6 anni e 4 mesi
Doriana Goracci - 26-10-2007
6 anni e 4 mesi non Ŕ una condanna, Ŕ il tempo trascorso da quando andai a Genova. Arrivai che pioveva, io e altri cinque, loro avevano tutti meno di
diciotto anni. Non avevo ben chiara la ragione del mio
essere lÓ, se non che dovevo proteggere quella testa riccioluta di mia figlia, che voleva un altro mondo possibile come i suoi compagni, che divennero anche miei nel viaggio verso l'illegalitÓ, dove tutto fu davvero possibile.

Ho giÓ raccontato varie volte la nostra versione , non fosse altro perchŔ ci stavamo. Molti nel tempo hanno dovuto farsene una ragione del mio esserci con la scrittura e la presenza, nelle piazze e sul territorio, a
reclamare libertÓ e giustizia, nei fatti e per la parola.

Oggi non lavoro pi¨, sono andata in pensione: allora, 6 anni e 4 mesi fa, chiesi dei giorni di ferie. Oggi ho pi¨ tempo per leggere e leggo delle condanne richieste per gli inquisiti di quei giorni al G8.

Sono di una violenza inaudita, come lo furono quelle giornate e come continuano ad essere questi giorni che chiamano di pace. La nostra salute cerca anticorpi al veleno, il nostro corpo reclama non solo aria pulita. Rimane fame e sete di giustizia, quella che non ci pu˛ dare nessun buon governo, nessuna casa delle libertÓ per loro, di quelli che la abitano quella lussuosa casa, a spese nostre.

Allora , in quei giorni,con la destra al governo, invano venne chiamata in piazza la sinistra, quella grande, quella che porta sempre centinaia di migliaia in piazza senza che succeda niente, l'Italia dei buoni e dei moderati. Eh si, mi sono ritrovata, chi me lo avesse detto, ad essere non pi¨ una che difende la figlia e i suoi amici, ma una che deve difendersi, una
definita noglobal: che non vuol dire niente. Potrebbe avere un significato e una sua veridicitÓ se questo significasse che non vorrei muri, confini e barriere, che non vorrei recinti e contenitori, steccati e divisioni tra me cittadina-donna e il resto del mondo.

Intanto leggo di questa manciata di 225 anni da spargere tra i 25 imputati di saccheggio e devastazione. Le pene dovranno essere esemplari, perchŔ non si ripeta mai pi¨ e da nessuna parte, quello che Ŕ accaduto a Genova.
La violenza legalizzata, la violenza che Ŕ guerra,
sopraffazione, stupro, saccheggio delle speranze dei giovani e dei pi¨ deboli e dei migranti , continua la sua marcia e veste i colori della sicurezza e legalitÓ, non solo nel nostro paese ma nel mondo.

E' un massacro globale che opprime, che trova sempre nuove strade e antiche pratiche: il rito della repressione annuncia con forza la sua rinnovata creativitÓ e premia sacerdoti e sacerdotesse che lo officiano in nome della severitÓ e del controllo.

Per la pace di tutti.

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 Adriana Di Micco    - 28-10-2007
Il dramma, Doriana, Ŕ che attorno a questa religione si sono raccolti il diavolo e l'acqua santa. Non c'Ŕ da stare allegri, purtroppo, ma fai bene a denunciare. Non possiamo accettare che tutto questa accada senza che noi protestiamo con tutte le nostre forze.