei partigiani, dalle rivisitazioni angosciate del Giorno della Memoria, il «Manifesto della razza», firmato da una decina di personaggi sconosciuti (tra essi due zoologi) detti, a quel tempo «scienziati», ma anche da un illustre clinico (Nicola Pende) che ha poi compiuto il meglio della sua carriera e ricevuto gli onori più alti nell’Italia libera, troppo presto smemorata dopo l’orrore del fascismo.

Ad ogni lettura ognuno di noi ha provato un senso di repulsione e di ridicolo, di delittuoso e di assurdo, di estrema ignobiltà ma anche di pauroso vuoto di cultura (parlo di cultura comune, generale) e di rispetto per se stessi. Immaginate quegli «scienziati» nell'atto di firmare. E intravedete un abisso di viltà così profondo da sfidare e disorientare l’immaginazione. Chi può disprezzare a tal punto se stesso? è la domanda triste e inevitabile. Quello che non ci saremmo mai aspettati, neppure il più pessimista o il più scettico di noi, sul mistero e le fenditure della natura umana, era di rileggere il «Manifesto della razza» (allora opportunamente ripubblicato sulla rivista «Difesa della razza» di Telesio Interlandi e Giorgio Almirante) come un documento dei nostri giorni, del nostro tempo. Per esempio, rileggete questa frase del «Manifesto», e immaginatela scritta o pronunciata in un' ideale sequenza documentaria di ciò che è davvero accaduto nell’aula di Montecitorio alle ore 13 di mercoledì 16 luglio: «È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti». Quel giorno, a quell’ora, i deputati di Berlusconi stavano tributando uno scroscio di applausi a se stessi per avere approvato la legge che autorizza a prelevare le impronte digitali ai bambini Rom, sia italiani sia ospiti dell’Italia, esattamente come quella stessa Camera nel 1938, aveva calorosamente applaudito l'approvazione dell'altro «pacchetto sicurezza», quello delle «leggi per la difesa della razza» redatte da Mussolini.

Il fatto che l’aberrante discriminazione di oggi contro i bambini Rom sia stata voluta da un uomo storicamente irrilevante, non toglie nulla all'umiliazione imposta a quei bambini. Mentre alla Camera, nel nuovo e identico tuono di applausi, il ministro Carfagna e il deputato Bocchino cercavano, una contro l'altro, di farsi vedere abbracciati al ministro Maroni (che da oggi, nonostante la ben nota modestia umana e politica, dovrà essere ricordato per la sua nuova legge che riporta l'Italia al prima della Resistenza), ho immaginato lo scorrere del testo che ha sfregiato l'Italia: «È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il regime in Italia è fondata sul razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del capo il richiamo ai concetti di razza». Se il capo a cui adesso si fa riferimento è Bossi (con Borghezio, come scorta) le parole del «Manifesto» sull’immagine di Maroni che mostra il pollice in alto nel gesto americano della vittoria, sono il commento perfetto.

Non dobbiamo più domandarci: «Ma che gente era, quella che ha approvato e sostenuto il «pacchetto sicurezza del 1938?». Basta osservare, con immensa tristezza, i deputati di Berlusconi che applaudono se stessi per avere approvato il loro «pacchetto sicurezza». Quello che proclama la pericolosa estraneità della razza Rom, e schiera i soldati a difesa della razza italiana.

Furio Colombo

 Carla A.    - 29-07-2008
Anche io, qualche giorno fa, ho letto l'articolo di Furio Colombo che anche questa volta, in modo chiaro e "appassionato" , dice quello che molti di noi pensano.
Quei "molti" che sembrano non contare nulla.
Stanno passando norme, decreti, leggi vergognose ...
E anche la provocazione di "ora schedateci tutti" , "prendete a tutti noi le impronte" è stata fatta propria dal governo ( Maroni) che ne ha stravolto il significato .
E poi si parla privacy . E schedarci tramite il DNA?
Gravissima iniziativa, utilizzabile anche in campo sanitario.
Se le cose continueranno ad andare come vuole il governo Berlusconi e i suoi ..., la sanità sarà privatizzata, completamente o in parte ( questa seconda fase è già a buon punto), le assicurazioni non assicureranno e gli ospedali non cureranno, chi ha certi geni, non solo quelli sicuramente responsabili di malattie, ma anche quelli che potrebbero portare a malattie! Entrambe le cose sono gravissime. Penso al film di MIchael Moore sulla sanità negli U.S.A : lo scenario è da brivido. Non si impara dagli errori perchè gli interessi economici sono enormi. Sempre di più i cittadini pagano per i debiti ( e le "multe" UE - vedi quella per rete 4 // ora credo anche per il "prestito ad ALITALIA" ...l'elenco è lungo) e i privati incamerano i profitti ( vedi Della Valle e company con i treni ...) !
Mi rendo conto rileggendo queste note di sembrave "ossessionata" dal diffondersi del neoliberismo economico, ma in realtà semplicemente osservo, registro fatti e li metto in relazione (anche questa mattina ad Omibus, su La 7, si plaudiva ad un governo liberista, e come "risarcimento" si chiedeva di aiutare " i poveri", poveri che saranno sempre di più : ORRORE , FINE DELLO STATO SOCIALE e del giusto salario a chi lavora ecc...).
Scusatemi, sono andata fuori tema?
Forse no.
Ciao a tutti
Carla