Un fascista
Massimo Franchi - 23-07-2007
Nel fuoco di un luglio che ci presenta il biglietto da visita della globalizzazione neoliberista e brucia uomini e cose, minacciando la sopravvivenza stessa del mondo sul quale viviamo, la crisi della sinistra autorizza l'audacia dei moderati e incoraggia la protervia dell'estrema destra. Ci si manda in pensione fuori tempo massimo, in nome di figli salvati non sai bene da quale malanno, solo perché i padri sputeranno sangue e veleno nei posti di lavoro per anni ancora di lavoro e miseria, si assiste impotenti alla vergogna di una giustizia che si separa dalla legge se l'indagato è eccellente e ferma allo stop del guardasigilli magistrati isolati da assoluzioni decise nelle aule di un Parlamento ormai totalmente estraneo al Paese.
In questo clima sarebbe persino strano scaldarsi per una questione di antifascismo, se non fosse ormai chiaro che sul tema dei valori e dell'eredità della Resistenza si gioca la partita decisiva tra ciò che resta della democrazia e il fascismo che torna. Alessandra Kersevan ci segnala l'ennesimo attacco e Fuoriregistro esce dal suo limbo estivo per darne notizia ai lettori. Ogni giorno che passa una nuova e proditoria lama colpisce alla schiena il Paese tradito e occorre aprire gli occhi: chi pensa che ci attaccheranno con manganelli e olio di ricino si sbaglia.

La redazione



Un «fascista» all'Istituto per la Resistenza di Verona

Andrea Miglioranzi in un manifesto per Tosi Sindaco.
Tre mesi di carcere per istigazione all'odio razziale, leader degli skinhead, dirigente della Fiamma Tricolore, membro del gruppo musicale "Gesta bellica", che come pezzi culto ha canzoni dedicate a Erik Priebke ("Il capitano") e a Rudolph Hess ("Vittima della democrazia"). Quale curriculum migliore per far parte dell'Istituto per la resistenza di Verona?

La splendida idea di nominare il 35enne Andrea Miglioranzi («Fascista? Per me è un termine molto caro») come rappresentate del Comune all'ente fondato nel 1998 che ha tra i compiti quello di «raccogliere testimonianze di partigiani» è venuta alla maggioranza del consiglio comunale. Ancora elettrizzati dalla fresca nomina dopo l'elezione a sindaco dell'astro nascente della Lega Flavio Tosi (quello che come prima cosa ha cacciato gli «zingari» dalla città), i consiglieri della destra si sono sentiti di osare. Dovevano nominare due persone.
La prima è stata Lucia Canetti di Alleanza Nazionale. E già ci sarebbe di che discutere. Ma per secondo hanno scelto lui, «il camerata Miglioranzi».
Uno che era già conosciuto nel mondo del "white power rock", ma è diventato ancora più famoso per essere il primo in Italia a finire in carcere per la legge Mancino sull'istigazione all'odio razziale. Nel 1996: tre componenti del gruppo (oltre a Miglioranzi, c'è il leader Alessandro Castorina, ora segretario provinciale della Fiamma Tricolore) organizzano un'aggressione nei confronti di uno "sharp" (skinheads di sinistra), reo di essere l'ispiratore di alcune iniziative musicali multietniche. Le minacce sono chiare: «A Verona queste cose non le vogliamo, se ci provi ancora sei morto». I picchiatori sono di Napoli, i mandanti si limitano ad osservare il pestaggio. Con entusiasmo. La Digos li arresta e, grazie all'applicazione della legge Mancino, scontano in carcere quasi tre mesi.

Qualcuno a Verona, città medaglia d'oro per la Resistenza, si è opposto. Oltre allo scultore e sopravvissuto ai campi di concentramento Vittore Bocchetta («Qui è peggio del periodo di Hitler, a Verona manca totalmente la memoria storica»), è la senatrice di Rifondazione Tiziana Valpiana a organizzare la protesta. «Io sono anche componente del direttivo dell'Istituto e posso promettere che Miglioranzi non varcherà mai la soglia della nostra sede. Mi impegno in nome dei miei parenti morti a Mathausen. La sua nomina è in spregio alla resistenza e già lunedì chiederò a Oscar Luigi Scalfaro, come presidente degli enti di ricerca sulla resistenza, di chiedere l'annullamento della nomina». La senatrice Valpiana, poi, dietro Miglioranzi vede la mano di Tosi. «Sono sicura che l'idea è sua. Il nuovo sindaco vuole mostrarsi come uomo forte, come nuovo Gentilini (l'ex sindaco di Treviso, ndr) e per farlo arriva a provocazioni come quella di nominare un fascista pregiudicato a custode della memoria dei partigiani».
E difatti il neo sindaco di Verona (accomunato a Miglioranzi per una condanna, ancora non definitiva, per lo stesso reato) non si nasconde. «Le nomine sono del Consiglio comunale, ma li avrei votati anch'io se fossi stato presente. I due consiglieri nominati sono sicuramente persone preparate, con idee politiche magari diverse. Ma sono convinto che possano portare un confronto positivo all'interno dell'Istituto, non per riscrivere la storia o per fare del revisionismo, ma per approfondire alcuni aspetti sui quali fino ad ora c'è stata minore sensibilità». Oltre a Tosi, a Miglioranzi è stata espressa solidarietà dal presidente veronese di An Massimo Giorgetti. «In democrazia funziona così, non capisco lo sconcerto. E poi mi pare che il dopoguerra sia finito da un pezzo», ha commentato stupito al "Corriere di Verona".
Insomma, Miglioranzi (e Canetti di An) potranno dimostrare che i partigiani stavano dalla parte sbagliata e che i giusti stavano vicino Verona, nella Repubblica Sociale di Salò. Miglioranzi potrà farlo canticchiando le canzoni del suo gruppo. Come "Feccia Rossa": "feccia rossa/nemica della civiltà/ bestia senza umanità/ la celtica croce vincerà". Oppure "8 settembre '43": "una data senza perché/ è giunta l'ora della viltà/ un altro marchio di infamità/ Ma io sono camicia nera/ nel mio cuore una fede sincera".

L'unità.it
21.07.07


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 Redazione    - 23-07-2007
Parlamento della Repubblica.
Camera dei Deputati
Seduta n. 872 del 7/3/2001

Pag. 36713

INTERNO
Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
con lettera ufficiale (protocollo n. 59 del 15 febbraio 2001), il presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan, ha comunicato al signor Miglioranzi Andrea, uno dei leader del famigerato Veneto Fronte Skinheads, il riconoscimento del patrocinio ufficiale della regione Veneto per la sua iniziativa finalizzata alla formazione di un Osservatorio sulla giustizia;
il signor Miglioranzi è attualmente imputato per violazione della cosiddetta legge Mancino (decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 1993, n. 205) per istigazione all'odio razziale;
la suddetta iniziativa, volta alla eliminazione dalla legislazione italiana delle leggi Scelba e Mancino contro il razzismo e nazismo, ha visto il coinvolgimento di esponenti di Forza Nuova e di partiti della Casa delle Libertà e risulta essere improntata alla delegittimazione dell'azione preventiva e repressiva delle forze dell'ordine e della magistratura;
negli ultimi anni, le regioni del nord est italiano sono state teatro di episodi di cronaca e di manifestazioni di violenza a sfondo politico-razziale di cui si sono resi responsabili naziskin di lingua italiana, riconducibili a gruppi che hanno chiari collegamenti con il Fronte Veneto Skinheads e con Forza Nuova;
recentemente, il 24 febbraio 2001, Forza Nuova ha tenuto una manifestazione nella città di Trieste insieme ai neonazisti tedeschi dell'Npd contro la legge approvata dal Parlamento italiano per la tutela della minoranza slovena -:
quali le valutazioni del Governo con riferimento ai fatti sopra esposti e quali iniziative intenda assumere al fine di impedire che un'alta istituzione pubblica, quale una regione, possa offrire - quand'anche indirettamente - sostegno a gruppi eversivi che seminano l'odio razziale, in spregio della legislazione di civiltà che l'Italia si è data e ad iniziative tendenti a delegittimare l'azione delle istituzioni preposte al rispetto di tale legislazione.
(2-02945)
«Mussi, Bonito, Schmid, Ruzzante, Soda, Peruzza, Manzato, Olivieri, Ruffino, Di Bisceglie, Buglio, Debiasio Calimani, Basso».


 Giovanni Russo Spena    - 23-07-2007
Alla Redazione di Fuoriregistro

Vi invio la dichiarazione di Imma Barbarossa, della segreteria nazionale del PRC sulla vergognosa nomina all'Istituto Storico della resistenza di Verona.
Grazie.
Saluti.
Giovanni Russo Spena


Roma, 23/07/2007

Con una ennesima provocazione il sindaco di Verona -città medaglia d' oro per la Resistenza - ha scelto come rappresentanti del Comune nell'assemblea dell'Istituto per la Storia della Resistenza una nostalgica del fascismo e un neonazista.

Si tratta di Andrea Miglioranzi di Fiamma Tricolore, più noto come compositore ed esecutore del gruppo musicale "Gesta bellica", già condannato per la legge Mancino insieme al suo sindaco, e di Lucia Canetti, di AN, nota per la sua difesa delle cose buone fatte da Mussolini.

Entrambi hanno dichiarato di voler portare nell'Istituto la memoria e l'onore dei Repubblichini di Salò.

I compagni e le compagne del PRC si associano al dolore e allo sdegno degli antifascisti veronesi, dell'ANPI e delle organizzazioni antifasciste di tutta Italia, ribadendo il loro impegno nella difesa delle radici antifasciste della nostra Repubblica e nella condanna di ogni forma di fascismo e nazismo che possano riproporsi.

Per la segreteria nazionale del PRC

Imma Barbarossa


 Giovanna Capelli senatrice    - 24-07-2007
Già lo sapevo. Bisogna reagire. E' un fatto inaccettabile.

 Maria Antonia Stefanino    - 26-07-2007
Ieri 25 luglio, il manifesto ha riportato la notizia delle dimissioni di Miglioranzi, ma non illudiamoci già
il direttore dell'istituto, prono come tutto il ceto dei nuovi boiardi di stato, apriva varchi di collaborazione a voci plurali. il tempo che viviamo nemmeno nel peggiore degli incubi lo avrei pensato tale.