Proposta per il nuovo contratto dei docenti
Davide Vancini - 24-05-2007
Il lavoro dei docenti è da troppo tempo sottoposto a critiche da parte di chi non conosce il mondo della scuola.
E' sicuramente lesivo per la categoria continuare ad essere additati come coloro che lavorano solamente 18 ore la settimana. Anche in sede di rinnovo contrattuale le richieste di aumenti devono fare i conti con il mito delle 18 ore di lavoro settimanale.

Come rappresentante RSU vorrei sottoporre alla discussione di tutti i colleghi la seguente proposta.



1. L'orario di lavoro dei docenti ( proposta di modifica degli art. 26 e 27 CCNL)

Premessa


Il lavoro dell'insegnante si svolge in tempi diversi e con modalità diverse.
Una parte del lavoro può essere paragonata al lavoro impiegatizio (orario settimanale definito dalle attività didattiche in classe) mentre una parte è tipica dell'attività libero professionale (orario non definito, attività decise autonomamente, progettualità educativa).
Gli articoli 26 e 27 del CCNL definiscono l'orario di servizio dei docenti.
L'art. 26 definisce con precisione l'attività oraria di insegnamento in classe.
L'art. 27 definisce le attività funzionali all'insegnamento; al comma 2 indica le attività individuali (preparazione delle lezioni e delle esercitazioni, correzione degli elaborati, rapporti individuali con le famiglie) senza specificare quante ore di lavoro sono richieste, mentre al comma 3 punto a) indica le attività di carattere collegiale specificando un totale di 40 ore per il collegio docenti, la programmazione iniziale e finale, l'informazione alle famiglie sui risultati quadrimestrali e finali, e al punto b) 40 ore di massima per i consigli di classe; al punto c) indica le attività relative allo svolgimento degli scrutini e degli esami.

Gli art. 28, e 30 definiscono il lavoro straordinario sia di insegnamento sia di organizzazione della scuola.

E' evidente che nel CCNL gli obblighi di lavoro non sono quantificati in modo completo: esiste secondo voi un altro contratto pubblico o privato dove non sono indicate le ore di lavoro?

Io propongo che nel contratto di lavoro siano indicate tutte le ore di lavoro sia quelle, diciamo "impiegatizio" sia quelle "libero professionali".

Per queste ultime si indicherà un cifra attendibile sulla base del lavoro di un docente con tre classi e di una materia che prevede gli scritti.
E' chiaro che la stima delle ore non potrà soddisfare tutti i docenti ma come prima ipotesi potrebbe essere sufficiente per chiarire ufficialmente che i docenti non lavorano solo 18 ore la settimana.
Bisognerà inoltre specificare meglio che l'attività organizzativa è indispensabile per la gestione della scuola e che le attività aggiuntive impegnano ulteriormente i docenti.

Una formula riassuntiva del tipo "Il lavoro del docente si compone di attività di insegnamento in classe, di attività di progettazione degli interventi educativi, di verifica dei risultati formativi, di attività di organizzazione del sistema scuola".
Le ore settimanali di insegnamento sono 18, quelle di progettazione e verifica impegnano mediamente 18 ore, quelle di organizzazione 4 ore.
Su base annuale ( 33 settimane *40 ore = 1312 ore)

Analizziamo ulteriormente il problema.

Se vogliamo fare una comparazione con un lavoratore del pubblico impiego dobbiamo suddividere le ore annuali su 46 settimane lavorative ( settimane 52 - 6 di ferie ( 30 giorni lavorativi).

L'orario di lavoro settimanale comparato è quindi pari a 28,5 ore. (1312/46)

Questo dato evidenzia come le 18 ore di lavoro settimanali con tre mesi di vacanze rappresentano un mito.

L'orario presentato è quello di un docente che possiamo definire "normale" in quanto più frequente.

Vi sono inoltre le seguenti attività:
1. Lezioni di recupero pomeridiane
2. Attività di organizzazione del lavoro (Funzioni obiettivo, coordinatori dei consigli di classe, responsabili dei laboratori, ecc.)
3. Corsi vari
4. Esami di Stato ( straordinario obbligatorio)

Le ore impegnate in queste attività non sono quantificabili in quanto variabili da docente a docente, ma ci sono e si aggiungono alle 28,5 settimanali.

Mi chiedo.

E' evidente che un docente non lavora solo 18 ore settimanali: perché si continua a voler mascherare le ore di effettivo lavoro ?

Perché continuiamo a scioperare per riuscire ad avere al massimo l'inflazione programmata e non chiediamo il riconoscimento normativo del nostro lavoro e cioè un contratto dove ci sia scritto quante ore di fatto lavoriamo ??

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 ilaria ricciotti    - 24-05-2007
Letta la tua disquisizione, mi son chiesta come risolvere il problema tra gli insegnanti che a casa debbono correggere una miriade di verifiche (ore non quantificabili) e coloro che non debbono assolvere queste obbligatorie incombenze.
Questa differenza tra prestastazioni non riconosciute si potrebbe risolvere abolendole?

 Virginia Mariani    - 24-05-2007
E mi sa che sono molto d'accordo!
Ci aggiungerei anche gli esami di licenza media inferiore, o no?
(i punti 1) e 2), però, non sono già retribuiti? sicuramente piccolo, ma mi risulta ci sia un compenso)

 Maria Grazia Fiore    - 25-05-2007
Le insegnanti della primaria hanno un orario di 24 ore settimanali (incluse le due di programmazione settimanale obbligatoria) e quelle della scuola dell'infanzia 25 (giusto per sfatare il mito delle 18 ore...).
Le prime lavorano di pomeriggio almeno una volta a settimana (ben di più le colleghe della materna) e si portano spesso a casa il lavoro individuale (se sei fortunata e non hai nessuna riunione in orario di programmazione, riesci sì e no a confrontarti con le tue colleghe di modulo-team sul lavoro da fare in classe).
Aggiungerei anche la necessità di fissare un orario di ricevimento per i genitori che sia conteggiato realmente, invece di risolvere il tutto (nei periodi peggiori, quasi giornalmente) davanti ai cancelli della scuola o, ancora, nelle ore di programmazione.
E, comunque, sarebbe carino che, a partire dalla stampa e dall'informazione specialistica, ci si cominciasse a ricordare che la scuola non gira attorno ai "prof"...

 stefano de stefano    - 25-05-2007
Ci risiamo con le 18 ore! Ho diversi amici/che che non fanno l'insegnante ed effettivamente sono colpiti da questo fatto delle 18 ore. Ma quando discutiamo dell'effettivo lavoro dell'insegnante (correzione compiti, preparazione lezioni, aggiornamento ecc.) e soprattutto del fatto che le 18 ore sono estremamente intensive (non voglio fare paragoni antipatici, ma stare in classe non è come l'ufficio pubbliche relazioni), beh, allora capiscono e, ahimè, mi compatiscono pure!
Più che interventi sull'orario, credo ci sia bisogno di interventi sul salario!Certo è che finché avremo governi che investiranno in F35, non potremo aspettarci nulla di buono.

 Mirella Albano    - 28-05-2007
Perché per il 90% siamo donne e molte continuano a ritenere che sia meglio correggere i compiti e friggere i peperoni contemporaneamente. Perché a fronte di un 30% di docenti " professionisti", che fanno dell'etica professionale( continuo aggiornamento, studio, innovazione, ricerca etc etc etc , disposti a sottoporre a verifica e valutazione il loro operato) la loro ragione di vita , ve n'è un 70 % che ha capito benissimo che la professionalità e la competenza non "pagano" in nessun termine, né sociale, né economico, né professionale anzi........danneggiano giacché la sola presenza di un collega professionista serio viene percepita come un ceffone in piena faccia a tutti gli altri e per l'amministrazione una spina nel fianco.Un cancro da espellere. E spesso ci riescono, visto che il burn-out colpisce gli eccellenti e risparmia gli ignavi.
Lottare non serve giacché questo stato di cose fa comodo a tutti.
Io lavoro poco e tu poco mi paghi- tu mi paghi poco ed io poco lavoro: meglio di così? Le ore di lavoro di un insegnante professionista sono già state quantificate: non sono mai meno di 52 ore settimanali. Ce lo vedete lo stato a riconoscere una cosa del genere? Meglio fingere di ignorare piuttosto che pagare.
Io una soluzione l'avrei: l'autocertificazione. Ma finora ho trovato ben pochi colleghi disposti ad autocertificarsi e poi dare inizio all'iter legale per ottenere il riconoscimento dei diritti legittimi. La maggioranza preferisce restare nell'incompetenza e nell'ombra piuttosto che lavorare ed esporsi e l'unico diritto che rivendica è quello alla lamentazione. Irrinunciabile.

 Romana    - 28-05-2007
E' ovvio che non conviene quantificare il lavoro reale che quotidianamente svolgiamo.Sarebbe carino se anche noi lavorassimo per esempio dalle 8,00 alle 14,00 ed inserissimo in quest'orario anche la correzione compiti,l'aggiornamento,le riunioni ecc.....
Sicuramente avremmo del tempo a disposizione per il nostro privato e sarebbe tangibile il nostro effettivo lavoro.Alla maggior parte delle persone salta agli occhi solo il discorso delle18 ore.Ed il resto?..........

 Mariassunta Bonini    - 28-05-2007
Forse sarebbe il caso di spendere anche una parola sul ruolo unico docente, oltre alla della diversità di orario c'è anche una diversità di stipendio tra i vari ordini di scuola, cosa ridicola visto che ormai siamo tutti laureati!!!!

 Elena Pardini    - 29-05-2007
Finalmente! Da tempo mi chiedevo quando avremmo finito di far finta di ignorare la nostra condizione davvero miserevole per tre bicci e una lira!!!
E' assolutamente inutile avere un misero riconoscimento economico che non fa che rafforzare la convinzione del "prendono poco perchè fanno poco" se non si chiarisce il lavoro sommerso che è sfibrante, sconosciuto ai più, senza considerare l'acquisizione delle nuove competenze che ogni insegnante effettua a proprie spese e nel proprio tempo...
Come biasimare poi chi non ha più voglia di aggiornarsi?
E' un'esigenza fortissima quella di sapere con chiarezza quali sono i nostri orari veri e quali sono le nostre reali competenze perchè ormai il peso della scuola grava in maniera eccessiva sugli insegnanti che di tutto si devono occupare e si trovano a lottare con la scarsa organizzazione, la mancanza di informazione, la carenza di fondi e un sacco di incombenze che nessuno riconosce ma che mettono a dura prova la nostra pazienza!
Vogliamo lavorare con maggiore serenità, vivere la classe con passione e con gioia, veder riconosciuta la nostra professionalità e quella quantità di ore non pagate, non conosciute che ci permettono di svolgere dignitosamente il nostro lavoro!

 annetta fazio    - 03-06-2007
alleluia!!! se serve da anni mi scrivo le ore effettive di lezione utilizzando quel misero specchietto dei registri... altro che 18 ore!
se qualcuno sa come sopravvivere alle ore di 50 min.+recupero mi spiega come????io quest'anno avrei dovuto restituire 252 ore - oltre alle solite gratis- , a1 certo punto mi son stufata di impazzire a conteggiare, umiliarmi ed "appiccicarmi" a qualche collega invece di lavorare serenamente. ce lo vedete un qualsiasi lavoratore privato che accetta di lavorare 10 min. all'ora e spalmarli su tutta la giornata? è lo stesso, se il tempo di lavoro per il singolo pezzo è contraibile: l'insegna Stakanov. Peccato che lavoriamo CON persone e non su ingranaggi. Taccio del disprezzo per l'aspetto pratico di qualsiasi attività - tenere in ordine lo spazio, i materiali e gli strumenti - tanto "tocca ai bidelli!!!" è il coro dei ragazzi, richiamati alla pulizia del proprio banco!!!