Il trapianto e il rigetto
Lucio Garofalo - 29-09-2007
Una rapida premessa. Io ho sempre detestato i pregiudizi e gli stereotipi morali (che sono comodi, funzionali e convenienti), i luoghi comuni più beceri e banali. Mi ripugnano l'ipocrisia e la pusillanimità insite nel conformismo e nelle convenzioni sociali. Pertanto, non sono abituato a valutare mai nessuno dall'alto in basso, e tantomeno sono incline ad emettere facili sentenze, anzi. Più semplicemente (ed umilmente) mi sforzo di pensare con la mia testa, cercando di vagliare e sviscerare bene fatti e persone, per penetrare in profondità ed afferrare la sostanza del reale. In altre parole, mi piace esercitare il mio spirito critico, le mie capacità di riflessione e di giudizio autonomo. Una sana abitudine che pare siano sempre in minor numero a praticare nel nostro afflitto e sciagurato Paese.
Ebbene, a parte i "vaffa" urlati al vento, che lasciano il tempo che trovano e che chiunque può restituire al mittente, a parte le facili ingiurie e gli improperi destinati (giustamente) alla Casta partitocratica e ai suoi servi in livrea, a parte le esuberanti manifestazioni di folclore, collocate a metà strada tra il leghismo e il girotondismo, vorrei esternare un mio saldo convincimento. Una persuasione che esce rafforzata e confermata dal livore e dall'astio con cui io stesso sono stato vilmente assalito (sul piano verbale, ovviamente), offeso e provocato dai numerosi e fanatici seguaci del Grillo Urlante, senza conoscere minimamente il sottoscritto, senza nemmeno supporre chi possa davvero essere e senza contemplare che il sottoscritto non è manco lontanamente un esponente della Casta, tantomeno un servo, un lacchè o un funzionario di partito. Vi confesso che le accuse, assolutamente gratuite, meschine e ridicole che ho ricevuto, hanno suscitato soltanto la mia ilarità. Il fatto è che la mia opposizione alla classe dirigente di questo sventurato Paese (sventurato anche per i movimenti di "rigetto" e di "protesta" che periodicamente produce, a partire dal fascismo squadrista negli anni '20 del secolo scorso, per approdare alla Lega Nord negli anni '90) non si estrinseca, né si limita ad un generico ed inconcludente "vaffa" che non serve a nulla, non risolve nulla, e che chiunque è in grado di urlare facilmente all'indirizzo di un ceto politico composto in gran parte da gente corrotta e depravata, da affaristi senza scrupoli, cinici ed inetti, imboscati e fannulloni, ladri ed evasori, inquisiti, banditi, mafiosi e chi più ne ha ne metta. Questo è un dato di fatto talmente evidente ed innegabile che non mi azzardo minimamente a contestare o a mettere in dubbio. Al contrario, io sono il primo a pronunciarmi e schierarmi duramente contro la Casta (o la Cosca, che dir si voglia), anzi contro le Caste e le Cosche di questo Paese. Sono il primo a criticare aspramente e radicalmente il sistema politico-economico dominante. Ma con altri metodi, altri contenuti ed altre forme, soprattutto con altre finalità ed intenzioni, con altre risposte ed altre ipotesi di soluzione. Che non hanno nulla a che spartire con la proposta grilliana di esclusione dalla cittadinanza e dai diritti politici (seppure connessi e concessi ad una democrazia meramente formale e rappresentativa come la nostra) dei tanti poveracci, precari, disoccupati, lavoratori, operai che, in seguito ad un improvviso licenziamento, sono condannati alla fame oppure alla ribellione, rischiando in tal modo l'arresto e la galera, subendo quindi una censura e una condanna penale. Perdendo, di conseguenza, ogni diritto a candidarsi e ad essere eletto. Insomma, oltre al danno ricevuto (anzi, i danni: il licenziamento e il carcere), l'umile operaio deve sopportare anche la classica beffa!...
Detto ciò, passo ad elencare sommariamente e disordinatamente gli insulti e gli appellativi oltraggiosi che mi sono stati "gentilmente" attribuiti dalla tribù dei "grillini-grilletti". Procedendo alla rinfusa e cercando di menzionare solo le insinuazioni e le provocazioni più gravi ed ingiuriose, sono stato tacciato di essere: un servo della Casta partitocratica (io che non detengo alcuna tessera di partito, né sindacale), addirittura prezzolato a suon di euro e dollari; un funzionario dell'informazione di regime (proprio io!), ossia di certa stampa ben pagata, al servizio della Casta; un moralista (senti chi parla di moralismo!), intellettuale e pseudo-comunista, quando chi cavalca l'onda (irrazionale ed emotiva) del moralismo e del giustizialismo più oltranzista sono proprio i "grillini" (a cominciare dal Grillo sparlante che si erge a paladino della moralità e della legalità pubblica, spacciandosi anche per uomo di sinistra, al solo scopo di accativarsi le simpatie della piazza e del popolo della "sinistra" scontenta e delusa); un invidioso, un imbecille ed altro ancora, solo perché ho compreso ed ho avuto l'ardire (e l'audacia) di smacherare l'autentica natura (indubbiamente aggressiva e retriva) di tale movimento, benché camuffato sotto mentite spoglie "sinistre". Tali offese e calunnie tradiscono ulteriormente la matrice pericolosamente autoritaria ed eversiva del movimento "grillista" (o "grullista" ?). Nonostante, ripeto, la realtà del movimento sia ben travestita e riparata dietro una facciata populista e perbenista di marca neogirotondina e neogiacobina.
Per sgombrare il campo da eventuali equivoci, vorrei provare a spiegare in breve le ragioni principali che mi hanno indotto ad espormi e schierarmi apertamente contro l'iniziativa e il movimento grillista. Anzitutto perché diffido di qualunque presunto e sedicente "moralizzatore" della vita pubblica, specie se si tratta di un ex-comico che spara "vaffa" a raffica sulla "croce rossa" rappresentata dai vari Prodi, Mastella & soci. Troppo facile, troppo banale, troppo scontato, troppo conveniente... Poi con i "vaffa" non si crea e non si risolve alcunché, tanto meno si distrugge nulla. D'altronde, sappiate che come si ricevono, i "vaffa" si possono restituire al mittente. Inoltre, visto il tipo di protesta (attestato a metà strada tra il leghismo e il girotondismo) e considerate le rivendicazioni, in parte di stampo giustizialista e giacobino, in parte di matrice razionaria e forcaiola, avanzate dal movimento, francamente non mi vorrei ritrovare dalla classica padella a cuocere nella brace più rovente, vale a dire non vorrei alla fine dover addirittura rimpiangere l'armata-baracca-parata di Prodi & Berlusconi, ossia l'odiata, esecrata e maledetta Casta partitocratico-mafiosa di Mastella, Rutelli & degli altri compari di merende. Insomma, il ciclone grillista spazzerà via il Palazzo istituzionale in cui si ripara la Casta dei partiti-comitati-affaristi (e mi potrebbe stare anche bene), ma poi? Cosa si propone? Quali suggerimenti ed ipotesi alternative avanza questo movimento emergente, pronto ad abbattersi su Madre Mastella di Ceppaloni e su tutto il perfido Monastero della Casta-cloaca, come una tempesta purificatrice? Si invoca un nuovo Parlamento? Semplicemente "ri-pulito", un Parlamento più "pulito", "ordinato", "disciplinato", ossia più "allineato" ed "obbediente"? Tutto qua? Dunque, l'idea promossa dal "popolo grillista" è di passare dal "cretinismo parlamentare" al "cretinismo neoparlamentare"? Mi sembra una vera fregatura!...
Io potrei anche condividere in pieno l'incazzatura e la rivolta del movimento grilliano contro l'immondizia e la corruzione del sistema partitocratico-borghese (un sentimento sincero che provo non da oggi, né per conformismo, né per convenienza, tantomeno per opportunismo o altro), ma non ne approvo la richiesta di stampo esclusivista, classista e reazionaria, contenuta nel disegno di legge per un "Parlamento pulito". Da tali ragionamenti discendono i dubbi e le perplessità che nutro rispetto all'origine ed alla provenienza (disfattista e qualunquista, quindi autoritaria e poliziesca) del movimento catalizzato attorno alla figura del Grillo (s)Parlante.
Comunque, ancora una volta voglio riassumare in breve la mia posizione fortemente critica. A costo di annoiare chi mi legge.
Quanti sono i giovani precari e disoccupati, i lavoratori indifesi, gli operai che, una volta licenziati e abbandonati a se stessi, senza più uno straccio di lavoro, privati anche di quel miserabile reddito necessario a mantenersi e a mantenere le proprie famiglie, sono costretti a protestare e ribellarsi, a manifestare la propria rabbia e frustrazione, per cui corrono seriamente il rischio di essere arrestati e di finire in prigione, con l'inevitabile conseguenza della schedatura e della fedina penale non più incensurata? Sono tanti, troppi! E, non avendo né i soldi né il potere per difendersi adeguatamente, per pagare e permettersi un buon avvocato, non possono ottenere giustizia. Cosa che invece possono facilmente concedersi i pochi ricchi, potenti e privilegiati, raramente inquisiti, i mafiosi, i banditi legalizzati dell'alta finanza, tutti i corrotti e i corruttori del sistema che non finiranno mai in galera, se non per errore.
Inoltre, vorrei rammentare cosa sosteneva Pier Paolo Pasolini oltre 30 anni or sono, qualche tempo prima di morire assassinato il 2 novembre 1975. Il genio "profetico" di Pasolini aveva previsto ed ipotizzato che in Italia "il fascismo potrà risorgere a condizione di chiamarsi 'antifascismo'". Ovvero "grillismo"?!... Penso anche alla tesi gramsciana sull'oltranzismo e sul "sovversivismo delle classi dirigenti" di questo strano Paese che è l'Italia. Un Paese in cui i vari movimenti di "protesta" e di "rigetto" antipartitocratico (ossia antidemocratico) che si sono avvicendati, sin dai tempi del fascismo degli anni '20 del secolo scorso, per finire alla Lega Nord di Bossi, Borghezio & Calderoli, passando per il Fronte dell'Uomo Qualunque del 1944 (e via discorrendo), si rivelano successivamente, una volta giunti al potere, molto più pericolosi, aggressivi ed eversivi del sistema di potere più retrivo e misoneista che intendono contestare, della classe dirigente più inetta, marcia e corrotta che si propongono di rovesciare e sostituire, dell'ordine costituito più autoritario ed oppressivo che mirano a sovvertire e a rendere ancora più "ordinato" e "pulito", ossia più coercitivo e repressivo. Usando una metafora medico-chirurgica, si potrebbe immaginare che dopo l'ennesimo "trapianto" di organi praticato sul corpo malato ed incancrenito del sistema politico-istituzionale italiano, ci si potrebbe e dovrebbe attendere il classico "rigetto", quindi l'invocazione di un altro (inutile) "trapianto", per procedere penosamente fino allo stadio terminale di una malattia in realtà incurabile e letale. Pertanto, la soluzione più efficace sarebbe quella di sopprimere e seppellire definitivamente il corpo decrepito e putrefatto dello Stato borghese, per crearne uno radicalmente nuovo, effettivamente immune da affezioni e morbi tanto perniciosi.
Infine, mi permetto di formulare una breve chiosa a proposito della figura del Grillo Urlante, l'eroe del momento, esaltato e celebrato dai suoi seguaci, idealizzato e mitizzato da tanti blogger e utenti del Web, un personaggio fuoriuscito dalla cosiddetta "democrazia virtuale" che pure va salvaguardata e preservata, in quanto mi pare che sia l'unica forma di "democrazia diretta e partecipativa" esistente e possibile oggi in Italia. Almeno finora... Voglio rammentare che lo stesso Benito Mussolini, in gioventù era stato un socialista rivoluzionario, dunque un fiero e tenace avversario del riformismo di Turati e degli altri dirigenti del partito compromessi con il potere liberalborghese dell'Italia giolittiana prefascista. Fu persino direttore del quotidiano "L'Avanti!", organo ufficiale del Partito socialista italiano. Il giovane Benito fu addirittura, per una stagione molto breve, un convinto antimilitarista, neutralista ed antiinterventista alla vigilia della prima guerra mondiale. Per poi capovolgere e ribaltare, improvvisamente e radicalmente, se stesso e le proprie idee. E (s)vendersi ai guerrafondai, alla borghesia imperialista e belligerante, ai padroni agrari e industriali. Fino a diventare, come tutti sanno, il Duce del Fascismo. Il resto è (o dovrebbe essere) storia arcinota a tutti.

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 Giancarlo Righini    - 30-09-2007
Volevo commentare quanto ho appena letto, soprattutto per cercare di tranquillizzare l'autore, che mi sembra troppo spaventato ed intimorito dai pericoli del Grillismo, andandone a cercare analogie nel passato più o meno recente. Con il giovane Mussolini credo non abbia proprio nulla a che fare, si tratta infatti di un giovanotto di 60 anni. Il movimento dei grillini è fatto di persone informate sulla vicenda politica, che usano i nuovi linguaggi multimediali e diffondono un'informazione alternativa veramente preziosa in questo momento per il nostro paese. Almeno seguento su internet il blog e le iniziative dei grillini, trovo solo cose interessanti che tutti dovrebbero conoscere, basate su conoscenze scientifiche valide.
Sul cambiamento della casta politica, penso che ci sia un assoluto bisogno, e finalmente qualcuno che lo grida nelle piazze, non può che essere il benvenuto, e credo che gli vada onestamente riconosciuta una certa stima.