breve di cronaca
Ecosistema scuola 2007
Legambiente scuola news - 14-04-2007
E' Prato la città italiana con le scuole migliori dal punto di vista della sicurezza e della qualità ambientale. A seguire Asti, Parma, Bergamo, Biella, Forlì, Livorno, Macerata e Siena, che si qualificano tra le città d'eccellenza. Il quadro che emerge è tutto composto dai Comuni del Nord e del Centro con uniche eccezioni Vibo Valentia, che si posiziona al 15esimo posto e più in fondo Cosenza e Caltanisetta, 31esima e 41esima. Buona la presenza dei grandi centri urbani con Milano che entra in graduatoria dopo due anni di assenza e Roma che dimostra il suo impegno rafforzando pratiche di sostenibilità. In fondo alla graduatoria c'è Palermo mentre Napoli, Venezia e Bologna non riescono a fornire i dati richiesti.

E' questa la classifica elaborata da "Ecosistema Scuola 2007", il rapporto annuale di Legambiente sull'edilizia, sui servizi messi a disposizione e sulle pratiche ecocompatibili adottate dalle scuole italiane capoluogo di provincia.

Gli edifici scolastici sono vecchi (il 53% è stato costruito prima del 1974, anno in cui fu promossa la legge n.62 per costruire in zone sismiche), quasi il 30% necessita di interventi urgenti di manutenzione straordinaria, solo il 34% ha il certificato di prevenzione incendi e il 62,21% possiede il certificato di agibilità statica (dato comunque in crescita). Non si registrano cambiamenti significativi rispetto agli anni precedenti in merito all'esposizione delle scuole a fonti di inquinamento, esterno alla scuola o interno, primo fra tutti l'amianto, verso il quale sembra registrarsi un pericoloso calo di attenzione.

Ma se una parte rilevante delle scuole permane in uno stato di pericolo e di rischio, emerge tuttavia il bisogno di investire su una cultura volta al miglioramento di quegli aspetti che possono rendere il contesto scolastico maggiormente vivibile anche attraverso accorgimenti ed azioni ecocompatibili. Continua infatti a crescere nelle mense scolastiche la percentuale di pasti parzialmente (47,76%) o interamente biologici (11,84%).

Ma soprattutto scuola ed gli enti locali, gestori degli edifici, non hanno ancora iniziato la battaglia per dare il loro contributo a limitare i cambiamenti climatici. Del tutto irrilevante (circa il 4%) risulta infatti la quota di scuole che utilizzano fonti di energie rinnovabili, mentre non supera il 7% quelle che attuano iniziative di risparmio energetico, dove portabandiera è l'Emilia Romagna, con Modena e Forlì, a seguire Roma e Palermo. L'unica attività positiva riguarda l'utilizzo di fonti d'illuminazione a basso consumo (46,50%), dove si registra un forte incremento, in particolare nelle scuole di Milano, Palermo e Verona.

Non tutto, però, è negativo: dal nord al sud del Paese le scuole si impegnano a differenziare i rifiuti, soprattutto carta, plastica e pile. E' cresciuta anche la raccolta di altri tipi di materiale, come toner e organico.

Ai vizi antichi si aggiungono nuove emergenze che riguardano la necessità di rendere le scuole luogo di sperimentazione di pratiche di sostenibilità. Ci sta provando la Finanziaria 2007 su vari fronti.

Innanzitutto il governo ha di nuovo stanziato dei fondi per l'edilizia scolastica, 250 milioni di euro relativi al triennio 2007-2009 poca cosa rispetto ai 3.000 milioni di euro calcolati necessari nel 2001 per mettere in sicurezza gli edifici scolastici. E' evidente che la cifra stanziata è poca cosa, comunque significativa visto che negli anni del governo Berlusconi nulla era stato stanziato. Ora Stato, Regione ed Enti Locali dovranno sottoscrivere un patto di sicurezza, concorrendo in parti uguali allo stanziamento delle risorse necessarie. Solo così le Regioni potranno prorogare non oltre il 31 dicembre 2009 un nuovo termine di scadenza per la messa a norma degli edifici.

Nella stessa direzione si muovono le misure di prevenzione che il Consiglio di indirizzo e di vigilanza dell'INAIL definisce per il triennio 2007/2009: abbattimento delle barriere architettoniche e adeguamento delle strutture alle vigenti disposizioni in tema di sicurezza e igiene del lavoro. (art. 1, c. 626, 1.f. 2007).

Ma forse il segnale più innovativo, nella Finanziaria, ci viene dal nuovo piano di risparmio ed efficienza energetica in base al quale anche le scuole potranno beneficiare dei finanziamenti e degli sgravi fiscali previsti per favorire il fotovoltaico.

Non stupisca questa insistenza sulla questione energetica. La stessa comunità scientifica è oggi unanime nel rilevare che le cause della velocità con cui i cambiamenti climatici si stanno verificando sono esclusivamente antropiche. Tutto ciò pone le istituzioni educative di fronte a due problemi. Il primo è che anche le scuole come tutti gli edifici pubblici devono dare l'esempio e essere tra coloro che contribuiscono ad abbattere i consumi energetici. Il secondo riguarda la coerenza.. Non può continuare ad essere che una struttura che educa i cittadini ad affrontare i grandi problemi del nostro futuro prossimo tra i quali le tematiche ambientale si presenti come una struttura dissipatrice, incapace di assumere atteggiamenti responsabili e ecocompatibili.

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