La casta e il precariato
Gianfranco Pignatelli - 03-07-2007
C'è un tesoretto? Allora lo dilapidiamo, si sarà detto il ministro dell'istruzione Peppe Fioroni. Presto fatto, il nostro emana un provvedimento che conferisce ai docenti in ruolo gli spezzoni orari fino a sei ore e li sottrae ai precari, quelli che l'anno scorso li hanno ricoperti. Così il ministro raggiunge due risultati. Innanzitutto spreca maggiori risorse per strapagare, come straordinario, ciò che ai precari è sottopagato in ordinario. Eppoi getta nella disperazione occupazionale gli insegnanti precari. Quelli che, proprio attraverso quegli spezzoni, si sono garantiti la sussistenza professionale, prima che economica, oppure hanno visto riconosciuto il loro sacrosanto diritto al completamento dell'orario cattedra.

Follia? No. E' ciò che accade quando la casta dei privilegiati legifera, sparla e spreca sui precari. Quando sono i sindacati dei lavoratori occupati a negoziare con il governo il futuro dei disoccupati. Se i destini degli incapienti è definito dai benestanti, quello dei sottoccupati dai plurioccupati, è ancora opportuno chiedersi perché i cittadini si allontanano dalla politica? O è più corretto domandarsi perché la politica non ascolti i cittadini?

Infine, dove sono la solidarietà, il patto generazionale, l'equità redistributiva, la lotta al precariato e la tutela dei diritti di cui straparla la sinistra?

Gianfranco Pignatelli per i C.I.P. - Comitati Insegnanti Precari


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