Il tappeto meridionale
Monica Capezzuto - 06-06-2008
In questi giorni, da Napoli si è levata alta la voce del Presidente della Repubblica, che ha posto l'accento sulla questione dei rifiuti tossici smaltiti illegalmente qui al sud. C'era bisogno della voce più autorevole d'Italia e di Napoli a ribadirlo.
Fusti e camion interi ingoiati dalla martoriata terra di lavoro casertana e nell'agro - nolano. Hanno viaggiato dal nord al sud per anni col loro carico di morte, divenuti bare improvvisate di scorie letali che hanno avvelenato ogni centimetro di suolo, dalle falde acquifere fino all'ultimo filo d'erba.
Tutti sono responsabili dello scempio del territorio: da coloro che hanno visto e taciuto - continuando a lavorare su quegli stessi campi -a chi vi ha speculato e guadagnato sulla pelle della gente.
Che ora sa, ma che prima ignorava e si è resa complice omertosa del disastro ambientale.
Il sud, suo malgrado, lungi dall'essere incentivato ad essere produttivo, è divenuto una vittima dell'assistenzialismo statale. Perché faceva comodo tenerlo arretrato e improduttivo; comodo alla locomotiva nord, che da un lato trascinava l'economia italiana e dall'altro nascondeva i residui sotto al tappeto meridionale. Il sud è divenuto la pattumiera d'Italia perché era la soluzione più semplice e comoda di quella ufficiale, legale ma non poteva durare per sempre. I bubboni sono esplosi e, come capita da secoli, i cittadini ne stanno pagando lo scotto, perché per ospitare l'altrui pattume, non c'è più spazio per il nostro e dobbiamo pure ringraziare e stare zitti se ci aprono una discarica nel centro città.
Ci hanno marciato tutti sull'anarchia del sud, compresi coloro che, dietro un'apparente integerrima onestà, hanno preservato il proprio orticello, messo a tacere la propria coscienza e aumentato gli introiti. Dalla camorra l'illegalità te l'aspetti: è l'antistato per definizione. Ha sempre agito bypassando e interpretando le leggi a proprio uso e consumo. Ma dai colletti bianchi proprio no. Da coloro che si nascondono dietro una facciata di ipocrisia e perbenismo e puntano il dito contro i terroni -brutta razza- affermando che giammai ospiteranno la "munnezza". Tanto i meridionali buoni si trovano a fare la manovalanza là. Sono gli emigranti i critici più spietati, perché ritengono di essersi salvati, di essere passati dalla parte del bene, ma sono quegli stessi che qui non rispettano nulla: buttano le carte dal finestrino dell'auto in corsa, scaricano copertoni sulla superstrada e sputano nel piatto in cui hanno sempre mangiato seguendo la sciagurata politica dell'erba del vicino.
Un intreccio perverso tra malaffare e business, ignoranza e rassegnazione, connivenze ed emergenza.

E da Napoli partirà l'educazione ambientale. Perché gli alti papaveri che hanno devastato il territorio finora quell' educazione la conoscono bene. Noi cittadini siamo tanti nessuno, siamo l'ultima ruota di un ingranaggio in cui siamo rimasti stritolati, massacrati, senza saperne nulla ma ci hanno fatto carico di tutte le responsabilità. E da napoletana onesta posso affermare - senza tema di smentita - che i responsabili di tanto veleno dovrebbero fare mea culpa due volte: di fronte ai cittadini meridionali e alle loro rimosse coscienze. E' facile ergersi a giudici senza macchia. Più complesso assumersi parte delle responsabilità e salire con gli altri sul banco degli imputati, col capo alzato per poterli guardare negli occhi,nella vana speranza di trovarvi qualche segno di rimorso.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 oliver    - 11-06-2008
Desidero solo ricordare per chi l'avesse dimenticato che nel '94 con lo stesso governo di oggi "centro destra" i rifiuti furono trasformati in ricchezza per gli amici degli amici, tutto questo con la connivenza delle autorità locali e gli organi preposti al controllo, oggi quello stesso signore pretende di presentarsi come l'uomo della provvidenza scaricando sul governo Prodi responsabilità che non esistono. Evviva gli italiani lungimiranti e capaci di saper scegliere bene.

 ottaviano molteni    - 25-06-2008
Cara collega. sarebbe troppo facile dire hai ragione. ma non vero al 100%.
Sono nato a Cantù, città del profondo nord, Brianza vera e propria. Rispetto e stimo colleghe che provengono dalle più svariate regioni del centro sud. Solo pochi anni fa ho scoperto e vissuto in Lucania, regione generosa e ospitale.
Non posso negare che il sud sia stato da sempre considerato riserva di voti e feudo di tanti politici che di interessi hanno fatto i loro, ma non certo della gente comune. Ho letto e studiato il brigantaggio, le strutture malavitose, le baronie, il fallimento della riforma agraria al sud, etc etc. Dico sempre che l'Italia è ancora ferma alla frase di Garibaldi...L'Italia è fatta, bisogna fare gli Italiani.
Ritengo tutta l'Italia la migliore nazione del mondo, per tutto ciò che ha nella sua gente e nella sua Terra.
Ma non puoi dare tutta la colpa a coloro che sono stati "sopra". E nemmeno a noi del nord... perchè molti di noi, del nord, hanno investito energie e risorse, anche personali, proprio perchè era necessario far conoscere quello che tu dici. Non esistono Italiani del nord e Italiani del sud. Esistono gli onesti e i "furbi". E i furbi... scusami, non sono solo quelli che gestiscono il potere.
Non mi ha stupito vedere esplodere il problema "monnezza" a Napoli durante le elezioni. Mi ha stupito vedere gente comune che buttava il proprio sacchetto dove era stato appena pulito. Mi ha amareggiato sapere che dopo anni di questo problema i cittadini onesti, che so essere la maggioranza, non si siano arrabbiati, incavolati, ribellati. E quando parlo da semplice cittadino italiano con colleghi del sud mi viene risposto che è inutile. La nostra mentalità non assolutamente la mentalità presente nel sud. Vedere i bagnanti, sulla spiaggia, tra pattume e spazzatura - e non parlo di televisione, ma di esperienze dirette, vissute dirttamente - prendere il sole o il bagno come se niente fosse. Questo lo trovi normale? di questo puoi accusarmi di essere uno sporco nordista? Ho visto regioni, come appunto la Lucania, curata e vezzeggiata dai suoi abitanti; disponibili a portarti in luoghi storici e artistici sperduti, coinvolgendo pro loco e cittadini. Ma ne ho visto altre dove la sporcizia e la mancanza d'amore per la propria Terra era davvero palpabile.
Non puoi offendere quelli come me, nato in Brianza, che da sempre hanno creduto nel nostro popolo e in tante occasioni lo hanno difeso e evidenziate le colpe reali. Ci sono colpe per tutti: noi abbiamo le nostre, voi le vostre.
Ottaviano Molteni