breve di cronaca
Baghdad, maturità sotto la minaccia delle bombe
IGN - 21-06-2007
Tensione tra studenti e le loro famiglie alla luce dei recenti attacchi

I maturandi iracheni svolgono la loro prova protetti dalle forze di sicurezze presenti in tutte le sedi degli esami ma molti non si presentano per timore di attentati

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Baghdad, 20 giu. - (Aki/Ign) - Si svolgono sotto la minaccia degli attentati terroristici gli esami di maturità degli studenti di Baghdad, in corso in questi giorni. Assicurare l'incolumità dei maturandi è il compito dell'unità operativa creata appositamente dal ministero dell'Istruzione, in collaborazione con la Difesa e gli Interni. Gli studenti e le loro famiglie "non devono avere paura, in quando le pattuglie militari e delle forze di sicurezza sono presenti in tutte le sedi degli esami e soprattutto nelle zone più calde", spiega ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL il ministro dell'Istruzione Khudayr al-Khizay. "Tutti i responsabili del governo e del ministero dell'Istruzione prodigano sforzi eccezionali perché l'anno scolastico possa concludersi serenamente".

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 Laura Tussi    - 21-06-2007
Il crimine più grave commesso da questa democrazia autoritaria di cui è espressione prima e massima l’amministrazione degli Stati Uniti d’America del Presidente G.W. Bush che già ha scippato le elezioni con manovre oscene, è di avere demolito quel poco di legalità internazionale che si teneva su di un equilibrio non certo ideale, tutt’altro che perfetto, che è stato sciagurato demolire con la prepotenza, invece di lavorare per emendarlo, migliorarlo e renderlo più efficiente. Una volta che si spezza la fragile ossatura della legalità internazionale, ognuno è legittimato a fare quello che gli pare. Questo è l’aspetto più devastante. Gli Americani non vogliono più sottoporre a discussione e verifica i problemi, ma sostengono di avere ragione a priori e di essere la “democrazia a priori”, il “bene a priori”. Gli Americani hanno combattuto contro i nazifascisti, è vero, ma l’hanno fatto anche per i propri interessi e solo dopo aver subito l’attacco Giapponese a Pearl Harbor. La partecipazione alla seconda guerra mondiale ha permesso loro di costruire un’egemonia sul mondo che permane ancora oggi. Dunque la guerra contro il nazifascismo era conforme ai loro interessi politico-strategici ed economici.
Inoltre Roosevelt era profondamente diverso da Bush. E’ stato Roosevelt che ha liberato l’Europa, non Bush. Il progetto del New Deal di Roosevelt era un piano politico di natura socialista, radicale a favore di un’idea di stato sociale, di giustizia sociale, di eguaglianza democratica.
Quello che gli Americani vogliono esportare non è la democrazia, ma il loro modello amministrativo basato sul predominio dell’economia. Quindi il loro non è affatto un atteggiamento democratico, ma autoritario e colonialista. Oltretutto sussiste in tutto questo un elemento pesante di idiozia. La democrazia implica libere elezioni che però in molti Paesi Arabi porterebbero la vittoria degli estremisti islamici o comunque dei partiti musulmani radicali. La costruzione di una democrazia, che è un legittimo principio, va ponderata con le culture, le diverse esigenze, attivando le forze che possono costituire una democrazia con la cultura, con relazioni basate sulla legalità internazionale, rispettando gli specifici culturali. Questa politica non è segno di forza, ma di debolezza da parte degli Americani. L’attuale amministrazione americana è un disastro, perché non vede le complessità, si comporta esattamente come quei sedicenti no global fracassatori che non sanno interpretare la complessità del reale e credono che sia sufficiente avere poche idee schematicamente “giuste” per risolvere il problema, non considerando che l’essere umano è contradditorio, complesso, fragile, opportunista, ma anche vile e talvolta persino eroico, e poi vile: è molto difficile governare con sapienza.