Razzismo e Biologia
Carla Andreolini - 19-10-2007
A proposito di James Watson e della sua affermazione " i neri sono meno intelligenti dei bianchi"

Da appassionata di scienza e da insegnante , voglio subito chiarire che la biologia non avvalla alcun tipo di razzismo e che, grazie alla genetica molecolare che tanto deve proprio a James Watson, oggi possiamo affermare che le "razze umane non esistono" (mi permetto di suggerire la piacevole e istruttiva lettura del libro " L'INVENZIONE DELLE RAZZE" di G.Barbujani).

Eppure James Watson, l'ho appreso dai media, ha effettivamente detto che "i neri sono meno intelligenti dei bianchi".
Questa personale, discutibile , "bruttissima " affermazione non toglie nulla al valore del lavoro effettuato da Watson che consiste nell'aver costruito, insieme al collega Francis Crick un / il modello della molecola del DNA.
James Watson e Francis Crick nel 1953 comunicano tramite la rivista Nature - 25 Aprile 1953, pagg 737-738 - di aver costruito un modello della struttura del Dna.
Da pochi anni si sapeva che il DNA contiene le informazioni per i caratteri ereditari, ma ancora non si conosceva come la molecola fosse fatta.
Watson e Crick ne costruirono un modello utilizzando ciò che del DNA si conosceva (la composizione chimica, la funzione, la capacità di fare copie di sé ecc...) .
Grazie a questo loro lavoro i due scienziati, nel 1962, ebbero, meritandolo, il premio nobel per la medicina insieme a Maurice Wilkins .
Va detto che grazie a tale lavoro la biologia e la medicina sono progredite in modo ... esponenziale.

Ma Watson è una persona, come tale può sbagliar e non è la prima volta che accade.
Ormai è a conoscenza di molti che ad esempio egli costruì il modello a doppia elica del Dna anche grazie ad una fotografia ( n° 51) della molecola sottratta alla scienziata Rosalind Francklin.
Che si sia trattato di un vero e proprio furto lo raccontò, come un "simpatico aneddoto", lo stesso Watson nel libro "La doppia elica", pubblicato nel 1968; tutto ciò non depone a favore dell' onestà intellettuale dello scienziato.
Aggiungo che alla cerimonia di consegna del nobel Watson e Crick ringraziarono molte persone ma non citarono la Francklin .

Insomma J. Watson non può essere dimenticato per il contributo che ha dato alla biologia, ma in questa occasione, come in altre, non va certamente seguito e tanto meno ammirato.

Saluti a tutti
Carla Andreolini

interventi dello stesso autore  discussione chiusa  condividi pdf

 l'Unità    - 18-10-2007
Premio Nobel Watson razzista, lezione cancellata a Londra


Il museo della Scienza di Londra ha cancellato la prevista conferenza del premio Nobel James Watson, pioniere degli studi sul Dna, dopo che questi aveva affermato che i neri sono meno intelligenti dei bianchi, suscitando proteste e polemiche. La lezione era prevista per venerdìi.

Watson, 79 anni, non nuovo ad affermazioni controverse, aveva dichiarato alla vigilia del suo viaggio in Gran Bretagna per un giro di conferenze di sentirsi pessimista sul futuro dell'Africa perché «tutte le nostre politiche sociali sono basate sul fatto che l'intelligenza degli africani sia uguale alla nostra quando tutti i test svolti dicono il contrario».

E aveva aggiunto che esiste il desiderio naturale di vedere tutti gli esseri umani come eguali, «ma la gente che deve trattare con dipendenti neri sa che non è vero».

Il museo ha detto che queste posizioni sono «inaccettabili» e ha quindi annullato la conferenza. «Sappiamo - ha affermato lo Science Museum in una nota - che gli scienziati più eminenti possono alle volte dire cose che causano controversie, e questo museo non evita di dibattere argomenti controversi. Ma in questo caso pensiamo che il dottor Watson abbia superato il limite di un dibattito accettabile, e come risultato, cancelleremo la sua conferenza».

 Carla Andreolini    - 19-10-2007
Sì, ho saputo del comportamento dei responsabili del museo della Scienza di Londra e ... ho apprezzato !
Ho inotre approfittato di questo fatto di "cronaca" per far riflettere gli studenti con cui lavoro su molteplici temi: la responsabilità degli scienziati; l'influenza della scienza sul pensiero comune; la differenza che esiste tra lo scienziato e l'uomo ecc.. Insomma ho fatto di tutto per trovare qualcosa di positivo anche in questa spiacevole occasione ...
Curiosità (statistica?): lavoro con 5 classi di un liceo scientifico tecnologico; gli studenti di1°, 2°, 3° e 4° mi hanno chiesto informazioni e giudizi su questo fatto; gli studenti di quinta ( in 4° hanno studiato dalla genetica classica a quella molecolare) non ne sapevano nulla, non ricordavano Watson e non avevano sentito / letto la notizia!
saluti a tutti
Carla

 Arnaldo Radovix    - 24-10-2007
Io non ho apprezzato per niente cara Carla.

Mi ha ricordato il caso della abiura di Galileo!

E se fai una differenza fra uomo e scienziato vuol dire che non ne sai nulla dell'uno e/o dell'altro.

Se fai questa differenza significa che il tuo uomo non è altri che un ignorante imbevuto di demagogie (di sx di dx o religiose, come ti pare)...demagogie che vengono allegramente chiamate "etica".

La scienza e lo scienziato e quindi l'uomo non possono prescindere dalla CONOSCENZA, anche se questa urta le utopie insegnate da maestri bravi a girare le frittate d'aria ma scarsi della conoscenza del mondo.

Poveri ragazzi!