breve di cronaca
Sciopero per l'11 maggio
Quotidiano.net - 09-05-2007
Scuola, Cobas sul piede di guerra
Durissimo il comunicato sindacale: "Il governo non intende rinnovare il contratto scaduto da 17 mesi e la situazione degenera in maniera drammatica"
Roma, 7 maggio 2007 - Venerdì 11 maggio sciopero generale dei Cobas della scuola con manifestazione nazionale a Roma, ore 10, davanti al ministero della Pubblica Istruzione.
A darne notizia è una nota del portavoce dei Cobas Piero Bernocchi. «Le dichiarazioni roboanti di Cgil-Cisl-Uil, gli impegni solenni del governo, le minacce di sciopero confederale prima per il 16 aprile poi a maggio: tutto svanito".

"Il governo - si legge nel comunicato - non intende rinnovare il contratto-scuola, scaduto da 17 mesi, e i sindacati 'amicì non osano contrastarlo: e la situazione della scuola pubblica degrada in maniera drammatica. Tutto era già scritto in una Finanziaria che, in contrasto con gli impegni elettorali dell'Unione, ha ridotto i finanziamenti alle scuole pubbliche e non ha previsto fondi per il rinnovo del contratto. Contro di essa solo i Cobas hanno fatto scioperi (due in un mese)".

"E ora gli amari frutti maturano: il calo dei finanziamenti minaccia il tempo pieno e prolungato, impedisce di pagare le supplenze, con decine di migliaia di classi che ogni giorno restano senza insegnanti; molte scuole non hanno più i soldi per le spese più elementari e sta divenendo norma l'elevamento delle tasse scolastiche; i professionali stanno per essere massacrati, con riduzione di orario settimanale fino a 4 ore".

"Eppure - continua la nota - basterebbe che il governo rinunciasse a costruire i nuovi caccia da guerra F35, che costeranno quanto il 60% dell'intero bilancio della scuola, e destinasse all'istruzione quei soldi per consentire la rinascita della scuola».

Lo sciopero dei Cobas si prefigge di ottenere massicci investimenti nella scuola pubblica, un contratto vero che preveda aumenti uguali per tutti di 300 euro, l'assunzione dei precari sui posti vacanti, l'abrogazione della 'riformà Moratti.



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