breve di cronaca
Scuola e sindacati contro MPI
Alice notizie - 01-12-2007
SCARICA SU PRESIDI PROBLEMA DEBITI

Anp e Cgil:mancato raggiungimento obiettivi delegato a dirigenti

Roma, 1 dic. (Apcom) - Ai sindacati della scuola non piace la nota del ministero della Pubblica Istruzione sulla questione del recupero dei debiti formativi inviata il 28 novembre ai direttori degli uffici scolastici regionali: il maggiore sindacato dei presidi, l'Anp, e la Flc-Cgil hanno pubblicamente protestato contro la decisione di addebitare ai dirigenti scolastici il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dal decreto 80 e dall'ordinanza 92 sull'applicazione delle norme che regolano i debiti formativi da assolvere entro il 31 agosto di ogni anno.

Nella nota viale Trastevere ai dirigenti si invitano i direttore regionali, tra le altre cose, "ad informare i dirigenti scolastici che, attesa la rilevanza dell'obiettivo, la tempestività, la flessibilità e l'adeguatezza degli interventi di sostegno e di recupero costituiscono elemento primario di valutazione ai fini della retribuzione dell'indennità di risultato e del conferimento e revoca degli incarichi dei dirigenti scolastici".

Vibrante la reazione dell'Associazione nazionale presidi: "alla fine - scrive il sindacato dei dirigenti guidato da Giorgio Rembado - chi dovrebbe pagare per l'eventuale mancato raggiungimento di questo obiettivo 'strategico' sarebbero i dirigenti delle scuole".

L'Associazione dei presidi definisce il tono della nota addirittura "minaccioso" e sottolinea come l'invito appaia "infondato e inapplicabile per la ragione che l'Amministrazione non ha provveduto ad adottare i criteri generali e le procedure che devono informare il sistema di valutazione, così come previsto dall'art. 20, comma 2, della Ccnl dell'Area V, fatto che impedisce ai Direttori Generali degli USR di attivare alcuna iniziativa che abbia carattere valutativo e sanzionatorio".

Per l'Anp "si individua il dirigente come l'unico soggetto portatore di una responsabilità precisa, ma di fatto lo si tiene fuori del novero dei decisori ed anche degli organizzatori delle attività di recupero; la sua figura, quando viene evocata dall'Ordinanza (per lo più indirettamente), appare come quella di un esecutore o - al massimo - di un mediatore fra una folla di punti di vista, pareri, contrattazioni, criteri, modalità ed altro. Con l'aggravante dello squilibro fra i compiti connessi alla sua funzione e gli strumenti e le risorse disponibili per farvi fronte".


Decisamente negativo anche giudizio della Flc-Cgil, secondo cui si tratta di "inaccettabili avvertimenti ai dirigenti scolastici" e di un "modo caporalesco di rapportarsi alla scuola. Forse - accusa il sindacato di Panini - il ministro sente che il meccanismo del recupero dei debiti, che costituisce di fatto un ritorno di fatto agli esami di riparazione, è di difficile funzionalità e già cerca dei responsabili".

Per il sindacato "si ripete l'errore già fatto su un altro terreno, quando si indicarono i dirigenti scolastici come i responsabili dei debiti per supplenze, salvo fare marcia indietro e dichiarare pubblicamente che mancavano all'appello - visti i tagli operati dal governo Berlusconi - oltre mille milioni euro, dal momento che le scuole avevano applicato leggi e contratti per assicurare il servizio istituzionale scolastico garantito dalla Repubblica".

La nuova legge sull'esame di Stato prevede che lo studente a partire dall'anno scolastico in corso non potrà essere ammesso alla maturità (o agli anni successivi) se non avrà saldato tutti i debiti formativi contratti non solo durante il quinto superiore, ma anche negli anni precedenti: ogni scuola media-superiore dovrà provvedere ad organizzare i corsi di recupero (ai docenti andranno ben 50 euro l'ora) e le verifiche entro l'inizio dell'anno successivo. Gli studenti che non ce la faranno verranno automaticamente bocciati.

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