Gli ultimi dinosauri
Ottaviano Molteni - 17-05-2007
Cara Isa, dici qualcosa che racchiude una verità innegabile, purtroppo. Proprio negli ultimi tempi si è sempre più accentuata la richiesta nei nostri confronti di modulistica così incredibilmente variegata che, pur avendo come motivazione la QUALITA', non fa altro che renderci sempre più burocrati e sempre meno educatori.
Ti devo confessare che io sono uno degli ultimi dinosauri rimasti nella scuola elementare. Un uomo che aveva scelto di diventare un maestro perchè credeva fermamente nella "mission" del suo lavoro. credeva fermamente che la formazione degli alunni fosse veramente importante per la nostra società. E devo dire che di esperienze ne ho vissute tante. Dalla scuola di montagna a quella dell'ospedale, dalla città a quella privata, dalla zona di frontiera al paese di collina passando attraverso lo studio di tutti quei pedagogisti o sociologi che ci hanno formato e fatto crescere.
Allora si parlava di "alunni", di "bambini"...oggi siamo alla parola "utenti". siamo al calcolo delle percentuali: quanti vengono a mensa, quanti mangiano i piselli, quanti guardano la tele, quanti hanno preso la sufficienza e quanti no, e perchè, e per quale motivo e l'indagine di mercato per sapere se i genitori hanno gradito lo spettacolo natalizio, o la gita, o l'andare tutti a teatro.
Forse, anzi probabilmente, sono troppo vecchio per credere che l'attività dei nostri alunni possa essere matematicamente calcolata in base al fattore X che moltiplicato al fattore Y e diviso per K e fratto 100% mi dia un valore pari al suo lavoro scolastico.
Non ci riesco. Discuto spesso con colleghe che sono arrivate al limite della stanchezza. Ci viene chiesto di essere "tecnici" nel nostro lavoro. Ma vorrei fosse ben chiarito cosa si intende con questo termine.
Noi siamo - e continuerò a crederlo sino alla morte - educatori innanzi tutto. Non produciamo lavatrici, nè telefoni cellulari, nè mandiamo avanti un'azienda agricola. Tutto ciò che può sembrare pragmatico e prevedibile, spesso si rivela in una realtà inattesa. I tempi di scuola si sono dilatati sempre di più, alla faccia di chi ci vuole ancora come classe di imboscati mangia tradimento. Siamo, a volte, impossibilitati a poter svolgere tutte le richieste perchè ... il giorno ha comunque 24 ore. e la notte ... sarebbe utile dormire.
Nella mia breve, lunga vita, ho conosciuto insegnanti veramente eccezionali. Insegnanti che pur non essendo sottoposti alle richieste odierne davano buona parte della loro vita, del loro tempo, per attività e impegni legati ai loro alunni, al territorio, alla scuola. senza nulla chiedere. Avendo sempre meno. Oggi come mai siamo così esausti da non poterne più di andare in pensione?
Nonostante il lavoro, spesso di alta qualità, svolto dagli insegnanti dei vari ordini di scuola tutto rimane nascosto, poco conosciuto, trascurato. Non abbiamo mai saputo farci conoscere, nè rendere trasparente l'operato.
Ma in compenso siamo attaccati, insultati, accusati ... non posso certo negare checi siano pecore nere anche tra noi ... e lo sappiamo ... e le conosciamo ... ma posso chiederVi se avete mai visto un sindacalista difenderci pubblicamente, un giornalista fare un'inchiesta seria e corretta sulla scuola italiana? un politico con le "cosiddette" presentare la nostra reale situazione in parlamento? No. un lavoro come il nostro, che forma i cittadini di domani rappresenta oggi un vero suicidio: stipendio tra i più bassi, orario molto, molto flessibile ( serate? notti?), tutela?, diritti?...
Ho due colleghe eccezionali nella mia, odierna, équipe pedagogica. Da ormai 10 anni lavoriamo insieme condividento obiettivi e problemi. Ma quanti possono dire la stessa cosa?
Buona fortuna Isa.


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 isa cuoghi    - 18-05-2007
Caro Ottavio , condivido ogni parola che scrivi.
Forse siamo davvero in estinzione, siamo davvero come dinosauri che presto non riusciranno più ad adeguarsi ai cambiamenti, non solo climatici.. difficile riconoscersi in questo mondo.
Buona fortuna , Ottavio.

Isa