Chi sono i veri nemici della politica in Italia
Alberto Biuso - 24-09-2007
Non solo i rappresentanti dei partiti ma anche la stampa e la tv, nel V-day criticate per la loro subalternità al potere, hanno sùbito trovato una formula propagandistica volta a esorcizzare la protesta di tante persone: antipolitica. Mi domando: l'antipolitica sono le manifestazioni di coloro che chiedono maggiore rispetto per la legalità, di quanti vorrebbero che delle persone condannate con giudizio definitivo (!!) non stiano in Parlamento oppure l'antipolitica sono i comportamenti arroganti di chi utilizza strutture pubbliche per il proprio interesse come hanno fatto (e sono solo due esempi recenti tra i tanti possibili) il senatore di AN Gustavo Selva e il Ministro della Giustizia e segretario dell'Udeur Clemente Mastella?

Antipolitica sono i cittadini che lavorano con fatica per stipendi minimi e che chiedono migliori condizioni di vita o chi spreca il danaro pubblico in tante e diverse maniere, vota leggi che aumentano il proprio stipendio di parlamentare ma poi chiede "sacrifici" agli italiani?

Antipolitica sono i giovani precari che protestano per una condizione di schiavitù o Bossi che disprezza la bandiera italiana e minaccia la guerra civile?

Antipolitica sono coloro che vorrebbero fosse premiato il merito - nelle scuole, nelle Università, nella Pubblica Amministrazione - o chi garantisce raccomandazioni agli incapaci in base a legami di partito o amicizie personali?

Antipolitica sono quanti vorrebbero vivere in un'Italia più decente o il deputato cattolico dell'Udc Cosimo Mele che va a puttane in una lussuosa suite romana, facendo anche uso di cocaina?

Antipolitica è la proposta di candidare dei cittadini senza partito alle elezioni comunali o la selezione del personale politico nelle segreterie dei partiti, con liste chiuse e quindi con i nomi degli eletti già stabiliti da pochi notabili?

Se politica significa l'impegno personale e l'azione collettiva per la giustizia nella polis e non la corruzione profonda e capillare in cui il sistema dei partiti ha gettato l'Italia (con la complicità attiva di molti italiani -certo! - dei tantissimi che elemosinano favori e non vogliono diritti e doveri), credo che le risposte a queste domande siano evidenti.


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 Marino Bocchi    - 24-09-2007
W la società civile (tutta), W i cittadini (tutti), W le categorie dei lavoratori (tutte), che sono meglio della politica, dei partiti e dei sindacati che li rappresentano. Che bella e consolante favoletta, ad uso e consumo delle nostre false coscienze, che intanto possono continuare ad esercitarsi al razzismo, alle furberie, alle volgari e qualunquistiche messe in scene del primo guitto che ha qualcosa da dire E il problema della democrazia liberale e dei governi, che Marx definitiva il comitato d'affari della borghesia, si può risolvere con un colpo di clic. Basta un blog. Ci salverà la rete. Dio abbia in gloria il Web. E il precariato l'ha inventato Biagi e non l'innovazione tecnologica e telematica, da cui, tra parentesi, sono nati il clic, i blog, la rete e il web, che hanno delocalizzato, parcellizzato, frammentato e ridotto il mondo del lavoro, rendendolo fluido e flessibile. Ma questo lo scrivono i pochi economisti e i pochi sociologi seri (come Gallino) che sanno ancora leggere la realtà. Suggerirei a Grillo, e ad Alberto (la cui cultura ampia, sfumata e raffinata è fuori discussione) di meditare le riflessioni sulla democrazia di Luciano Canfora, laddove ricorda che la stessa democrazia, che a noi occidentali ci fa essere tanto orgogliosi, è un bluff, non perché lo sia in sé ma per l'uso particolaristico e privatistico che ne fanno da sempre e ovunque i poteri economici, politici e affaristici. E invece qui va a finire che è solo colpa di Fassino e Mastella, figuriamoci. Sì ci vorrebbe di nuovo Marx. Altro che Grillo.