Riparliamo di scuola 2
Roberto Renzetti - 16-11-2007
Parte seconda


Nella Commissione presieduta da Ceruti (e, si badi bene, selezionata dal viceministro DS Bastico, oggi democratica), ad esempio, vi è Italo Fiorin della LUMSA di Roma che ritrovo anche in altra commissione, quella per l'insegnamento della matematica (24 docenti di cui tre insegnanti). Caspita! deve essere un professorone. Sai la LUMSA .... Dispiace deludere chi ci aveva creduto perché la LUMSA, pensate un poco, è la Libera Università Maria Ss Assunta (un pensatoio sommamente squalificato che ha laureato la Prestigiacomo !). E Fiorin insegna pedagogia et similia (capito Pirani ?) ed ha stretti rapporti con la rivista La Scuola di Brescia che è gestita da Bertagna. Chiaro no ? Ma non è finita perché abbiamo anche il prof. Lucio Guasti, altro pedagogista, dell' Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Vi sono poi:

Prof. Franco FRABBONI - Università degli Studi di Bologna (pedagogista)
Prof.ssa Susanna MANTOVANI - Università degli Studi "Bicocca" di Milano (psicopedagogista)
Prof.ssa Anna Maria AJELLO - Università degli Studi "La Sapienza" di Roma (psicopedagogista)
Prof. Andrea CANEVARO - Università degli Studi di Bologna (pedagogista)
Prof. Gustavo CHARMET PIETROPOLLI -Università degli Studi di Milano (psicoterapeuta)
Prof. Gaetano DOMENICI - Università degli Studi di "Roma Tre" (docimologo)
Prof.ssa Luigina MORTARI - Università degli Studi di Verona (pedagogista)
Dott. Mario RIBOLDI - Dirigente Scolastico in quiescenza di Milano (dell'associazione DIESSE di Comunione e Liberazione, già collaboratore del progetto Bertagna)
Dott.ssa Elena UGOLINI - Dirigente scolastico Liceo "Malpighi" di Bologna (di Comunione e Liberazione)
Dott. Carlo PETRACCA - Dirigente Tecnico Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo (dell'UCIIM, associazione professionale cattolica, pedagogista alla LUMSA, vicino alla rivista La Scuola gestita da Bertagna)
Dott. Marco ROSSI DORIA - Segreteria Tecnica On. Vice Ministro Bastico - Ministero Pubblica Istruzione (ex sessantottino attualmente tra i sostenitori del PD)
Dott.ssa Silvana LOIERO - 1° Circolo S. Lazzaro di Savena - Bologna (estimatrice di Morin e dirigente CISL)
Dott.ssa Caterina MANCO - Dirigente Scolastico - Monterotondo - Roma (dell'associazione DIESSE di Comunione e Liberazione).


Come si vede, a parte i rappresentanti degli affari ecclesiastici, abbondano gli pseudoscienziati (pedagogisti, psicologi, sociologi, docimologi). Con questi apprendisti stregoni, la scuola passa gran parte del suo tempo a discutere se stessa e la sua modificazione e, a forza di percepire l'oggetto dal punto di vista della sua riforma (in sé), ci dimentichiamo dell'oggetto per sé. In particolare i contenuti non esistono più, ingombrano e basta, anche perché i nostri pedagogisti hanno poca dimestichezza con essi. Sono portatori di pretese pedagogie progressiste che risultano invece distruttive, antiegualitarie, responsabili della legislazione del non dispiacere. Chi osserva da fuori questa scuola, costruita da loro, ed ogni attività resta davvero sorpreso dal fatto che la pedagogia si pone ormai come l'unica scienza umana che sfugge ad ogni critica ed assume toni direttivi nella trasmissione e comunicazione del sapere e della cultura. Ma, nella nostra organizzazione sociale, tali pseudoscienziati, sono gruppo sociale che ti permette di giustificare risparmi e lavora per il consenso, merita quindi di essere premiato con proliferazione di inutili cattedre e dipartimenti. Cosa fa la pedagogia? la teorizzazione cavillosa degli enunciati più banali; l'elevazione a scienza ed alla formalizzazione di: istanze ideologiche, motivi di moda, comportamenti non definiti. L'idealismo, in questo assolutamente preveggente, l'aveva messa tra le ancelle della cultura. E questi personaggi abbondano in ogni commissione mai responsabili di loro teorizzazioni e del continuo fallimento di esse.
Non stupitevi, di questo si tratta se, anche il buon pedagogista Vertecchi, coartefice della distruzione berlingueriana riesce a dire che la scuola è stata consegnata ai democristiani: «Mi sembra chiaro che la scuola sia stata svenduta alla corrente democristiana del Pd. E che dietro le chiacchiere degli ultimi mesi ci sia un disegno preciso volto a stravolgere la fisionomia dell'istruzione pubblica. Mi chiedo perché la sinistra e i laici di questo paese restino a guardare» (il manifesto del 13/10/07), pur non avendo capito bene. Infatti non si tratta propriamente di democristiani ma di clericali d'assalto. Se si gira un poco in internet si scopre una cosa raccapricciante questi nomi si ripetono in decine di convegni in giro per l'Italia. Si dice propriamente che si parlano addosso. E sono persone che portano una enorme responsabilità sul disastro della scuola o per avervi direttamente collaborato o per aver fatto le tre scimmiette nelle commissioni in cui sono stati in gran parte onnipresenti. Volete trovarne un gruppetto insieme ? Eccoli qui: leggete i nomi di un appello per il Partito Democratico fatto dalla Margherita e osservate chi c'è:

Andrea Ranieri (ex responsabile per la C.G.I.L. - ed attuale responsabile DS - della Formazione e della Ricerca nella Scuola e nell'Università; l'unico che aveva creduto al ritorno degli esami di riparazione), Antonio Rusconi (responsabile nazionale per il settore istruzione della Margherita), Giuseppe Fioroni (tristemente noto), Luigi Nicolais (ministro dell'innovazione), Luigi Berlinguer (tristemente noto), Giancarlo Lombardi (confindustria, ex ministro della pubblica istruzione), Mariangela Bastico (viceministro DS di Fioroni), Giampaolo D' Andrea (doppio sottosegretario della margherita), Luciano Modica (sottosegretario all'università, responsabile del 3 + 2), Nando Dalla Chiesa (sottosegretario all'università), Mario Ceruti (già visto), Italo Fiorin (già visto), Susanna Mantovani (pedagogista), Marco Rossi Doria (già visto), Walter Tocci (DS, più oltranzista di Modica), Domenico Volpini (Azione Cattolica, Margherita), Fausto Raciti (sinistra giovanile - DS -, arrabbiato per non essere entrato tra i notabili PD), Pina Picierno (come Raciti ma Margherita), Paolino Madotto (innovazione DS), Paolo Zocchi (innovazione Margherita)

Sono tutti insieme (anche il Modica ed il Tocci, quelli del 3 + 2, gli affossatori dell'Università) e non ce n'è uno che si batta per la scuola pubblica di qualità. Tutti si appellano ad una cosa che non conoscono, alla mitica Lisbona 2000, per spingere la scuola pubblica verso la privatizzazione. Dequalificare per svendere e quindi privatizzare. Si dice infatti nel documento conclusivo di Lisbona 2000:
"La sorte dell'insegnamento non è oggetto di un intendimento unanime. Deve anch'esso essere oggetto di una privatizzazione? In quale misura? Secondo quali modalità? Non si tratta pertanto di stabilire se la concorrenza tra gli stabilimenti scolari sia auspicabile o pericolosa, ma di analizzare se essa è concretamente realizzabile, sapendo che in certi paesi essa è stata chiaramente inscritta nelle politiche educative. (...) I sistemi di insegnamento primario e secondario inferiore sono organizzati secondo la logica dell'economia di mercato? Concretamente, si tratta di esaminare se le condizioni di messa in opera di una concorrenza perfetta tra stabilimenti scolari sono presenti nei paesi toccati dallo studio".
E tutti questi personaggi non hanno mai fiatato sulla riduzione di risorse alla scuola pubblica e sulle imponenti regalie date per via amichevole alle scuole clericali. Da qualche altra parte vi è pure Alba Sasso che straparla, ad esempio, su il manifesto del 18 settembre fornendoci resoconti dei lavori di questa Commissione da Libro Cuore dimenticando le promesse.
Anche qui, l'inizio del disastro è datato primo centrosinistra. La legge di Parità scuola pubblica e privata è dovuta a Berlinguer. I finanziamenti a tali scuole che lavorano per ricchi a fini di lucro sono piovuti con un imbroglio costituzionale (SI! è una truffa ai danni dei cittadini): poiché la Costituzione (articolo 33) vietava ogni finanziamento da parte dello Stato, i truffatori (d'accordo destra e sinistra) si sono inventati una riforma del Titolo V che divide lo Stato in Regioni, Province, Comuni, ... Ed allora, se lo Stato non dà, possono sempre dare gli altri! Poi venne Moratti che ha ampliato i fondi a dismisura con l'invenzione del bonus alle famiglie con l'avvertenza che "... Le somme destinate agli alunni delle scuole paritarie sono accreditate presso le scuole stesse, che attestano la frequenza degli alunni ..." , poi è arrivato il teodem cicciottello nonché boy scout che sta manipolando il tutto furbescamente per far passare le scuole clericali come servizio pubblico da finanziare senza più doversi inventare strade contorte.
Ripeto, nel silenzio dei farisei di cui sopra. Dice Fioroni (ministro perché aveva più tessere di Bindi), in una lettera alle scuole amiche, quelle confessionali, del 12 settembre (1) , con la democratica Bastico che tace:

«Colgo l'occasione del nuovo anno scolastico per aggiungere agli auguri, un primo consuntivo degli interventi realizzati nel 2007 per le scuole private. Come sapete assumendo le funzioni di questo ministero ho dovuto prendere atto di alcune misure restrittive assunte nella finanziaria 2006 nelle scuole non statali e cercare di porvi rimedio». Si riferisce a Berlusconi che ha tagliato alcune regalie. «La legge finanziaria 2007 ha recuperato una prima tranche di 100 milioni di euro», mentre con il consiglio dei ministri del 28 giugno 2007 sono stati aggiunti altri «51.306 milioni di euro in sede di assestamento di bilancio». Riassumendo, 151.306.000 euro reperiti dal centro-sinistra, per far meglio del centro-destra.
Fioroni prosegue con toni amichevoli: «Il 5 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento legislativo che introduce in ordinamento innovazioni di vostro sicuro interesse» e faremo di più, molto di più, in nome del «dialogo continuativo e costruttivo intrattenuto con molti di voi». Ed ecco la promessa: «Sarà mia cura sostenere in parlamento l'interpretazione già data sull'applicazione all'intero sistema dell'istruzione», tra cui «la direttiva che fissa criteri per l'attribuzione di risorse aggiuntive alle scuole del sistema nazionale d'istruzione». Quindi ancora soldi, facendo strage della Costituzione della Repubblica come la DC non aveva mai fatto (capito Vertecchi ?).
Ma Fioroni non si ferma: «Condividerete con me che forse è improprio se non errato parlare per i temi della scuola non di un sistema misto, come io ritengo e come è disegnato dalla scuola della parità, ma di un meccanismo di liberalizzazione e di mercato, perché la liberalizzazione e il mercato sostituiscono alla centralità dello studente la centralità del profitto». E qui c'è scritto che serve proprio un antagonista dello Stato che è solo la Chiesa e, non a caso, riafferma cose dette al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini che, ancora non a caso, sta investendo in scuole private massicciamente, con l'ultimo non a caso, di esponenti di CL nella Commissione.
Ricapitolando (aiutandomi con i benemeriti di Scuola e Costituzione) il teodem ha introdotto nella finanziaria 2007 uno stanziamento di 100 milioni all'anno in più nei capitoli di spesa relativi alle scuole private ed ha introdotto il principio dei finanziamenti diretti a tutte le scuole paritarie, senza fini di lucro o con fini di lucro (sic!). Il 21 maggio 2007 emana poi il decreto che estende i finanziamenti statali a tutte e scuole paritarie private, dalla scuola materna alle superiori. Tale decreto prevede una cifra per scuola, che arriva a 19.367 per le primarie, e una per classe che arriva a 15.000 euro per le materne. Occorre anche osservare che la cifra per classe prevede che le stesse debbano avere almeno 8 studenti, a differenza della scuola statale nella quale una classe si può costituire con almeno 16 studenti. Non contento dei primi stanziamenti riesce in fase di assestamento di bilancio a reperire altri 51 milioni di euro. Non contento ha fatto approvare il 12 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri (a proposito gli altri che ci facevano alla riunione ?) lo schema di regolamento in materia di convenzioni con le scuole primarie paritarie, che prevede finanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal decreto del 21 maggio in base a parametri quali numero di classi e di ore di sostegno. In pratica tutta l'azione di Fioroni ha come scopo il raggiungimento della parità economica fra le scuole private paritarie e quelle statali, dopo quella giuridica di Berlinguer. Se questo progetto non verrà fermato una parte degli studenti sarà costretta ad iscriversi a scuole private confessionali a pagamento a causa della carenza di offerta statale, come già accade nella scuola dell'infanzia. Verrà messo in discussione l'impegno statale per l'istruzione. Poiché i privati non sono certo tenuti a farsi carico dei problemi di ordine economico e sociale dei cittadini verrà messo in discussione il diritto all'uguaglianza di istruzione che la nostra Costituzione garantisce a tutti. Solo chi avrà i mezzi per potersi permettere l'iscrizione a scuole private potrà accedere ad un'istruzione di qualità, agli altri verranno destinati servizi pubblici minimi. Non è un caso che nella finanziaria 2007 all'aumento degli stanziamenti per 151 milioni a favore dei privati, corrispondano tagli dei finanziamenti alle scuole statali per 1.400 milioni (fino ad arrivare ai 2,2 miliardi a regime). Tagli dappertutto ed ammuchiate fino a 40 alunni per classe (nella scuola pubblica, dico): si taglia sui fondi da destinare per le supplenze, a partire dalle sostituzioni per maternità. E quando sarà finita qualche minima resistenza delle generazioni 1968, 1977, allora nella scuola si farà proprio di tutto su alunni ed insegnanti Se è vero che i liberisti gridano sul risparmio, affermano anche che senza fondi non si può fare scuola di qualità (vedi lavoce.info del 21 settembre 2007 che dedica alla scuola vari articoli di interesse). Pensate che anche De Mauro ha da ridire: Per restituire autorevolezza alla scuola, suggerisce quindi De Mauro, non bastano riforme, ma ci vogliono nuovi fondi e più capitoli di spesa: «Borse di studio, aiuti alle famiglie che subiranno economicamente l'innalzamento dell'età dell'obbligo, biblioteche e corsi di istruzione per adulti». L'assenza di queste misure, afferma De Mauro, «dimostra le responsabilità e i limiti storici della sinistra italiana» [...] Le cose sono state portate ad un punto di rottura molto grave, la mancanza di rispetto per i professori è legata anche alle basse retribuzioni. Se la figura sociale di un insegnante è quella di un poveraccio, di un fallito, quale rispetto possono avere di lui gli studenti? Ma non solo, è la stessa cultura, così, a essere vista come una cosa da poveracci. E se un poveraccio si permette di dire che mio figlio va male in algebra, io, genitore, vado e gli meno. È un poveraccio! Vero De Mauro! Anche se quando lei era al Ministero non ha mosso una sola pagliuzza. Riguardo poi ai colleghi insegnanti vorrei loro dire sommessamente che dovrebbero finirla di fare le dame di San Vincenzo. Noi stiamo a scuola per dire se quell'argomento è stato appreso o no, assumersi dell'altro aiutandosi con cattive letture fa solo danni. Vi è poi l'altro aspetto di discredito che i colleghi hanno completamente sottovalutato: fino a poco tempo fa eravamo noi a fare la selezione (attraverso una seria preparazione) per gli ingressi all'Università; ora non contiamo più con i risultati a tutti noti, o no ?
Oltre questa commissione, per disgrazia di Pirani, se ne fanno altre, ma sempre con il criterio che un professore universitario ne dovrebbe sapere di più. La cosa è falsa manifestamente se non altro per le pessime prove che lor signori hanno dato fino ad ora. Ecco un altro esempio di Comitato messo su da Fioroni, quello per l'insegnamento della matematica (12/09/07). Il comitato è formato da 13 docenti universitari, 5 dirigenti tecnici (di cui uno in quiescenza), 2 esperti di matematica, 1 operatore di un ufficio scolastico regionale, e... 3 docenti di scuola secondaria (di cui uno di scuola non statale). Vi è poi quello per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica che conta di 9 docenti universitari, un giurista, un economista, un tecnologo, un rappresentante di Confindustria, uno storico, un giornalista, un sociologo, due insegnanti.


NOTE

(1) L'intera lettera del teodem Fioroni
Il Ministro della Pubblica Istruzione
Prot.4260/A Uff. VII DGS
Roma,12.09.07

Colgo l'occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico per aggiungere agli auguri di un anno sereno e proficuo un primo consuntivo degli interventi realizzati nel 2007 per le scuole paritarie. Questi risultati, che confermano l' importanza del ruolo svolto dalle scuole non statali paritarie all'interno del servizio nazionale di istruzione, sono stati raggiunti anche grazie al dialogo continuativo e costruttivo che ho intrattenuto con molti di voi e con i responsabili delle principali associazioni che vi rappresentano.
Come sapete, nel giugno dello scorso anno assumendo le funzioni di governo di questo Ministero, ho dovuto prendere atto di alcune misure restrittive assunte nella finanziaria del 2006 (art. 1 commi 15 e 16 della legge 23/12/2005 n. 266), nei confronti delle scuole non statali e cercare di porvi rimedio per assicurare il regolare proseguimento del servizio pubblico da loro svolto. Intendo riferirmi innanzitutto alla riduzione degli stanziamenti iscritti in bilancio, di circa 154.000.000 di euro a valere dall'e.f. 2007.
Queste sono state le linee del mio intervento:
• la legge finanziaria 2007 (art. 1 comma 635 legge n. 296 /2006) ha recuperato una prima tranche di 100 milioni di euro iscritti direttamente nei bilanci degli Uffici scolastici regionali; nel Consiglio dei Ministri del 28 giugno u.s. fra gli altri interventi si è deciso il disaccantonamento di 9 milioni di euro ed il recupero di 51,306 milioni in sede di assestamento di bilancio;
• il comma 636 della stessa legge, dopo aver disposto che l'assegnazione dei contributi alle scuole paritarie debba riguardare in via prioritaria quelle che svolgono il servizio scolastico senza fini di lucro e nel seguente ordine di priorità: scuole dell'infanzia, primarie, secondarie di 1° e 2° grado, ha previsto che i contributi medesimi fossero annualmente ripartiti con decreto del Ministro, superando così la procedura introdotta dalla finanziaria 2006 che prevedeva l'acquisizione preventiva del parere delle Commissioni parlamentari competenti, al pari dei "trasferimenti di fondi alle imprese". Tale complicazione procedurale, infatti, avrebbe comportato gravi ritardi nella erogazione delle risorse;
• la nuova disciplina sulla ripartizione dei fondi è stata codificata nel D.M. 21 maggio 2007, pubblicato nella G. U. del 2 agosto 2007 Serie generale n. 178:
Dopo la registrazione del predetto decreto, il piano di riparto dei contributi relativo all'anno 2007 ha superato tutti i controlli degli Uffici competenti ed è stato trasmesso agli Uffici regionali (con nota prot. n. 3855 del 2 agosto) perché procedessero immediatamente alle erogazioni dovute fino al 31 agosto del corrente anno.
Queste le novità introdotte dal regolamento:
• sono privilegiate le scuole paritarie senza scopi di lucro, mantenendo i finanziamenti già previsti negli anni passati per scuole dell'infanzia e scuole primarie;
• è stata estesa alle scuole secondarie di primo e secondo grado la stessa forma di ripartizione di fondi, per scuole e numero di classi, assicurando la medesima quota che lo scorso anno era stata assegnata per progetti, con riguardo alle classi prime e seconde degli istituti superiori che realizzano il nuovo obbligo di istruzione;
• è stata istituita, all'interno del sistema di rilevazione informatizzata operante presso il Ministero della P.I., l'Anagrafe nazionale delle scuole paritarie, finalizzata ad agevolare le autocertificazioni comprovanti la sussistenza dei requisiti richiesti dal Decreto ministeriale e a velocizzare le procedure di assegnazione dei contributi secondo la stessa procedura seguita per le scuole autonome statali.
Consapevole della necessità di garantire al servizio nazionale di istruzione nuove opportunità, ho adottato anche i seguenti provvedimenti:
• in accordo con il collega Padoa Schioppa, ho fatto inserire nella legge di conversione del D.L. n.7 del 31/1/2007 (legge n. 40/2007 art. 13 comma 3), la estensione alle scuole paritarie della detraibilità ai fini fiscali e della deducibilità dal reddito d'impresa delle erogazioni liberali finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa;
• ho incluso nel piano di finanziamento delle sezioni sperimentali 'primavera' della scuola dell'infanzia anche le istituzioni paritarie.
Ricordo che le sezioni primavera sono sezioni sperimentali aggregate alle scuole dell'infanzia già esistenti, che accolgono bambini fra i due e i tre anni;
• rimane per le scuole paritarie la possibilità di accedere ai fondi della legge n. 440 ed è riconfermata la parte dei fondi riservata alle scuole paritarie per l'handicap;
Sono già stati trasmessi al Consiglio di Stato per il prescritto parere i regolamenti cui fa rinvio l'art. 1 bis della legge 3/2/2006 n. 27. Si tratta dei regolamenti concernenti:
• le modalità procedimentali per il riconoscimento della parità scolastica e per il suo mantenimento,
• la disciplina per l'inclusione ed il mantenimento nell'elenco regionale delle scuole non paritarie,
• le norme in materia di convenzioni con le scuole primarie paritarie.
I surrichiamati regolamenti sono stati definiti in costante accordo con le Associazioni che vi rappresentano, puntando alla tutela della qualità e non all'aumento dei cavilli burocratici.
Mi preme infine far presente lo sforzo compiuto dagli uffici di questo Ministero per dare attuazione alle innovazioni normative riguardanti le modalità di accesso all'Esame di Stato da parte dei candidati privatisti (azione che ha lo scopo di valorizzare la serietà e l'affidabilità delle scuole paritarie).
Il 5 settembre u.s. il Consiglio dei Ministri ha approvato il provvedimento legislativo recante "Disposizioni urgenti per garantire l'ordinato avvio dell'a.s.2007/08" che introduce in ordinamento importanti innovazioni di vostro sicuro interesse:
• tutte le scuole del sistema nazionale d'istruzione potranno accedere, per esclusivo uso di pubblica utilità, agli elenchi degli iscritti nell'Anagrafe della popolazione residente dei Comuni,
• validità del diploma di scuola e di istituto magistrale per l'insegnamento nelle scuole materne riconosciute paritarie da parte del personale già in servizio, fino alla conclusione di corsi abilitanti appositamente istituiti,
• incremento di oltre 40 milioni di euro per la corresponsione dei compensi ai commissari degli esami di stato nelle scuole del sistema nazionale d'istruzione.
Sarà mia cura sostenere in Parlamento l'interpretazione già data in sede di Commissione VII sull'applicazione all'intero sistema di istruzione.
Tra qualche giorno arriveranno a voi ed alle scuole statali :
• i regolamenti sulla valorizzazione dell' eccellenza che prevedono incentivi economici destinati agli studenti meritevoli e misure di riconoscimento del voto della maturità e della carriera scolastica degli studenti ai fini dell'ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso;
• le nuove Indicazioni per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo che, senza modificare i quadri orari del D. Leg.vo n. 59/2004, consegnano alle scuole pubbliche autonome, nel corso di una sperimentazione biennale, l'opportunità di partecipare al lavoro di ridefinizione degli obiettivi di apprendimento che tutti gli studenti hanno il diritto di raggiungere sull'intero territorio nazionale;
• il Documento tecnico che contiene le indicazioni sulle conoscenze irrinunciabili, declinate in quattro assi culturali, e sulle competenze di cittadinanza che i giovani devono possedere al termine dell'obbligo di istruzione, elevato a 10 anni, qualunque sia l'ordine,il tipo,e l'indirizzo di studi, e, in fase di prima attuazione, il corso sperimentale di istruzione e formazione, frequentati;
• la direttiva ministeriale che, in applicazione del comma 627 art. 1 della legge finanziaria, fissa criteri per l'attribuzione alle scuole del sistema nazionale d'istruzione di risorse finanziarie aggiuntive al fine di favorire l'ampliamento dell'offerta formativa ed una piena fruizione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche anche in orario diverso da quello delle lezioni, in favore degli alunni, dei loro genitori e più in generale, della popolazione giovanile e adulta.
Ringraziandovi dunque per il prezioso servizio che educando i nostri giovani rendete alla società italiana, vi saluto cordialmente

Giuseppe Fioroni
_________________

Ai Sig.ri Gestori delle scuole paritarie
Ai Sig.ri Coordinatori didattici delle scuole paritarie
Ai Sig.ri Presidenti delle Associazioni delle scuole paritarie
LORO SEDI




Qui la prima parte


continua

interventi dello stesso autore  discussione chiusa  condividi pdf

 Maria Grazia Fiore    - 21-11-2007
"Invitiamo ad evitare modi offensivi nella forma e nei contenuti dei commenti...", recita il form della Redazione.

Dunque, a differenza di chi leggo, non mi pronuncerò sui personaggi "cortesemente" citati perché potrei anche essere d'accordo - nel merito - dell'utilizzo ideologico, banale e/o strumentale della disciplina, oggi come in passato.

Ma questa volta non posso esimermi da esprimere la mia più profonda indignazione per affermazioni quali: "Cosa fa la pedagogia? la teorizzazione cavillosa degli enunciati più banali; l'elevazione a scienza ed alla formalizzazione di: istanze ideologiche, motivi di moda, comportamenti non definiti..."

Grazie per questa illuminante rifondazione epistemologica.

 Roberto Renzetti    - 22-11-2007
Spero che la collega sarà così cortese di fornirmela lei una definizione di pedagogia. Naturalmente in termini epistemologici, soprattutto facendo riferimento al fatto che è essa è considerata scienza.
Sarebbe ad esempio d'interesse capire in base a quale esperienza è stata falsificata la pedagogia di Gramsci ed accettata quella di Maragliano. Oppure come mai Rogers e Montessori vivono al margine ed impera invece la scuola di Bergamo che ha surclassato quella di Roma.
Ogni cosa è ammissibile ma se si accetta che la pedagogia è una scienza (le invenzioni di un tal Comte) occorre trovare elementi che in ambito scientifico possano falsificarla. Altrimenti, con Popper, si tratta di metafisica.
E non sono io ma altri molto più qualificati di me (ma lei li conosce e quindi non l'annoio) , che sostengono che le pseudoscienze (psicologia, pedagogia, docimologia, ...) sono solo strumenti dell'ideologia dominante che servono a convincere coloro che la subiscono della giustezza della loro emarginazione.
Ma lei queste cose le conosce e quindi, anche qui, ritengo inutile annoiarla.
Saluti

Roberto Renzetti

PS. Non capisco cosa c'entrano le offese che lei richiama all'inizio. Ma davvero si è così suscettibili solo con chi pone delle questioni, discutibili ma aperte, e molto tolleranti con coloro che la scuola l'hanno distrutta a partire dal 1998 ? O forse lei è soddisfatta almeno dell'andamento ?
Scusi sa ma non erano tutti pedagogisti ? Ha presente Maragliano, Vertecchi, Pontecorvo, ... ? L'ha letta la sintesi dei lavori della Commissione dei 40 scritta da Maragliano ? Ed i successivi Bertagna, Ribolzi, ... chi erano ? E coloro che elencavo ora e dei quali non si era accorto Pirani ?
E non sono gli stessi che, senza pagar pegno, senza neppure un minimo di autocritica, continuano oggi imperterriti ?
Ma lei sa che, ad esempio, all'epoca dell'idealista Gentile, a parte Lombardo Radice, i pedagogisti erano stati messi da parte (e tutto l'idealismo li aveva emarginati proprio per gli stessi motivi che dicevo io ma, evidentemente, da altro punto di vista)? E quella scuola, con tutte le tare che ci sono da fare, era un poco migliore di quella di Berlinguer, o no ?
O crede che una era di classe e questa no ? Promuovere tutti per far vincere comunque i più forti, quelli cha la strada se la trovano lo stesso, non è imbrogliare il prossimo e per di più quello più debole ?
Gentile collega, per discurtere di epistemologia non basta citarla. Se si pone la pedagogia in ambito scientifico occorre sottostare alle ferree regole della scienza altrimenti si tratta di abuso di titolo.