Il re Ŕ nudo, ma ha la foglia di fico
Cosimo De Nitto - 26-06-2008
Che tutta la buriana sul merito nascondesse e coprisse la volontÓ del governo di adottare politiche di tagli brutali alla scuola si poteva intuire dal non detto. La prima bozza attendibile di decreto fiscale fa saltare sulla sedia i leader sindacali e parlare di "Attacco alla scuola pubblica", "Scuola statale a rischio smantellamento" e "scelte pesantissime sulla scuola".

"Per tagliare gli sprechi nella pubblica amministrazione e avviare il meccanismo virtuoso del merito il governo Berlusconi avrebbe previsto per la scuola una cura da cavallo. Nei prossimi tre anni dovrebbero saltare qualcosa come 150 mila posti di lavoro (100 mila cattedre e 47 mila posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) per recuperare la cifra record di 8 miliardi di euro." (Repubblica.it)

"Il Sole24 ore ha parlato di centomila insegnanti in meno, tra docenti di ruolo e supplenti, entro il 2011. E riduzione del 17% del personale tecnico e ausiliario (Ata), ovvero bidelli e "amministrativi. Un taglio che dovrebbe assicurare un risparmio di 4,6 miliardi nel prossimo triennio, il 30% dei quali, per˛ ritornerebbe alla scuola dal 2010 sotto forma di aumenti alla professionalitÓ degli insegnanti.
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Tra tagli vecchi (47 mila di Padoa Schioppa) e nuovi (143 mila) la scuola dovrebbe perdere 190 mila posti. Un totale che corrisponde a quasi il 20% dell'intera forza lavoro del sistema nazionale di istruzione.
Se il progetto Tremonti-Brunetta diventerÓ operativo, il ministro Gelmini non potrÓ limitarsi a tagliare qualche ramo secco, ma dovrÓ rivedere l'intera struttura ordinamentale (curricoli, monte ore di lezione, ecc.). " (TuttoScuola)

Queste anticipazioni sono confermate dal ministro Gelmini nella sua intervista al Sole 24 Ore titolata significativamente "Gelmini: la riduzione degli insegnanti per una scuola pi¨ efficiente".
Qui Ŕ reso pi¨ esplicito il paradigma meno insegnanti = pi¨ efficienza, il quale era giÓ presente in modo pi¨ mediato e soft fin dai suoi primi interventi pubblici. Dimostrare con argomenti ed esempi concreti che aumentando gli alunni per classe, eliminando gli insegnanti di sostegno, riducendo la scuola dell'infanzia, abbattendo l'educazione degli adulti, riducendo i finanziamenti agli istituti scolastici, si migliora l'efficienza e la qualitÓ della scuola non sarÓ facile per il ministro, anche se dovesse dare una mancia a chi sopravvive in questo non senso pedagogico e didattico.

Ora il quadro si va delineando in tutta la sua drammatica realtÓ. La questione del merito Ŕ un volgare imbroglio che serve a coprire, la volontÓ vera, come una foglia di fico il re nudo; al di lÓ dei toni educati e cortesi del ministro Gelmini tanto apprezzati (che si debba entusiasticamente apprezzare la buona educazione da parte di chi governa francamente mi sembra troppo. Le buone maniere sono dovute sempre e da parte di tutti, a partire ovviamente da chi ha il compito di governare il paese, e deve dare l'esempio).
Non solo Ŕ finito il tempo delle vacche grasse (ammesso che ci sia mai stato per la scuola), ma stanno per essere uccise le poche, magre e malandate vacche che sono rimaste.
Ormai si lavora per la deriva del sistema di istruzione e formazione del nostro paese: con buona pace degli obiettivi di Lisbona.

25 giugno 2008

Cosimo De Nitto
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 Cagliostro    - 29-06-2008
E' inutile strepitare, lo vado dicendo da anni che nella scuola ci sono 100000 insegnanti in pi¨ del necessario. Se ne sono accorti, come si sono accorti che c'erano cattedre da 14 ore (con insegnanti che godevano di 2 giorni liberi). I nostri stipendi bassi sono anche il frutto delle beneficenza elargita dal MPI. Purtroppo troppo tempo Ŕ stato perso, la riduzione, se fosse stata pi¨ graduale, sarebbe stata meno dolorosa.